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Di Fusco: "Meret merita di giocare, ma ho capito perché ormai fa panchina a Savic"

di Fabio Tarantino

Raffaele Di Fusco, ex portiere del Napoli, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in DAB o qui sul sito anche in video.

Parlando dei portieri, molti vorrebbero vedere Meret titolare al posto di Milinković-Savić: questa scelta ti convince?

"Io ho sempre detto che l'alternanza nella stessa competizione per quanto riguarda i portieri è una cosa che non va bene. Il passato lo dimostra, in vari esperimenti anche a Napoli e con il Paris Saint-Germain. Quindi l'alternanza nella stessa competizione non la condivido. Non sono pienamente soddisfatto dell'andamento di Milinković-Savić, a dir la verità, mi aspettavo di più. Ho visto con quale forza l'ha voluto Conte e anche il costo che è stato pagato. È chiaro che Conte preferisce Milinković, che è un buon portiere, completamente diverso da Meret, perché oggi si preferiscono i portieri per la costruzione dal basso, con i piedi migliori. Ma ho sempre sostenuto, e sostengo ancora, che da un punto di vista tecnico Meret è più bravo: è meno bravo con i piedi, ma per il resto tecnicamente lo preferisco. Se c'è questa alternanza capiremo anche se alla fine della stagione terminerà, considerando che Meret ha solo un altro anno di contratto con il Napoli, quindi potrebbe essere anche il modo di salutarsi e capire come continuare in porta."

Con il ritorno di Rrahmani e la possibile scelta di Olivera a destra nella difesa a tre, è una novità interessante o una bocciatura per Beukema?

"Io credo che sia più una bocciatura, a meno che non abbia qualche problema fisico, questo non lo so. Però mi sembra una scelta alquanto ardua. Una cosa è chiara: a questa difesa è mancato Rrahmani, perché è un leader vero. Lo stesso Buongiorno da centrale non lo vedo affatto, non ha né le capacità tecniche né il carisma per comandare una difesa. Quindi quest'anno è mancato molto Rrahmani."

Le parole di Conte sul fatto che “secondo, terzo o quarto posto non cambia nulla”: come si accolgono da allenatore e da tifoso?

"Conte ci ha abituato a dichiarazioni un po' fuori dal normale. Prima dice che il secondo posto è il primo dei perdenti, quindi hai l'obiettivo in testa, poi sembra che te lo tolga. Secondo me è anche una risposta provocatoria alle precedenti interviste. Però se togli l'obiettivo a un giocatore, automaticamente da un punto di vista psicologico perdi qualcosa. In qualsiasi sport, ma anche nella vita, devi avere un obiettivo, altrimenti quella cattiveria agonistica viene meno. L'abbiamo visto già nella partita dopo il pareggio con il Parma: la squadra è scesa in campo scarica. Quando tutta la squadra non è all'altezza è una questione psicologica, questo è fuori dubbio. Quindi un calo di tensione c'è stato proprio per il pareggio con il Parma e per il distacco dall'Inter. Non so perché Conte abbia fatto queste dichiarazioni, secondo me è un suo modo, provocatorio, di rispondere alle interviste, ma non è da lui abbassare l'obiettivo."

Questo clima si riflette anche sull’ambiente e sulla tifoseria?

"Sì, l'ho visto anche nella tifoseria. Con la Lazio c'è stato qualche segnale negativo: a un certo punto molti tifosi sono andati via dopo 70-75 minuti. Questo è un brutto segnale, perché percepiscono qualcosa. Magari sarà sbagliato, non lo so, però l'ambiente conta molto per la squadra. Il fatto che alcuni tifosi siano andati via non è una bella cosa, soprattutto anche per Conte, perché con le interviste che ha rilasciato sembra voler prendere le distanze. Sappiamo che il suo terzo anno è spesso complicato. La verità la sanno solo lui e la società, noi possiamo solo commentare."

Quanto incide l’incertezza sul futuro dell’allenatore nelle ultime partite?

"Incide tantissimo. Le ultime partite per squadre che hanno raggiunto l'obiettivo diventano particolari. Ma la cosa più pesante per un calciatore è non sapere se l'allenatore resterà o meno. Le partite possono diventare esperimenti per l'anno successivo oppure valutazioni sui giocatori. Prima si decide il futuro dell'allenatore, prima vedremo il Napoli al 100%. Altrimenti diventa difficile capire se le scelte sono le migliori o se sono prove, come ad esempio Olivera a destra. Vedremo poi il campo cosa dirà, se sono state scelte giuste o sbagliate."


Raffaele Di Fusco al Bar Di TuttoNapoli
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