Esultanza Italia, Varriale: "Succede, anche io avrei preferito la Bosnia"
Enrico Varriale, giornalista, storico volto Rai, è stato nostro ospite su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e sempre live, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in auto col DAB o qui sul sito anche in video.
Tu che gara hai visto? Cosa c'è da migliorare?
"Allora, diciamo che ieri il primo tempo dell'Italia è stato un po' imbarazzante. Un po' la fotografia dei problemi che il nostro calcio sta vivendo da qualche anno. Lo sappiamo tutti, non è la prima volta che fatichiamo ad andare al mondiale e dobbiamo ricorrere agli spareggi. Purtroppo per due volte la cosa non è andata bene. Nel secondo tempo sì, l'ingresso di Pio Esposito, sicuramente ci sono stati dei miglioramenti, però la cosa che ha sbloccato la partita e che l'ha aperta è stato il ruolo di Tonali, che resta insieme a Scamacca secondo me l'unico giocatore di livello internazionale che in questo momento può esprimere la nostra nazionale. E una volta che si sono aperti gli spazi la partita è diventata sicuramente più semplice per la squadra di Gattuso, che ha avuto un merito ieri: quello comunque di non disunirsi alla fine di un primo tempo che oggettivamente era stato veramente preoccupante. C'era il rischio che lì ci si potesse innervosire, ma anche la qualità dell'avversario, che era francamente abbastanza bassa, abbastanza mediocre, ha agevolato gli azzurri a centrare questo primo importantissimo traguardo. Un po' di fortuna secondo me l'abbiamo avuta con il risultato dell'altra semifinale, perché adesso magari saremo smentiti e la Bosnia diventerà un tabù per il calcio italiano, ma credo che sarebbe stato peggio andare a giocare contro il Galles, perché è una squadra qualitativamente più forte e l'ambiente sicuramente sarebbe stato peggiore. La Bosnia ha alcune individualità, ha questo ragazzo Smajl Begović, che ha segnato l'ultimo rigore, che è un giocatore fatto e rifinito, 18 anni al Salisburgo, ci sono già tutti i grandi club che lo seguono, ha Džeko che ha 40 anni, ha qualche giocatore che milita nel campionato italiano come Kolašinac, ma oggettivamente come complesso è inferiore al Galles. Certo non sarà semplice, però l'Italia a questo punto ha la possibilità finalmente di andare al mondiale e credo che, insomma, pur con sofferenza, perché non è una squadra su cui puoi fare affidamento al 100%, ce la dovremmo fare a centrare questo traguardo."
Quanto sarebbe brutto se non si dovesse arrivare ai mondiali, soprattutto dopo quel video delle esultanze?
"Allora, quando succedono queste cose non è mai bello, perché è normale che nello spogliatoio si possa preferire una squadra o un'altra. Io tra Bosnia e Galles preferisco la Bosnia. Io sono stato presente nel 1996, quando l'Italia ha perso l'unica partita che ha perso con la Bosnia, a Sarajevo, l'ultima partita di Arrigo Sacchi sulla panchina della Nazionale. Era una partita sui generis, perché quella trasferta era a pochi mesi dalla fine della guerra nei Balcani, e lo stadio di Sarajevo era praticamente prospiciente al cimitero, dove c'erano centinaia di croci di tutti quelli che avevano perso la vita nella guerra. Però l'Italia quella partita l'ha persa in amichevole 2 a 1. Poi ricordo anche una partita in Nations League vinta dall'Italia. Diciamo che non sarà una partita semplice, però io trovo legittimo il fatto che i giocatori della nazionale fra le due preferissero la Bosnia. Poi è chiaro, questa preferenza la devi concretizzare in campo, dimostrando di essere più forte. Io credo che l'Italia sia più forte della Bosnia e anche del Galles, però in trasferta, in una partita dove ti giochi tutto, è chiaro che possono essere tante le incognite. Io credo che però l'Italia, sia pur soffrendo, ce la dovrebbe fare."
