.

Da Roma: "La Lazio userà la gara col Napoli per provare una cosa in vista della Coppa"

di Pierpaolo Matrone

Patrizia De Rossi, scrittrice e membro dell’associazione Lazio e Libertà, è intervenuta su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in DAB o qui sul sito anche in video: "Il Napoli deve aspettarsi una squadra che probabilmente userà questa partita anche per testare la propria tenuta in vista di un appuntamento che può decidere un’intera stagione, cioè la Coppa Italia. La Lazio ha avuto un’annata che definire surreale è poco, a partire dal mancato mercato estivo. Sarri stesso ha fatto capire di non conoscere certi scenari quando ha firmato. Eppure, da professionista serio qual è, ha mantenuto il suo impegno e ha portato la squadra fino a una situazione che, paradossalmente, può ancora culminare con una finale. In una gara secca può succedere di tutto".

Quanto pesa la frattura tra società e tifosi?
"Secondo me siamo arrivati a un punto di non ritorno. La conferma si è avuta in semifinale di Coppa Italia, che era di fatto l’unico grande obiettivo stagionale, con uno stadio quasi deserto. È stata una protesta fortissima, dolorosa, ma evidentemente ritenuta necessaria. Il dato più preoccupante è che tanti tifosi abbonati hanno rinunciato a esserci pur di mandare un segnale. E questo racconta quanto sia profonda la frattura".

Che clima si respira oggi attorno alla Lazio?
"C’è una cupezza impressionante. La sensazione diffusa è che questa proprietà stia portando la Lazio a scomparire, e per un tifoso è la cosa peggiore possibile. A Lazio-Parma, per esempio, allo stadio c’erano più turisti che tifosi laziali. È un paradosso doloroso. Il calcio è passione, sogno, appartenenza: se togli tutto questo, togli l’essenza stessa del tifare".

Quanto sta incidendo Maurizio Sarri in questo contesto?
"Tantissimo. Io sono convinta che senza Sarri la Lazio starebbe lottando per non retrocedere. In una situazione del genere, con una squadra depotenziata e un ambiente pesantissimo, lui ha comunque tenuto il gruppo in piedi. È riuscito a mantenere una sua identità, pur tra mille difficoltà".

Dal punto di vista tattico, che squadra è oggi la Lazio?
"Mi sembra una squadra che fatica ad avere continuità all’interno della partita. A volte parte bene, crea due o tre occasioni, poi al primo episodio negativo si spegne. Però ha una caratteristica precisa: spesso trova la forza di reagire nel finale. Non a caso segna tanti gol negli ultimi quindici minuti, anche grazie ai cambi e all’orgoglio di alcuni giocatori. E poi c’è chi può sempre inventare la giocata, come Pedro".

La testa è già alla Coppa Italia?
"Credo di sì. Mi sembra evidente che il pensiero sia rivolto soprattutto al ritorno con l’Atalanta, perché quella partita decide non solo questa stagione ma anche, in parte, la prossima. Se la Lazio non dovesse arrivare in finale o comunque non riuscisse a vincere la Coppa Italia, la sensazione è che si andrebbe verso una rottura generale, a partire da Sarri".

C’è ancora una via d’uscita da questa situazione?
"Oggi faccio fatica a vederla. Il problema, oltre ai risultati, è proprio il modo sprezzante con cui la tifoseria sente di essere trattata. E quando arrivi a togliere ai tifosi perfino la voglia di sognare, allora diventa tutto molto più grave. È una situazione brutta per la Lazio, ma anche per tutto il calcio italiano".


Patrizia De Rossi a Cronache Azzurre
Altre notizie
PUBBLICITÀ