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De Giovanni: "Sento dire una sciocchezza sul mercato del Napoli"

di Fabio Tarantino

Maurizio De Giovanni, giornalista e scrittore, è stato nostro ospite su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e sempre live, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in auto col DAB o qui sul sito anche in video.

Quante possibilità hanno gli azzurri per la vittoria dello scudetto? Quanto la città crede a questo scudetto?

"Il discorso è sentire o credere. Certamente il tifoso ha un ottimismo implicito nel proprio essere tifoso, quindi finché la matematica non è… anzi, il giorno dopo in cui la matematica decide che certi risultati non sono più possibili, il tifoso si rassegna, ma fino ad allora il tifoso non si rassegna mai. Siamo testimoni peraltro di un periodo di conclamata ed evidente crisi dell’Inter, quindi non c’è dubbio. Il discorso è che il Napoli non ha partite facili davanti: ha un calendario forse teoricamente più facile di quello delle altre, ma non facile in assoluto. Noi abbiamo il Milan che ha le nostre stesse aspirazioni legittime, anzi migliori perché è un punto in più, abbiamo il Como a Como, abbiamo partite non semplici come Lazio e Bologna, che sono sempre squadre con contenuti tecnici buoni da affrontare. Però ovviamente arrivare lì e non farsi trovare pronti per colpa nostra sarebbe una cosa drammatica al cospetto, peraltro, di un’impresa che sarebbe unica nella storia, perché parliamoci chiaro: una cosa del genere sarebbe unica nella storia del Napoli. Cioè un’impresa… eravamo a -14 tre giornate fa da un’Inter che sembrava lanciatissima. Quindi crederci dobbiamo, giocare di partita in partita e vincerle tutte, o perlomeno fare in modo che nessuna di queste sia un nostro scrupolo di coscienza."

Un altro rimpianto, visto che già ne abbiamo collezionati tanti quest’anno?

"Sì, Verona e Parma in casa sono quattro punti, e le sconfitte di Torino e di Udine che sono almeno altri due punti. Non ci metto Bologna perché a Bologna abbiamo perso credo meritatamente, ma Torino e Udine si poteva pareggiare almeno. Quindi erano sei punti: i due del Verona, i due del Parma, senza contare quello che è successo per gli arbitraggi a Bergamo per esempio. Però perlomeno questi sei punti potevamo averli tranquillamente, e questi sei punti ci avrebbero portato oggi, con l’Inter nei suoi migliori, a un punto alle spalle dell’Inter. Quindi voglio dire, noi abbiamo tante ragioni di rimpianto. Aggiungerne altre no."

È cambiato anche il “Conte pensiero” e quello che Conte dice alla stampa? Dopo la vittoria col Cagliari ha parlato anche di scudetto. È un messaggio al Napoli ma anche all’Inter?

"È anche una presa d’atto che finalmente abbiamo… noi abbiamo avuto 10 titolari in meno su 15. Perché noi ipotizzando 15 giocatori utilizzabili in una partita, perché con le 5 sostituzioni sono 15 i giocatori di movimento, ne abbiamo avuti 10 in meno per la maggior parte della stagione. Dieci su quindici, cioè stiamo scherzando? È un’altra squadra. Conte ha dovuto inventarsi moduli, inventarsi ruoli, inventarsi sostituzioni. Io capisco benissimo che oggi, quando si trova a poter contare perlomeno su 7-8 di questi 10 che sono mancati, si renda conto di essere molto più forte. Io ricordo che il Napoli oggi manca di due terzi della difesa titolare… e ciò nonostante noi guardiamo un Napoli nuovo, un Napoli completo, mancando di questi quattro giocatori fondamentali. Io credo che sia chiaro che Conte sente euforia e ottimismo in questo momento."

Con il centrocampo ricomposto pensi che il Napoli possa fare qualcosa in più, magari chiudere prima le partite? Contro il Cagliari c’è stato comunque un brivido finale.