Che idea ti sei fatto sulla situazione Lukaku? Ha sbagliato? È giusta un’eventuale multa? Si può pensare a un addio?
"Io credo che sicuramente, se ci sono delle regole, verrà multato, perché non puoi decidere tu dove e come allenarti senza comunicarlo alla società. Dopodiché, se uno va a guardare tutta la vicenda, questa è la cosa più grave, perché poi in sostanza Lukaku ha saltato uno o due giorni di allenamento a Castel Volturno, visto che poi Conte ha dato altri giorni di riposo alla squadra. Quindi il fatto in sé non è particolarmente grave e ci può anche stare che un giocatore che sta vivendo un recupero complicato decida di farsi seguire da un preparatore di sua fiducia. Il problema è che Lukaku non l'ha comunicato. Io però sono abbastanza fiducioso del fatto che la cosa non degeneri, proprio perché so qual è il rapporto che c'è tra Lukaku e Conte. Conte può essere anche deluso da questa mancanza, però i due si stimano talmente tanto che credo che poi alla fine, con le legittime prese di posizione e i provvedimenti che la società può prendere, perché le regole valgono per tutti, la situazione si risolverà. Non credo che questo episodio possa portare a fratture. Poi a fine anno si vedrà, ma non certo per un episodio come questo, che resta marginale."
La sfida dopo la sosta può diventare la partita dell’anno?
"Io dico che le partite dell'anno per il Napoli, se si prospetta un certo scenario, sono otto. Io credo che in questo momento la situazione vada guardata con entusiasmo da parte dei tifosi, ma con un pizzico di freddezza da parte degli addetti ai lavori. Per mettere in discussione il discorso scudetto devono verificarsi due cose: un crollo dell'Inter e il fatto che il Napoli vinca tutte e otto le partite. Non sono ipotesi facili, ma non sono impossibili. Se l'Inter non batte la Roma è chiaro che la partita Napoli-Milan assume un altro significato. Se invece l'Inter vince, il sogno si raffredda. Da qui alla fine del campionato saranno tutte partite decisive. Il Napoli, se vuole coltivare il sogno, le deve vincere tutte. E l'Inter dovrebbe crollare. È una partita importante anche per il secondo posto, che sarebbe comunque un grande risultato considerando la stagione. Partita dell'anno sì, ma poi tutte quelle che seguono diventano altrettanto decisive."
Politano può essere decisivo anche in finale?
"Guarda, ieri della nazionale mi sono piaciuti Tonali, Kean e Politano. Il resto è stata una partita giocata a un livello di insufficienza da parte di tutti. Politano è stato l'unico che ha provato a saltare l'uomo. Nel primo tempo l'Italia era molto bloccata. Nel secondo tempo si è visto qualcosa in più e Politano è stato quello che ha creato maggiori difficoltà. Io credo che in finale ci sarà, perché è un giocatore che sta ritrovando quei guizzi in attacco. In questa nazionale credo che sia imprescindibile per Gattuso."
Un ricordo di Beppe Savoldi?
"Beppe Savoldi è stato uno di quei giocatori che ha fatto sognare Napoli. Io mi ricordo benissimo quegli anni, era il Napoli che sfiorò lo scudetto e giocava un calcio straordinario. Si pensò di rafforzare quella squadra con l'attaccante più prolifico di quegli anni e arrivò Savoldi per la cifra allora colossale di 2 miliardi. Mi ricordo anche le polemiche per quella cifra, con una narrazione spesso populista. Savoldi arrivò con un'etichetta pesante, quella di 'mister 2 miliardi', che lo accompagnò per tutta la sua esperienza a Napoli. Fece bene, ma forse non benissimo come ci si aspettava. Come persona, invece, era sempre disponibile e attento. È un grande dispiacere che ci abbia lasciato."