Dazn, Barsotti: "Vi spiego cosa è accaduto sul cambio di Hojlund"
Giovanni Barsotti, bordocampista di Dazn presente ieri a Parma, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in DAB o qui sul sito anche in video: "
Che Napoli hai visto a Parma e quanto pesa questo pareggio nella corsa scudetto?
"Per come era iniziata la giornata c’erano segnali molto positivi: tanti tifosi, un clima caldo già dal prepartita, con cori spontanei anche 90 minuti prima del fischio d’inizio. Sembrava ci fosse grande fiducia. Poi però la partita si è messa subito sui binari ideali per il Parma: gol dopo 30 secondi e blocco bassissimo per tutta la gara. In queste condizioni diventa difficilissimo. Il Napoli ha avuto tanto possesso, anche l’85% nel secondo tempo, ma contro una squadra così chiusa serviva qualcosa in più: una giocata, un episodio, più qualità negli ultimi metri".
È davvero finito il sogno scudetto?
"Più che un obiettivo era diventato un sogno, come ha detto anche Conte. La sensazione è che il racconto si sia chiuso qui.
Però non ho visto una delusione drammatica: non c’erano facce distrutte, ma più una presa di coscienza. È stato raccontato in modo lucido, senza esagerazioni".
I numeri raccontano una partita a senso unico, ma poco concreta per il Napoli
"Esatto. Gli expected goals del Parma sono bassissimi, segno che ha fatto la partita perfetta per le sue caratteristiche. Il Napoli ha dominato il possesso ma ha faticato a trasformarlo in occasioni reali. Con quella qualità, qualcosa in più doveva uscire".
Cosa è successo con il possibile cambio di Kevin De Bruyne?
"Dalla panchina sembrava dovesse uscire lui, anche perché è stato fatto il suo nome. Poi invece è uscito Rasmus Højlund. C’è stato un momento di confronto tra staff e panchina: si è parlato di stanchezza e poca pressione. Probabilmente ha inciso anche il virus avuto in settimana".
E su Giovane?
"È difficile giudicarlo: entra in una partita complicata, fuori ruolo, aspettando palloni sporchi. Non è semplice incidere in quel contesto".
Che impressione ti hanno fatto Scott McTominay e De Bruyne nel post gara?
"Ho avuto modo di intervistarli entrambi ed è stato speciale. Sono molto diversi: De Bruyne è freddo, quasi robotico, ma affascinante.
McTominay invece è più empatico, comunicativo. Sembra davvero un leader: per come parla e si esprime è completamente dentro il progetto Napoli e in sintonia con Conte".
Che tipo di figura può diventare McTominay in futuro?
"Ha tutte le caratteristiche: leadership, intelligenza tattica, capacità di interpretare più ruoli. È uno che capisce il gioco.
In futuro potrebbe fare l’allenatore o un ruolo dirigenziale, ma serve anche un forte legame con l’ambiente".
Come è stato vissuto l’errore difensivo di Juan Jesus?
"Il primo gol ha lasciato tutti spiazzati, più stupore che rabbia. Prendere gol dopo 30 secondi cambia completamente l’inerzia della partita. Sul secondo errore invece Antonio Conte si è arrabbiato molto: quando un errore si ripete, diventa inaccettabile".