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De Magistris: "Scettico su restyling Maradona, servono iter lunghi e finanziamenti"

di Pierpaolo Matrone

Luigi De Magistris, ex sindaco di Napoli, è intervenuto nel corso di 'Cronache Azzurre', trasmissione sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito, in auto col DAB Campania o sulle app gratuite (scarica qui per Iphone o qui per Android): “Il bilancio vero si fa alla fine, quindi parliamo di un check. Però, allo stato, credo che complessivamente sia buono: non puoi ogni anno arrivare primo o vincere sempre lo scudetto. Il Napoli ha portato a casa la Supercoppa, è terzo e sta facendo un campionato positivo. Certo, la squadra è stata falcidiata dagli infortuni e la delusione Champions è ancora calda, perché secondo me lì sono stati commessi errori e c’è una responsabilità nell’uscita. La Coppa Italia è andata ai rigori, la lotteria che conosciamo. Ma oggi il terzo posto è un risultato assolutamente positivo”.

Con 13 partite ancora da giocare: il Napoli può difendere il titolo? Sì o no?
“Io appartengo a quelli che non mollano mai: finché la partita è aperta te la devi giocare. Mancano tre mesi e può accadere di tutto. Detto questo, la vedo molto difficile: il Napoli non è una macchina da guerra quest’anno e dovrebbe recuperare terreno sull’Inter, tenendo conto anche del Milan. Però il calcio è molto mentale: il Napoli deve andare in campo con l’idea che tutto è ancora possibile, mantenendo la concentrazione giusta. E attenzione: la zona Champions è solida fino a un certo punto, perché dietro ci sono squadre forti. La Juventus, la Roma, l’Atalanta in crescita: è un campionato aperto a mille soluzioni”.

Passiamo allo stadio. Dopo gli annunci sul piano di ristrutturazione del Maradona e il tema terzo anello: lo vede fattibile?
“Io non sono scettico sul terzo anello: sono scettico sull’operazione complessiva. Parto dalle cose certe: il Maradona nel 2019, grazie alle Universiadi, è stato migliorato e ristrutturato; senza quegli interventi saremmo rimasti fuori dalle competizioni europee. Restano lavori necessari, come il terzo anello e l’orribile copertura in ferro del 1990: queste cose si faranno, a mio avviso, perché ci sono risorse. Il punto è la ristrutturazione più spinta: eliminare la pista d’atletica e modificare l’impianto in modo radicale. Su questo voglio vedere: servono iter, finanziamenti, ricadute, e c’è il tema delle altre discipline sportive che verrebbero penalizzate”.

Lei avrebbe preferito lo stadio nuovo?
“Sì, avrei sfruttato una congiuntura favorevole, rara a Napoli: le condizioni per realizzare uno stadio nuovo. Il Maradona è uno stadio del 1950, con una concezione superata: nelle città dove giocano le grandi squadre, si sono fatti stadi nuovi perché partire da zero è completamente diverso. Io avrei ristrutturato il Maradona senza togliere la pista, destinandolo alle altre discipline, e avrei lavorato sul nuovo impianto per il calcio. E poi serve una quadra: senza accordo tra città, Comune e società, è difficile andare lontano”.

Altro tema: trasferte vietate e restrizioni. Come se ne esce?
“Io ribadisco il mio disappunto e la mia critica: quando si vietano diritti significativi come libertà di movimento, partecipazione e riunione, è un fatto grave. Lo sport è spettacolo, gioia, intrattenimento e la stragrande maggioranza delle persone sono perbene. Oggi, con strumenti tecnici e investigativi, si possono individuare i responsabili dei fatti gravi: i criminali vestiti da tifosi vanno colpiti duramente, anche più di adesso. Ma non è accettabile che per colpa di pochi paghino centomila persone, che perdono la gioia di seguire la squadra, viaggiare, visitare città e tifare Napoli. Spesso è la scelta più facile e ‘sicura’ per chi gestisce l’ordine pubblico, ma le conseguenze le pagano tifosi e calcio. Serve una mobilitazione sociale, culturale, sportiva e politica: ci sono strumenti per colpire chi sbaglia senza punire tutti”.


Luigi De Magistris a Cronache Azzurre
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