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Ex arbitro Strocchia: "Sicuro al 100%, Chiffi ha fischiato su segnalazione dell’assistente"

di Fabio Tarantino

Felice Strocchia, ex arbitro, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi seguire sulle app gratuite (scarica qui per Iphone o per Android), qui sul sito anche in video.

Domenica eri in diretta su una tv locale per seguire Atalanta-Napoli. Nel momento in cui l’arbitro Chiffi fischia il fallo di Hojlund su Hien, ti sei alzato dalla sedia e, senza replay, hai detto subito: «Non è fallo». Avevi già capito dove si andava a parare? "Sì, perché avevo notato la sua indecisione nel portare il fischietto alla bocca e poi temporeggiare. Lì credo che Chiffi abbia perso il momento cruciale dell’azione. Quella è una situazione di “angolo buio” per l’arbitro, cioè una posizione in cui non ha piena percezione di ciò che sta accadendo. In questi casi può intervenire l’assistente numero uno per aiutare l’arbitro nella decisione. Credo che sia successo proprio questo, ma in maniera disastrosa, perché il fallo di Hojlund su Hien non c’è assolutamente. Sono sicuro al 100% che Chiffi abbia fischiato su segnalazione dell’assistente. Non credo invece che il VAR sia intervenuto in modo decisivo, perché non si trattava di un “chiaro ed evidente errore”.

Sul calcio di rigore, invece, il VAR è intervenuto? "È intervenuto, ma in modo sbagliato. Se Chiffi ha preso la sua decisione e il contatto c’è — e c’è, perché si vede sia dall’inquadratura da dietro sia da quella dietro la porta — allora non si può parlare di chiaro ed evidente errore. Si può discutere sull’intensità, ma il contatto esiste. In quel caso il VAR non doveva intervenire. Nella stessa partita abbiamo avuto una disparità: nel primo episodio interviene dove non dovrebbe, nel secondo non interviene dove, semmai, sarebbe stato più logico farlo. È una contraddizione evidente".

Quindi parli di una categoria arbitrale in difficoltà? "Sì. Non voglio dire scarsa, ma inadeguata. È una generazione confusa all’origine, fin dai vertici. È un problema che si trascina da anni. Il sistema di elezione interna dell’Associazione Italiana Arbitri ha creato equilibri e scambi che non sempre premiano il merito. Il risultato è che oggi la personalità di molti arbitri non è all’altezza della Serie A".

Il VAR doveva risolvere i problemi. Li ha amplificati? "Decisamente sì. Perché molti arbitri in campo non si prendono più fino in fondo le loro responsabilità e demandano ai varisti, che a loro volta non sempre sono formati adeguatamente. Il miglior varista che avevamo, Massimiliano Irrati, oggi forma gli arbitri a livello FIFA. In Italia, invece, la formazione è affidata a chi non ha grande esperienza specifica nel ruolo. Anche questo incide".

C’è chi parla di malafede o di disegni contro una squadra. Tu cosa pensi? "Da ex arbitro mi rifiuto di pensare a complotti. Gli errori ci sono con tante squadre, non solo con il Napoli. Il problema è strutturale: cattiva formazione, difficoltà di reclutamento per via delle violenze nei campi giovanili, carenze economiche. I raduni di formazione in Serie C e D sono stati ridotti per mancanza di fondi. Anche gli assistenti di Serie A hanno difficoltà ad allenarsi per questioni di budget. Tutto questo incide sulla qualità".

Quindi è un problema di sistema? "Sì, è un problema di sistema. Se al vertice ci sono confusione e carenze organizzative, poi le conseguenze si vedono in campo. E il rischio è che il clima di sfiducia alimenti tensioni anche nei campi di periferia, dove purtroppo si registrano episodi gravi di violenza contro giovani arbitri. È un tema che va affrontato con responsabilità".


Felice Strocchia a Pausa Caffè
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