De Biasi e la crisi del calcio italiano: "Siamo fermi a 30 anni fa, il gioco si è evoluto"
Gianni De Biasi, allenatore, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi vedere qui sul sito o ascoltare sulle app (qui per Iphone o qui per Android) ed in auto col DAB.
Mister, dopo una gara folle come Paris Saint-Germain–Bayern Monaco 5-4, quanto siamo distanti da quel tipo di mentalità?
“È una questione di mentalità. Se uno è sparagnino cercherà sempre di giocare per fare un gol e non subirne. Se invece hai una mentalità diversa e investi sulle azioni, anche rischiando, crei emozioni che fanno apprezzare il calcio. Sono due squadre straordinarie che cercano sempre la costruzione e la finalizzazione, curando meno la fase difensiva. Con quella qualità è normale vedere partite così ed è bello vederle: io ieri sera ho visto qualcosa che non vedevo da tempo”.
In Italia però prevale ancora l’idea del risultato prima di tutto.
“È la nostra mentalità: c’è chi preferisce vincere 1-0 piuttosto che subire quattro gol. Io cerco di sfuggire a questo luogo comune. Oggi il calcio è cambiato: non si può restare fermi a quello di 30 anni fa. Anche il calcio di Arrigo Sacchi era bellissimo, ma il gioco evolve. Quando c’è qualità e una mentalità propositiva, chi guarda non può non dire ‘che bella partita’. Il problema è che in Italia la logica del risultato blocca tutto”.
Sabato c’è Como–Napoli: sarà una sfida più aperta?
“Dipenderà molto dalla mentalità di Cesc Fàbregas, che vuole giocarsi le partite con qualità. Ha scelto lui i giocatori in un ambiente sereno e con una proprietà molto forte economicamente. Sono tutti funzionali alla sua idea di calcio. Questo può rendere la partita interessante”.
Guardando al futuro, meglio Antonio Conte al Napoli o in Nazionale?
“Io vedrei bene la continuità del progetto. Lavorare con un gruppo che conosce, migliorarlo e fare investimenti per provare a rivincere il campionato. Questa è la strada più logica”.
Che idea si è fatto sulla vicenda arbitrale legata a Gianluca Rocchi?
“Non voglio anticipare giudizi. Spero venga chiarito tutto il prima possibile. Dobbiamo lasciarci alle spalle una fase nebulosa che non piace a nessuno. Se certe dinamiche venissero confermate, sarebbe grave. Non è uno spot positivo per il nostro calcio”.
Di cosa ha bisogno oggi la Nazionale?
“Bisogna capire chi sarà il prossimo presidente federale, quali idee porterà e da chi si circonderà. Serve andare oltre i soliti nomi e valutare davvero le qualità di chi può dare una visione. Non basta la facciata: dietro deve esserci sostanza”.