Esposto a Procura Figc, avv. Grimaldi: "Basta errori, serve trasparenza!"
Erich Grimaldi, avvocato, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi seguire sulle app gratuite (scarica qui per Iphone o per Android), qui sul sito anche in video.
Dopo Atalanta-Napoli avete presentato un esposto: che cosa state chiedendo esattamente?
"Certo. Abbiamo depositato un esposto, un vero e proprio dossier, alla Procura Federale con richieste molto precise: aprire un procedimento istruttorio, acquisire gli atti ed effettuare verifiche organizzative. È importante chiarire un punto: non stiamo chiedendo di ripetere la partita, né di modificare il risultato o la classifica. Stiamo chiedendo una verifica sul metodo e sulla regolarità procedurale del sistema VAR. Il tema è la disomogeneità nella soglia di intervento del VAR. La credibilità del campionato non dipende solo dall’errore umano dell’arbitro in campo, ma anche dalla prevedibilità e controllabilità del procedimento che porta alla decisione. È quindi giusto che la Procura Federale verifichi se il protocollo VAR sia stato applicato correttamente."
Qual è, dal punto di vista giuridico, il problema principale che avete evidenziato?
"È un problema giuridico prima ancora che calcistico. Il VAR non è una tecnologia neutra e incontrollabile: ogni decisione nasce da un check, dalla selezione di immagini, da un time code, da un frame scelto per una valutazione. Tutto questo deve essere ricostruibile e verificabile. Non possiamo permettere che lo strumento venga utilizzato in modo scorretto, perché un errore procedurale al VAR può generare una decisione sbagliata anche se l’arbitro in campo aveva visto bene. In questo modo si crea una zona grigia che alimenta sospetti e mina la fiducia nel sistema."
Che tipo di documentazione avete chiesto di acquisire?
"Abbiamo chiesto le comunicazioni integrali tra arbitro, assistenti, quarto ufficiale e sala VAR; i log dei check, i time code delle immagini visionate, i frame utilizzati, i report degli osservatori arbitrali. Bisogna verificare la coerenza tra ciò che viene dichiarato pubblicamente e ciò che risulta internamente. Open VAR mostra solo una parte di quello che accade, ma noi non conosciamo tutto il processo decisionale. Anche nei casi di fuorigioco millimetrico è necessario sapere quali frame originali siano stati utilizzati."
L’esposto riguarda solo il Napoli?
"No. Ho fatto riferimento anche a errori verificatisi in altre partite, che hanno coinvolto Inter, Juventus e altri club. Il punto non è una singola squadra, ma l’uniformità nell’applicazione del protocollo. Se in un caso si interviene e in un altro analogo no, allora tutto viene rimesso alla discrezionalità di chi è al VAR, che finisce per avere più peso dell’arbitro in campo. E questo non deve accadere."
Avete sollevato anche un tema organizzativo?
"Sì. Ho chiesto di verificare quante volte determinati arbitri siano stati designati al VAR, come AVAR o come direttori di gara per alcune squadre rispetto ad altre. Non faccio nomi, ma ci sono episodi sfavorevoli al Napoli decisi due volte dallo stesso arbitro al VAR. Questo genera dubbi nei tifosi. In un sistema complesso come il calcio non possiamo permetterci opacità che minino la fiducia."
Se la Procura dovesse riscontrare incongruenze, cosa potrebbe accadere?
"La Procura non deve consegnare i documenti a noi, ma effettuare una verifica e comunicare l’esito. Se l’esposto non venisse preso in considerazione, valuteremo di rivolgerci agli organi di giustizia sportiva superiori e, se necessario, anche alla Procura della Repubblica competente. Parliamo di un dossier di quasi trenta pagine, con una ricostruzione dettagliata delle difformità nell’applicazione del protocollo VAR. L’istruttoria richiederà tempo, ma è un passaggio necessario."
Possiamo dire che la linearità del campionato sia compromessa?
"Io non parlo di complotti né di scenari alla Calciopoli. Voglio credere nella buona fede degli arbitri. Il problema può essere di incompetenza o di utilizzo non corretto dello strumento. Ma quando manca omogeneità nell’applicazione di una tecnologia che dovrebbe migliorare il calcio, allora si crea un danno. Il VAR dovrebbe ridurre le polemiche, non aumentarle. Qui si decidono campionati, si muovono milioni di euro, soprattutto per società che si autofinanziano. È un tema centrale."
Perché il direttore sportivo Manna è intervenuto pubblicamente?
"Perché da metà gennaio si sono verificati diversi episodi ritenuti penalizzanti: gol annullati, rigori discussi. La società ha investito molto nel campionato e il rischio di restare fuori dalle prime posizioni avrebbe conseguenze economiche rilevanti. È normale che un dirigente difenda il club quando percepisce una serie di decisioni sfavorevoli."
Un’ultima battuta: qual è l’obiettivo finale del vostro esposto?
"L’obiettivo è uno solo: trasparenza e uniformità nell’applicazione del protocollo VAR. Un sistema serio non teme controlli, li pretende. Se tutto è stato fatto correttamente, lo si dimostri con atti e verifiche. Questo serve al Napoli, ma anche a tutte le altre società e alla credibilità dell’intero campionato."