"Ma sai, tu col Cagliari hai fatto la stessa partita dell’Inter a Firenze. L’Inter si è andata in vantaggio al primo minuto. Giocare con una squadra che ha motivazioni perché si deve salvare, in un ambiente non facile… noi l’abbiamo portata a casa, l’Inter non l’ha portata a casa. La stessa partita, identica, con lo stesso plot. L’avrei sceneggiata nello stesso modo, però il Napoli l’ha portata a casa e l’Inter no. Nessuna partita è facile in Serie A. Quindi chiudere prima le partite… certo, sarebbero tutti molto felici, Conte per primo credo, con un 3-0 al sedicesimo del primo tempo, però non è questa la Serie A. La Serie A è molto complicata. Comporta che squadre come la Cremonese abbiano un colpo di coda e vadano a vincere nettamente a Parma e rilancino in chiave salvezza. Squadre come la Lazio battono un Milan lanciato. Io credo che sia non corretto ideologicamente pretendere di più, pretendere chiusure di partite. Le squadre non sono facili da affrontare. Il Cagliari ha messo in campo una squadra molto ben messa, veniva da una brutta sconfitta, voleva riprendere un certo tipo di cammino e noi siamo andati a vincere a Cagliari. Io vorrei avere questo più che il discorso del non aver chiuso la partita."

È più una questione di atteggiamento? Il Napoli sembra voler gestire il risultato, è successo anche contro il Torino.

"No, è giustissimo, io sono d’accordo con te. Adesso il Napoli ha una differenza di più 16 come la Roma e siamo le uniche due ad avere una differenza così bassa tra le prime 6-7. Però ripeto: è anche vero che il Napoli ha dovuto reinventare se stesso 2-3 volte. Il Napoli titolare a inizio stagione aveva Lukaku centravanti, De Bruyne, il miglior Anguissà, il miglior McTominay, il miglior Lobotka, il miglior Neres… e questo è un altro Napoli. E questo Napoli… noi oggi ci troviamo, la prima domanda che mi fate è se ci credo. Cioè avendo avuto gli infortuni che abbiamo avuto. Io ricordo che l’Inter ha perso Lautaro per un mese ed è uscita in malo modo dalla Champions, polverizzata dallo Sporting Lisbona. Senza Lautaro l’Inter non ha vinto tre partite consecutive in campionato e non ha vinto col Como in Coppa Italia. Quindi non ha vinto in quattro partite. E mancava il solo Lautaro. Cioè pensa a noi di chi abbiamo dovuto fare a meno. E siamo lì, e la prima domanda che mi fate è se ci credo ancora. E questo secondo me dà la dimensione della stagione."

Cosa è successo all’Inter? È solo una flessione fisica o anche pressione psicologica?

"Credo che sia una componente di entrambe le condizioni. Fisicamente un calo è necessario averlo durante una stagione: questa gente ha 50 partite nelle gambe. Poi parliamoci chiaro: una cosa è Thuram e una cosa è Bonny, una cosa è Lautaro e una cosa è Pio Esposito. Puoi avere tre squadre, ma rimane la differenza tra titolari e riserve. Poi c’è anche la componente psicologica, perché perdi sicurezza. E se perdi sicurezza, la perdi sempre, non è che la perdi con la squadra forte o con quella debole. Molto della stagione dell’Inter dipenderà dalle prossime due partite. Perché se non batte Roma e Como, tutt’altro che facili, saranno cinque partite senza vittorie. E cinque partite senza vittorie conclamano uno stato di crisi. Quello che non dobbiamo permetterci nemmeno di pensare è di rimanere delusi se non dovessimo fare questa impresa epica. Ha fatto un’immensa stagione, non solo una stagione “parlamentare” come ho sentito dire. Ha fatto un’incredibile stagione, una fantastica stagione. E anche un’altra sciocchezza che sento dire è il mercato sbagliato. Noi abbiamo sbagliato un unico acquisto, Lucca, che è stato peraltro sostituito immediatamente. Il mercato va sempre giudicato aspettando qualche mese o addirittura qualche anno. È raro poter dire subito se un giocatore ha fatto bene o male."


Maurizio De Giovanni a Pausa Caffè
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