Cucchi: "Napoli-Roma gara 'all’inglese', due giocatori mi hanno sorpreso"
Riccardo Cucchi, giornalista, voce storica di Radio Rai, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi seguire sulle app gratuite (scarica qui per Iphone o per Android), qui sul sito anche in video.
Dopo il pareggio contro la Roma e la vittoria dell’Inter contro la Juventus, con 11 punti di distacco, il Napoli ha abdicato alla difesa del titolo? "La situazione è complicata. Con un distacco così evidente diventa molto difficile pensare a una rimonta. Però il calcio ci ha abituato a sorprese straordinarie, quindi non possiamo escludere nulla. Detto questo, al di là della classifica, Napoli-Roma è stata una bellissima partita: intensa, giocata a ritmi alti per 90 minuti, spettacolare, quasi “all’inglese”. Una gara che riconcilia con il calcio, anche se non consola i tifosi per la posizione in classifica".
I tifosi però hanno applaudito la squadra a fine gara. "Ed è giusto sottolinearlo. Non possiamo fermarci solo ai numeri della classifica o agli 11 punti che separano il Napoli dall’Inter. L’Inter è tecnicamente più forte, è vero, ma il Napoli ha dovuto fare i conti con tanti infortuni e anche un po’ di sfortuna. Resta una squadra che gioca bene e dà soddisfazioni ai tifosi. E non possiamo dimenticare il lavoro fatto da Antonio Conte.
Si parla molto di arbitri e VAR. C’è troppa confusione? "Personalmente non amo parlare di arbitri. Il calcio non può ridursi a questo. Siamo arrivati a un punto in cui ogni partita si chiude discutendo solo delle decisioni arbitrali. È una deriva culturale. L’arbitro è parte del calcio, ma non è tutto il calcio".
Il VAR ha risolto i problemi? "No. Non li ha mai risolti e non li risolverà. Quando, nove anni fa, mi chiesero cosa pensassi del VAR durante una puntata della La Domenica Sportiva, dissi che non avrebbe eliminato le polemiche. E così è stato. L’unica tecnologia davvero utile è quella oggettiva: gol/non gol, palla dentro o fuori, fuorigioco. Tutto il resto resta interpretazione".
Sulla simulazione nel big match tra Juventus e Inter? "La simulazione è il gesto più discutibile dal punto di vista etico su un campo di calcio. Ma non facciamo finta che sia una novità. Se si vuole combatterla, bisogna farlo seriamente, sempre e con coerenza".
Napoli-Roma è stata una partita intensa. Ti ha colpito qualcuno in particolare? "Mi ha sorpreso che due giocatori arrivati nel mercato invernale siano stati protagonisti. Da una parte Alisson Santos, talento di 23 anni, grande qualità e prospettiva: può essere un grande affare per il Napoli, soprattutto con Conte che sa far crescere i giovani. Dall’altra l’attaccante della Roma: cinque gol in cinque partite, due doppiette. Segno che anche a gennaio si possono fare ottimi acquisti, se lo scouting lavora bene".
Le italiane possono fare strada in Champions League? "Non sono molto convinto, sinceramente. L’Inter è la più forte tra le italiane rimaste, ma guardando il livello delle prime otto in Europa, il calcio italiano mi sembra ancora lontano dai vertici. Serve un cambio di passo nelle fasi a eliminazione diretta".
Oggi però è anche una giornata triste per Napoli: l’incendio al Teatro San Lazzaro. "Sì, ho visto le immagini e mi hanno colpito profondamente. Vedere un teatro andare a fuoco è qualcosa che fa male. Esprimo grande vicinanza ai napoletani in questo momento di dolore. Sono davvero rammaricato".