Cucchi difende Allegri: "Ma l'Arsenal e Arteta che calcio fanno? Serve vincere!"
Riccardo Cucchi, giornalista, voce storica di Radio Rai, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in DAB o qui sul sito anche in video.
Eri a Pescara per il Premio Galeone, un momento di grande commozione ed emozione nel ricordo dell'ex allenatore del Napoli. Ti chiedo banalmente: come hai trovato Allegri? È pronto, carico e motivato per ricominciare dal Napoli?
"Assolutamente. L'ho trovato molto carico, ha voglia di ricominciare, ha voglia di immergersi nuovamente nella sua passione, nel suo lavoro, nel calcio. Per chi non lo conosce personalmente, io ho avuto la fortuna di conoscerlo anche al di fuori del campo: è una persona straordinariamente allegra, straordinariamente portata alla battuta. Abbiamo sorriso insieme, ragionando e parlando prima che cominciasse l'evento dedicato a Galeone, e ho ritrovato quell'Allegri che conoscevo, quello che, a tavola e fuori da un campo di calcio, è davvero una persona allegra e gradevolissima. Magari è un'impressione che non dà nelle interviste o nel dopopartita, dove è quasi sempre molto tirato, molto attento, in alcuni casi anche molto arrabbiato. Ma, a parte questa considerazione personale, credo che Allegri, se sarà effettivamente lui il nuovo allenatore del Napoli, abbia una grande voglia di mettersi a lavorare e di immergersi nell'ambiente napoletano. Sono convinto che farà bene al Napoli, ma anche ad Allegri vivere in questa straordinaria città che è la vostra."
Ti riporto il pensiero collettivo di molti tifosi napoletani, che sono perplessi su Allegri perché lo considerano un allenatore un po' passato, con un calcio vecchio e difensivo, diverso da quello che sembra essere il trend attuale. È una valutazione corretta oppure no?
"Io credo che abbiate visto tutti la finale di Champions League tra Arsenal e Paris Saint-Germain. Ma posso chiedervi: secondo voi l'Arsenal che calcio gioca? Il calcio dell'Arsenal, che è comunque una finalista arrivata con merito all'atto conclusivo, è un calcio spettacolo? È un calcio da divertimento? Io credo che il calcio debba riuscire a conciliare l'inevitabile natura estetica che attrae il pubblico con l'efficacia. Non credo che sia importante soltanto che il calcio sia bello. Essere belli significa anche vincere. Allegri è un allenatore che vuole vincere e, da questo punto di vista, è molto simile anche a Conte. È un allenatore molto attento agli equilibri tattici. Pensate al percorso che ha fatto: ha cominciato con Galeone e con il 4-3-3 di Galeone. Per noi, negli anni Ottanta, quel calcio era spettacolare, tutto offensivo. Allegri ne è stato un protagonista e poi, da allenatore, ha elaborato un calcio diverso: sempre partendo dal 4-3-3, ma molto più attento all'equilibrio tattico. Credo che alla fine si debba riconoscere ad Allegri la capacità di rendere concrete le squadre che allena. Certo, con il Milan non è andata bene, ma non aveva un organico all'altezza: aveva soltanto due o tre giocatori sui quali poter realmente contare. Situazione molto diversa da quella che potrebbe trovare a Napoli, dove invece credo che abbia a disposizione un grande organico di qualità."
Pensi che possa esserci in lui una forte voglia di rivalsa dopo l'ultima esperienza al Milan?
"Comprendo perfettamente la passione del tifoso. Lo sono anch'io, un tifoso in questo momento molto frustrato dalle vicende della mia squadra, la Lazio. Capisco perfettamente che l'Allegri juventino possa creare un po' di nervosismo tra i tifosi napoletani, vista la grande rivalità tra Napoli e Juventus e le tante storie che hanno caratterizzato rapporti non sempre facili tra i due club. È tutto comprensibilissimo sul piano umano e della passione calcistica. Quello che mi permetto di suggerire, molto modestamente, è di non pensare di avere già la verità in tasca. Bisognerebbe accogliere Allegri, qualora fosse lui il prossimo allenatore, con la curiosità di vedere cosa potrà fare a Napoli. Non è detto che i percorsi siano sempre uguali. Bisogna vedere anche quale squadra avrà a disposizione e io credo che a Napoli possa contare su una gran bella squadra dal punto di vista potenziale. Una cosa che vorrei dirvi è questa: lo conosco molto bene e posso dirlo con cognizione di causa. Allegri ama i calciatori di qualità, quelli che sanno giocare la palla. Li ama molto anche perché lui era uno di quelli. L'ho visto giocare e vi assicuro che era un bel trequartista, dotato di tecnica, delicatezza e visione di gioco. Potrebbe quindi proporre anche qualcosa di nuovo. Non è un fondamentalista tattico, assolutamente no. Non gioca sempre con lo stesso modulo. Potrebbe trovare nel percorso al Napoli quell'equilibrio che credo rappresenti il massimo per qualunque tifoso: l'equilibrio tra la bellezza e la concretezza, tra il bel gioco e la capacità di vincere. Il Napoli di Sarri è stato meraviglioso, lo abbiamo amato tutti. Io sono ancora oggi incantato da quello che Sarri è riuscito a fare. Certamente era un calcio bellissimo, però non ha vinto. Allegri invece ha vinto molto. Ha vinto con la Juventus e ha vinto anche nel suo primo Milan, in una situazione estremamente difficile, perché aveva contro persino il presidente Berlusconi. Quello scudetto è probabilmente il più difficile della sua carriera. La stagione passata è andata male, ma non tanto per sua responsabilità quanto perché non aveva a disposizione una squadra all'altezza."
Credi che il matrimonio con De Bruyne possa essere ideale? In che modo?
"Infatti, infatti. Ho seguito naturalmente tutta la vicenda legata a De Bruyne. Credo che De Bruyne sia il giocatore perfetto per Allegri, perfetto. E credo che possa trovarsi molto bene con questo tecnico, che spesso non è stato compreso fino in fondo dai critici. Permettetemi un'annotazione polemica. Uno dei più noti detrattori di Allegri è stato Adani. Le sue critiche nei confronti di Allegri hanno trovato seguito e, in qualche modo, hanno contribuito a creare molti pregiudizi. Io vorrei dire ai tifosi napoletani che, quando arriverà Allegri, se arriverà Allegri, dovranno essere curiosi. Siate curiosi, perché potreste rimanere sorpresi."