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Da Torino, Pavan: "Conte? Tifosi Juve si sono sentiti sedotti e abbandonati"

di Fabio Tarantino

Massimo Pavan, giornalista di Tuttojuve, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito, in auto col DAB Campania o sulle app gratuite (scarica qui per Iphone o qui per Android).

Si riparte dalla sconfitta della Juve all’andata a Napoli: quanto è cambiata questa Juventus? "Un pochettino è cambiata. È migliorato il livello del gioco e la Juventus ha fatto partite più convincenti dal punto di vista delle prestazioni. I risultati, però, sono stati ancora un po’ altalenanti: sono arrivati tardi e ci sono stati stop inattesi, come quello con il Cagliari, e il pareggio con il Lecce che hanno rallentato la corsa al quarto posto. Quindi sì, miglioramenti nel gioco e nelle prestazioni, ma dal punto di vista dei risultati qualche passo falso c’è stato ancora".

Che valore ha la gara contro il Napoli per questa Juve, in questo momento storico? "È una partita fondamentale. Una vittoria rilancerebbe le ambizioni per il quarto posto, mentre una sconfitta o un risultato negativo ti costringerebbero ad aspettare i risultati della Roma. È una gara difficile, il Napoli è una squadra forte anche se con qualche assenza. Devi dare un segnale forte, dimostrare che ci sei. La Juve può fare un’ottima partita, ma conosciamo la forza del Napoli, la bravura di Conte e la qualità dei suoi giocatori, capaci di risolvere la partita anche senza giocare in modo spettacolare".

Che tipo di lavoro e contributo sta dando Spalletti alla Juventus. A Napoli lo conosciamo bene: in cosa ha inciso di più? "Ha inciso sicuramente nel migliorare alcuni calciatori e nel dare più convinzione a chi ne aveva poca. Ha cambiato l’idea di gioco: più pressione, più possesso palla, una squadra più propositiva e meno attendista. Questo è stato il cambiamento principale. Ha portato anche più tranquillità e migliorato la media punti, che è già qualcosa. Però, se ti chiami Juventus, non basta: serve uno step ulteriore. Paradossalmente, la Juve ha meritato di più di vincere col Cagliari che col Benfica. Col Cagliari ha dominato, col Benfica è stata più cinica. Contro il Napoli servirà un compromesso: giocare bene come col Benfica, ma essere efficaci come dovevi esserlo col Cagliari".

Andando sulla formazione: quali sono i dubbi dell’allenatore? "Qualche dubbio c’è, soprattutto su Conceição, se può avere o meno i 90 minuti, e su Miretti. Va valutata anche la posizione di McKennie. Per il resto la squadra è abbastanza definita. Inciderà anche la gestione delle energie: tornare a giocare due partite a settimana, con un gioco dispendioso come quello di Spalletti, sarà un banco di prova, soprattutto pensando anche alla gara col Monaco di mercoledì".

Juve e Napoli sono accomunate anche da un mercato estivo poco brillante. Ora la Juve pensa a En-Nesyri, seguito anche dal Napoli. Che giudizio dai? "Quest’anno è difficile giudicare perché molti giocatori hanno reso sotto le aspettative. En-Nesyri è un buon giocatore, ma fisicamente non dà sempre quella sensazione di sicurezza da titolare fisso. Altri acquisti, come Openda, sono stati un fallimento. Bisogna vedere se En-Nesyri può dare una mano al reparto. Chi è abituato a vedere a Torino Higuaín, Ronaldo, Tevez, Trezeguet, chiaramente non si esalta. Però l’operazione è più sensata di altre: il costo è contenuto, c’è un diritto di riscatto. Può fare bene, ma non stiamo parlando di Osimhen. A gennaio, poi, inserirsi è sempre più complicato".

Chiudiamo con Antonio Conte. Che accoglienza ti aspetti dallo Stadium? "Penso a un’accoglienza piuttosto fredda. Bisogna dividere Conte giocatore da Conte allenatore. Da giocatore è stato una bandiera, da allenatore è un professionista che è tifoso solo della squadra che allena. Dopo quanto accaduto in estate, molti tifosi si sono sentiti sedotti e abbandonati, quindi l’accoglienza sarà meno calorosa rispetto all’anno scorso. Ci sarà chi applaudirà e chi fischierà: succede ovunque. Ma nel complesso mi aspetto meno affetto rispetto al passato".


Massimo Pavan a Pausa Caffè
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