Da Bologna, Cucci: "Ambiente deluso, la squadra ha perso l'identità mostrata"
Che tipo di gara ti aspetti tra Napoli e Bologna?
"Ma io credo che il Napoli non debba avere delle grandi preoccupazioni domani, perché gli si presenta un Bologna completamente diverso da quello dell'andata. È un Bologna che si è addormentato da una decina di settimane, per cui o vuole fare una cattiveria e chissà quale impresa può realizzare contro il Napoli, oppure viene ad offrire i punti e buonanotte."
Come sta vivendo l’ambiente bolognese questa seconda parte di stagione?
"L'ambiente bolognese è piombato non in una delusione ma in una disperazione, perché tra l'altro il mitico Dall'Ara, che era diventato una fortezza, è diventato Bologna città aperta. Chi viene vince e ha ragione. Per cui tra il momento del campionato dell'andata e questo c'è una differenza enorme, ma soprattutto è una delusione interna, perché il Dall'Ara è diventato un luogo di canti e suoni, di allegria, ed è diventato invece un luogo di tristezza. Il peggio che può capitare nel calcio non è solo perdere, è perdere l'identità e il Bologna ha perso l'identità che aveva mostrato."
Come giudichi il percorso di Italiano al Bologna?
"Il salto che sta facendo con il Bologna non è dei più raccomandabili, tieni conto che gli allenatori hanno bisogno di tenuta. Un allenatore non può essere buono dopo sei mesi o dopo dodici. Un allenatore lo vedi nella sua carriera e cerchi di capire se è un personaggio che ha una sua cultura calcistica e come tale facilmente offensivista o difensivista. In realtà è qualcosa di più. Devo dire che Italiano aveva mostrato moltissime qualità, poi non so cosa sia successo. Temo più un disagio personale che un disagio tecnico-tattico."
Come spieghi il rapporto tra Napoli e i suoi allenatori?
"A Napoli non bisogna fare l'analisi dell'allenatore, bisogna fare l'analisi della città e dei tifosi. Il problema sono i tifosi, non sono gli allenatori. Perché se da voi viene Ancelotti e fa un fallimento colossale non è colpa soltanto di Ancelotti. E voi lo sapete benissimo. Però per me è anche diventata un'accusa, è un dato di fatto. Per cui l'allenatore che viene a Napoli si deve preparare anche psicologicamente ad avere a che fare con una città che non dorme, una città brillante. Io cito sempre, come banalissimo esempio del diverso carattere napoletano, quando a Benedetto Croce dicono che il gatto nero che ha attraversato la strada porta male e lui risponde: 'Non è vero, ma ci credo'. Ecco, il napoletano ha questa ambivalenza clamorosa: non è vero ma ci credo, oppure ci credo ma non è vero."
Tra Italiano e Conte, chi vedi più vicino alla permanenza?
"Guarda, Italiano me lo lascio perché sono stanco, non ho voglia di fare lo psicologo. Io faccio il tifoso, sono deluso, buonanotte, l'importante è che siano salvi. Il problema di Conte è questo incontro faccia a faccia, guardandosi negli occhi con De Laurentiis. Non credo che ci siano particolari difficoltà, salvo che non le abbia Conte, non credo che le abbia De Laurentiis. De Laurentiis è uno che queste cose non le sbaglia. Anche lui si è sbagliato con Ancelotti, ma quella è la prova negativa di tutto un grande momento positivo, perché a dirla bene De Laurentiis non ha mai sbagliato. Se c'è qualche errore lo commettono quelli che non capiscono come devono comportarsi con lui."
Chi vedresti bene sulla panchina della Nazionale italiana?
"Io ho già preso parte per Silvio Baldini, perché sono per il ritorno all'allenatore federale. Gli unici che hanno vinto qualcosa sono gli allenatori federali. I grandi allenatori, salvo Lippi che ha fatto giocare la Juventus nel 2006, non hanno mai vinto niente: non ha vinto niente Trapattoni, non ha vinto niente Prandelli, non ha vinto niente Conte. Non capisco perché adesso ci sia Allegri. Mancini è uno che è cresciuto con Vicini e, se vi ricordate, l'Under 21 con il suo allenatore fu la Nazionale forse più bella che abbiamo presentato nel '90, poi abbiamo incontrato Maradona, pazienza."
Come vedresti un ritorno di Sarri al Napoli?
"No, non vedo queste cose. Io sono un ammiratore di Sarri, al punto che potrei fare un'eccezione a tutto quello che ho detto fino adesso, perché anche lui ha una sua configurazione federale, è un vero allenatore di campo, è uno che sa fare tante cose. Ma farlo tornare a Napoli credo che, dopo quel sogno che avete vissuto, sarebbe un errore, perché si perdono anche i bei sogni."
Perché secondo te Conte dovrebbe restare a Napoli?
"Io mi auguro che ci sia una continuità con Conte, perché deve andare via Conte? Non ho capito perché qualcuno a Napoli non stravede per lui. Si diventa grandi soprattutto quando si riesce a sopportare i militari."