Fabbroni: "Mercato dipende dalla Champions, si deciderà a fine gennaio! Arbitri? Scandalosi"
Mario Fabbroni, giornalista, è intervenuto nel corso di "Napoli Talk" sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito o sulle app (qui per Iphone/Ipad o qui per Android): "Direi che il Napoli è in attesa, più che in balia del mercato. Ci sono due partite molto importanti: Milano domenica e il 20 gennaio a Copenaghen. Sono gare che emetteranno delle sentenze, non definitive, ma molto indicative. Se a Copenaghen fai bottino pieno non ti assicuri ancora il passaggio del turno, ma ci vai molto vicino. E l’atteggiamento del club nei mesi successivi a gennaio dipenderà molto da questi risultati. Se lo Scudetto dovesse andare a sette punti di distanza e la Champions diventasse una strada complicata, ti resterebbe una stagione in cui l’obiettivo principale sarebbe la qualificazione alla prossima Champions. A quel punto rivedi i tuoi obiettivi e puoi stabilire se la rosa è sufficiente per giocarti il resto dell’annata. Questo è un modo di operare intelligente, anche perché mancano ancora diversi giorni alla fine del mercato".
Quindi si rischia un mercato negli ultimissimi giorni?
"Sì, perché Chelsea-Napoli è addirittura il 28 gennaio. Se il Napoli dovrà proseguire in Champions e fare almeno un altro turno, cambieranno anche le valutazioni. Nelle partite dentro o fuori il Napoli non sarebbe così sfavorito, potrebbe giocarsela. La questione Scudetto è legata moltissimo al risultato di Milano: se esci da San Siro imbattuto, mantieni intatte le speranze. Se invece l’Inter dovesse fare la settima vittoria consecutiva, entriamo anche in una questione statistica: recuperare sette punti significa che l’Inter dovrebbe perderne almeno due e pareggiarne un’altra, mentre il Napoli dovrebbe vincerle tutte. Statisticamente con 6-7 sconfitte non si vince lo Scudetto".
Nonostante il passo fortissimo dell’Inter, tu resti moderatamente ottimista?
"Sì, moderatamente ottimista. Il Napoli quando sembra sul punto di cadere, invece si rialza. L’Inter ha vinto sei partite consecutive, ma anche la legge dei grandi numeri prima o poi presenta il conto. Il Napoli ha le armi per reagire. Uscire indenni da San Siro mantiene inalterate le condizioni per lo Scudetto, anche se l’Inter restasse a quattro punti. È un vantaggio importante, ma non ancora incolmabile. A Milano il Napoli dovrà essere cinico al massimo, perché non avrà tante occasioni e non potrà permettersi di sprecarle".
Quanto può incidere la differenza tra Conte e Chivu negli scontri diretti?
"Moltissimo. L’esperienza dell’allenatore conta, così come la capacità di cambiare in corsa. Conte lo ha fatto tantissime volte, abbiamo visto tanti Napoli diversi. Questo può essere una garanzia. Chivu è stato intelligente: è arrivato all’Inter senza stravolgere nulla, ha portato avanti il lavoro precedente e ha puntato sulla voglia di rivalsa di una squadra che viene da cinque fallimenti consecutivi, compresa la Supercoppa. Non vince uno scontro diretto in campionato da aprile 2024 e questo può diventare un tarlo mentale. Il Napoli, invece, ha battuto tutte le grandi: Inter, Juve, Bologna, Atalanta, Roma e Lazio. È un dato molto importante".
Dal punto di vista tattico, l’Inter può favorire il Napoli?
"Sì, perché il Napoli sembra trovarsi meglio quando lascia un po’ la partita all’avversario e poi colpisce negli spazi. Non è una squadra di rimessa, ma quando trova campo può diventare straripante. Il Verona è stato bravo a chiudere certi spazi, soprattutto centrali, ma quella partita fa storia a sé: c’è l’arbitraggio, l’approccio mentale, le assenze. L’Inter, invece, potrebbe permettere al Napoli di fare la partita che preferisce".
Che ambiente ti aspetti a San Siro?
"Sarà una partita caratterialmente importantissima. Giochi in uno stadio tutto nerazzurro, con il veleno dell’anno scorso: il 5-0, lo Scudetto all’ultima giornata, il parapiglia tra Lautaro e Conte all’andata. Sarà una pentola a pressione. Conta tantissimo la reazione mentale dei giocatori, la capacità di essere reattivi di fronte a un ambiente così ostile".
Chiudiamo con la questione arbitrale: per l’AIA il braccio di Buongiorno è punibile e sono stati fermati solo gli arbitri di Lazio-Fiorentina.
"Io penso che questo atteggiamento sia scandaloso. È scandaloso e dimostra la protervia di una classe arbitrale che secondo me è essenzialmente scarsa e prova ad aggrapparsi ai sistemi digitali per interpretare cose che nel calcio giocato normalmente non esistono. La tecnologia dovrebbe chiarire gli episodi, non incasinarli ancora di più con interpretazioni fantasiose. Il problema arbitrale è molto serio e avrebbe bisogno di un intervento vero da parte dei vertici del calcio, non solo delle discussioni mediatiche".