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Ex ag. Insigne: "Napoli? Se non è tornato è anche per come si sono lasciati"

di Pierpaolo Matrone

Antonio Ottaiano, ex agente di Insigne, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito, in auto col DAB Campania o sulle app gratuite (scarica qui per Iphone o qui per Android).

“Vergara? Sono perfettamente d’accordo con chi invita alla cautela. Il ragazzo ha qualità, ha forza, ha dimostrato grosse potenzialità, ma credo vada lasciato sereno e tranquillo, continuando il suo percorso. Deve ancora giocare tante partite in Serie A, deve ancora dimostrare il suo valore nel tempo.
In questi giorni ho sentito accostamenti davvero da brividi: qualcuno lo ha paragonato a campioni affermati dopo un solo gol. Ragazzi, queste cose possono solo far male. Io faccio già fatica di mio ad accostare calciatori tra loro, figurarsi un giovane che ha poche presenze in A con chi ha costruito un’intera carriera. Vergara è Vergara: ha mostrato cose importanti, ma va lasciato sereno”.

Ti ha sorpreso qualcosa in particolare di Vergara in queste prime apparizioni?
“Sì, moltissimo. Le qualità tecniche le conoscevamo già, io l’ho visto quando era nelle giovanili del Napoli e mostrava doti evidenti. Quello che mi ha colpito davvero è la personalità: come ha affrontato queste partite, la forza fisica che ha messo in campo, la naturalezza con cui si è calato in un contesto difficile. Però ripeto: deve ancora giocare, lavorare, dimostrare. È stata una bellissima sorpresa, ma non carichiamolo di aspettative inutili”.

Dalle interviste sembra un ragazzo consapevole. È più un problema nostro che suo?
“Credo di sì. Dalle parole che ho sentito mi sembra molto cosciente di quello che gli sta succedendo. Probabilmente ha anche un entourage che lo aiuta a restare equilibrato, e questo è fondamentale. Ci vuole poco ad autoconvincersi di essere già arrivati e poi crollare, come è successo ad altri giovani.
Lui invece mi sembra abbastanza centrato, ed è una fortuna sia per il ragazzo che per il Napoli”.

Il paragone con Insigne è inevitabile: entrambi napoletani, settore giovanile, stessa maglia. Cosa deve augurarsi Vergara per avere una carriera come quella di Lorenzo?
“Più che fare paragoni, dico una cosa semplice: deve augurarsi di continuare a giocare come ha fatto in quest’ultima settimana. Con la stessa determinazione, la stessa grinta, la stessa voglia di non mollare mai. Il giorno in cui rallenta o si convince di essere arrivato, rischia di tornare indietro. L’augurio che faccio a Vergara è proprio questo: resta quello che sei stato in questi giorni”.

Il confronto con Lang è inevitabile: Vergara ha avuto meno occasioni, ma ha inciso subito.
“Sono due situazioni completamente diverse. Lang probabilmente ha sbagliato l’approccio, forse si sentiva troppo sicuro o non aveva compreso fino in fondo le difficoltà del campionato italiano. Il fatto è che, al di là delle dichiarazioni, il campo dice che non ha reso come ci si aspettava.
Al Napoli, se arrivi con determinate aspettative, devi essere pronto subito. Devi dare il tuo contributo immediato. Vergara, pur avendo avuto meno chance, ha dimostrato quando è stato chiamato”.

Su Conte i giudizi sono divisi: c’è chi dice che ha valorizzato Vergara e chi sostiene che avrebbe potuto usarlo prima. Tu dove ti collochi?
“Non mi colloco in nessuno dei due schieramenti. Conte ha avuto Vergara dall’estate, ha voluto tenerlo in rosa e gli ha dato opportunità anche quando la squadra era al completo. In quei minuti iniziali il ragazzo non sembrava ancora pronto a fare la differenza. Poi, tra assenze e scelte tecniche, ha avuto la possibilità di giocare con maggiore serenità mentale, senza sentirsi in competizione diretta, e ha mostrato il suo valore. Le polemiche servono a poco: la certezza è che oggi Conte gli ha riconosciuto fiducia dopo aver visto il suo rendimento. Oggi Vergara è considerato uno della rosa come gli altri. Qualche mese fa era un’alternativa. La fiducia non è mai scontata, va conquistata”.

Chiudiamo con Insigne: è stato suggestivo parlare di un suo ritorno a Napoli, ma non è accaduto. Come la vedi?
“Certo, il ritorno sarebbe stato suggestivo, ma bisogna capire perché non si è concretizzato. Non credo sia solo una questione tecnica, ma legata a come ci si è lasciati, a un mancato accordo in passato. Ci sono situazioni che risalgono anche all’epoca Ancelotti e che forse non sono mai state del tutto superate. Insigne ha detto di essere stato contattato, ma bisognerebbe capire da chi e in che termini. Evidentemente non c’erano le condizioni.
Il Napoli ha fatto un’altra scelta, puntando su un giovane come Alisson Santos. A Lorenzo Insigne auguro davvero tutto il bene: ha fatto una scelta di cuore e gli auguro il meglio”.


Antonio Ottaiano a Pausa Caffè
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