Da Udine, Pezzella: “Lucca? Mi aspetto possa tornare a Napoli e dimostrare il suo valore”
Francesco Pezzella, giornalista di Tv12, è intervenuto a "Sabato sport" su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in DAB o qui sul sito anche in video.
Che gara ti aspetti domani tra Udinese e Napoli? “Mi aspetto la classica partita di fine stagione. Il Napoli ha una spinta motivazionale in più, legata al secondo posto da consolidare, ma per il resto credo sarà una gara giocata con una certa leggerezza. Non mi aspetto eccessi tattici o forzature: essendo l’ultima partita, difficilmente ci sarà la tensione tipica di altri momenti della stagione. Proprio per questo potrebbe venire fuori una gara più aperta, divertente e anche spettacolare, o almeno lo spero”.
Che ricordo hai della gara d’andata? “Sì, all’andata l’Udinese fece una partita solida, molto chiusa e difensiva, ma comunque rimase in equilibrio fino alla fine. Erano però altri tempi, con motivazioni diverse per entrambe le squadre. Oggi l’Udinese vuole evitare di farsi superare e perdere la decima posizione in classifica, mentre il Napoli ha l’obiettivo di confermare il secondo posto”.
Quindi che tipo di partita sarà, anche alla luce delle motivazioni? “È una gara che comunque ha una sua importanza. Il Napoli, tra l’altro, dovrebbe andare in ritiro e ci sono anche le voci sull’allenatore, che non sono ancora ufficiali ma fanno pensare a un cambiamento per la prossima stagione. Per questo motivo c’erano tutti i presupposti per affrontare la partita con grande serietà, e credo che sarà così. Entrambe le squadre hanno motivazioni sufficienti per giocarla al massimo delle proprie possibilità”.
Si parla già di futuro e di mercato. Alcuni giocatori dell’Udinese sono accostati al Napoli. Che idea ti sei fatto, ad esempio su Davis e Atta? “Le valutazioni economiche sono sempre difficili da fare, soprattutto con l’Udinese, che ha una filosofia particolare. Non esiste uno standard fisso: molto dipende dalla concorrenza e dal numero di squadre interessate. Io mi sono anche sbilanciato nei giorni scorsi dicendo che, per qualità e potenziale, si potrebbe partire da una valutazione inferiore ai 10 milioni, ma è una mia opinione personale, senza dati oggettivi. Poi c’è un attaccante che ha chiuso la stagione in doppia cifra nonostante qualche problema fisico che gli ha tolto continuità. Con una stagione lineare avrebbe potuto fare ancora di più. Anche lui, se messo sul mercato, potrebbe avere una valutazione tra i 12 e i 15 milioni, ma sono sempre stime personali. Con l’Udinese è difficile fare previsioni: a volte il mercato ti sorprende completamente, perché le società ragionano su parametri che dall’esterno non conosciamo”.
Il nome di Lucca, passato dall’Udinese al Napoli, è uno dei più discussi. Che stagione è stata per lui e cosa ti aspetti? “Dobbiamo tutti imparare ad avere più oggettività nelle valutazioni, soprattutto chi lavora nel settore. Non bisognerebbe giudicare un calciatore solo in base al prezzo del cartellino. Le valutazioni di mercato dipendono da molti fattori: concorrenza, strategie, momenti di necessità. Se più squadre vogliono un giocatore, il prezzo lo fa il mercato. Nel caso di Lucca, il primo anno a Napoli era comunque complicato: una grande squadra, obiettivi importanti come Scudetto e Champions, e un contesto competitivo forte. Non si può pretendere che un giocatore renda automaticamente in base a quanto è stato pagato. È sbagliato dire “è costato 40 milioni, quindi deve fare per forza 30 gol”. Anche perché spesso non ha avuto continuità né molte occasioni, ed è arrivato in una stagione in cui il Napoli ha avuto diverse difficoltà. Il progetto era inserirlo gradualmente. Poi gli infortuni e le dinamiche della stagione hanno cambiato tutto, costringendo spesso la squadra a soluzioni di emergenza. Io non mi aspetto giudizi affrettati su di lui. Mi aspetto che possa tornare a Napoli e dimostrare il suo valore con più continuità, come aveva fatto vedere a Udine”.
In generale, quindi, serve più equilibrio nei giudizi? “Sì, assolutamente. Serve sempre equilibrio. Le valutazioni dei calciatori non possono essere fatte solo in base alle aspettative o alle cifre del mercato. Bisogna considerare sempre il contesto, il momento e le condizioni in cui un giocatore si trova a operare”.