Da Milano, Passerini: "Squalifica Conte? Rischia anche tre giornate. Ricordate Allegri?"
Carlos Passerini, giornalista del Corriere della Sera, è intervenuto nel corso de Il Bar di Tuttonapoli sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito, in auto col DAB Campania o sulle app gratuite (scarica qui per Iphone o qui per Android).
"Squalifica Conte? l giudice sportivo deve valutare non soltanto le immagini televisive ma anche il referto dell’arbitro, quindi l’orientamento è quello. Però poi è chiaro che se invece oggi il giudice sportivo decide — perché è una decisione che spetta a lui — che Conte è andato oltre, la squalifica potrebbe anche diventare di tre. Secondo me sarebbe, come dite voi, forse un po’ troppo. Allegri a settembre, dopo il Bologna, fece una scenata simile e ne prese una giornata con 10.000 euro di multa".
"È una stagione molto difficile sul campo e fuori. Credo che un po’ le due cose siano fatalmente collegate, nel senso che è notizia di ieri che il presidente dell’AIA, Zappi, è stato inibito, squalificato per 13 mesi. Quindi sullo sfondo c’è anche lo spettro del commissariamento dell’AIA da parte della Federazione. Sul campo ci sono tanti errori, anche con una VAR che viene gestita male, e quindi mi sembra che il caos sia dentro e fuori. Ripeto, secondo me forse non è così casuale che dal palazzo si porti al campo, forse anche il contrario. Però ecco, tutto il mondo arbitrale è nel caos, è in crisi in questo momento, e bisogna provare a trovare una soluzione per come la vedo io. Perché gli arbitri sono importanti. Credo che la soluzione la debbano trovare un po’ tutti insieme. L’errore è pensare che sia soltanto un problema degli arbitri, perché un problema degli arbitri è un problema di tutti, è un problema del calcio. Quindi è tutto il calcio che deve, secondo me, fare anche un passo verso gli arbitri stessi, magari con qualche atteggiamento diverso. Perché se gli arbitri sono in difficoltà, o si trova un modo per aiutarli e migliorare il livello, oppure a pagarne le conseguenze è il calcio, non solo gli arbitri".
"Soluzioni? L’IFAB sta ragionando sul challenge, cioè sulla chiamata da parte delle panchine, come succede in Serie C. La tua osservazione è corretta, ma la direzione è opposta. Io credo che, come hai detto giustamente tu oggi, la VAR sia un po’ sfuggita di mano: è passata da strumento che aiuta a strumento troppo ingombrante. Gli arbitri hanno smesso di arbitrare. Troppi arbitri hanno smesso di arbitrare. Ci troviamo di fronte a scelte di microchirurgia. Il calcio è uno sport dinamico, di contatto. Episodi che prima non avremmo nemmeno considerato oggi vengono vivisezionati. E quando vediamo quelle procedure lunghe, capiamo tutti come finirà: “darà rigore”, perché vede il pestoncino o il contatto minimo".
"Non c’è da riformare la VAR, ma da correggere il protocollo: secondo giallo, calci d’angolo, episodi che portano a un gol. L’IFAB ci sta lavorando. Al Mondiale vedremo addirittura una VAR con intelligenza artificiale che calcola il volume del corpo dei giocatori. Sembra PlayStation, ma la tecnologia non mi scandalizza. Il problema è l’uso. L’uomo deve restare al centro, cioè l’arbitro. E va aiutato anche dai giocatori: simulazioni, proteste, tentativi di inganno non aiutano nessuno".