.

Ex prep. atletico Napoli: "Prima si è spinto troppo, ora con un unico obiettivo c'è cautela"

di Antonio Noto

Corrado Saccone, ex preparatore atletico del Napoli, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito, in auto col DAB Campania o sulle app gratuite (scarica qui per Iphone o qui per Android).

McTominay è più no che sì verso Bergamo, anche Gilmour molto a rilento, evidentemente anche da parte dei giocatori c'è maggiore cautela. Come la interpreti? "Ma assolutamente, a questo punto della stagione, sai, avendo compromesso un po' il percorso di due competizioni come la Coppa Italia e la Champions, adesso è normale che si focalizzi tutto sul campionato e si cerchi di limitare i danni e soprattutto di recuperare tutte quelle persone che poi daranno, nel finale di campionato, una mano forte alla squadra. Sai, purtroppo io credo che prima si è spinto un po' troppo cercando di rimanere, tra virgolette, aggrappati ai vari tornei a cui partecipava la squadra, però adesso, sai, l'obiettivo unico è la Champions, arrivare quanto più in alto possibile. Sai, non si può sbagliare, è normale che adesso si sia un po' più attenti nel non commettere magari qualche errore che poi possa pregiudicare anche questo obiettivo".

Tu eri anche nello staff di Benitez, giusto? Correggimi se sbaglio. "Sì, sono stato 4 anni con Mazzarri, 2 con Benitez e 1 con Sarri. E quindi sono andato in giro per il mondo, viaggiando".

È normale che su una competizione c'è un rischio, su tre competizioni il rischio è maggiore e quindi è normale: se uno fa 30 partite all'anno ha un margine di rischio, se uno ne fa 70 il margine di rischio aumenta. Ovviamente come si può cercare di ridurre al minimo il rischio? "Con del recupero. Purtroppo se io cerco la forma perfetta a ogni partita non la troverò mai, è normale. Noi avevamo Higuain, veniva gestito diversamente dagli altri. Perché? Perché Higuain doveva giocare ogni partita. È normale che io non potevo pretendere che il giorno dopo la partita Higuain si allenasse come gli altri o dopo due giorni facesse lo stesso lavoro degli altri. Se io lo volevo in campo preferivo avere un Higuain o un giocatore importante all'80% piuttosto che avere un giocatore al 100% per sette partite e poi avere un rischio infortuni che poi lo perdevo per un altro mese. Questa è la logica per me, però poi ognuno ragiona come vuole".

Kevin De Bruyne dovrebbe raggiungere ovviamente i suoi compagni nei prossimi giorni, poi ovviamente si inizierà la riatletizzazione. Che tempi ti aspetti? "Credo che già stia facendo qualche lavoro in Belgio. Ovviamente per ritrovare la forma ci vuole tempo: una cosa è stare bene sotto l'aspetto medico, un'altra è stare sotto l'aspetto performante e deve stare al top per giocare in un campionato italiano, quindi ci vorrà un po' di tempo".

Anche Sarri non cambiava quasi mai, ma ci furono pochissimi infortuni. Il calcio di Conte è più dispendioso. Incide anche quello? "Assolutamente sì, però ti dico una cosa: con Maurizio non è stato l'anno che abbiamo giocato con meno giocatori. Se vai un pochettino indietro nel tempo, l'ultimo anno con Mazzarri abbiamo fatto il campionato con 13-14 titolari. Se non mi sbaglio noi siamo arrivati secondi, davanti c'era la Juve dell'epoca, non la Juve attuale. Se non avessimo avuto quella Juve davanti con quel tipo di gestione del campionato probabilmente stiamo parlando di un Napoli campione prima e non dopo. Noi siamo arrivati secondi utilizzando 14 giocatori. Gli allenamenti erano diversi e noi non avevamo dei campionissimi, avevamo giocatori validi, bravi, dedicati all'allenamento, ma non è certo che possiamo paragonarli ai campionissimi di adesso, tipo Aronica, Paolo Cannavaro, Grava, Rinaudo. Stiamo parlando di giocatori bravi, ma non possiamo paragonarli a De Bruyne, a McTominay. Alla fine siamo arrivati secondi utilizzando 14 giocatori, era la gestione che era diversa. Ovviamente la tattica è normale: se hai una tattica basata sul pressing è normale che tu abbia accelerazioni, decelerazioni, cambi di direzione maggiori e vai incontro a maggiore usura dell'apparato muscolare del giocatore. Se utilizzi un gioco tipo alla Sarri dove hai possesso con piccoli passaggi, hai uno stress muscolare diverso rispetto alla ripartenza e al pressing totale a tutto campo. Questo è normale, anche la tattica incide. 

E poi forse anche l'aspetto mentale: quella era una squadra che si divertiva proprio in campo, quindi magari anche mentalmente incide poi alla lunga sul totale. "Assolutamente, entri con uno stress che devi battagliare, sei primo nelle aggressioni e magari nei contrasti".

Le tempistiche secondo te di Rrahmani, bicipite femorale, stagione finita? "Io credo che per quest'anno probabilmente non si vedrà e se lo si vedrà sarà per le ultime partite".

A proposito sempre di Rrahmani, sopra i 30 anni, rientra da due infortuni, tre gare di fila, incide sull'infortunio? Vogliamo dire che è sfortuna? "Guarda, se non sbaglio l'altra volta ho guardato un pochettino: questo ragazzo è al sesto infortunio dal 2025-2026, 6 infortuni, troppi. Non sono io che critico, sono i dati che leggo, quindi troppi".


Corrado Saccone a Napoli nel Mondo
Altre notizie
PUBBLICITÀ