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Fedele jr: "Non era meglio recuperare chi avevi in casa invece di questo mercato?"

di Pierpaolo Matrone

Gaetano Fedele, operatore di mercato, è intervenuto nel corso di "Pausa Caffè" sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito o sulle app (qui per Iphone/Ipad o qui per Android): “Fare mercato in queste condizioni non è assolutamente semplice. Parliamo di ragazzi che, per poter entrare davvero in una rosa, hanno bisogno di tempo. E il tempo, in questo momento, non so quanto ci sia. Ti dico la verità: mi ritengo solo parzialmente soddisfatto. Avrei preferito provare a recuperare quello che avevamo piuttosto che ricominciare da capo con calciatori nuovi, dei quali non sappiamo ancora cosa possa venire fuori. Prendiamo giovani interessanti, con qualità, ma sai bene com’è il nostro mondo: si passa da ‘brocchi’ a ‘fenomeni’ in una settimana. Basta vedere Vergara: fino a pochi giorni fa non lo conosceva nessuno, oggi sembra che debba salvare l’Italia ai play-off. È un paradosso. Io sorrido e spero soltanto che questi ragazzi possano dare il loro contributo, ma la vedo difficile”.

Quindi, col senno di poi, avresti puntato su una crescita di Lang piuttosto che andare su Alisson Santos?
“Sì, perché Lang è andato via con un grosso punto interrogativo. Alla fine non abbiamo capito se poteva essere più utile o meno, forse andava coinvolto di più nel progetto. Il discorso di Lucca è diverso, perché con il rientro di Lukaku avrebbe comunque giocato poco. Ma qui si apre un mondo: Højlund sta giocando ininterrottamente da tante partite e ne dovrà fare ancora. La domanda è: fino a che punto può reggere fisicamente? È evidente che oggi Højlund, Lobotka e McTominay non stanno girando come dovrebbero. Ma è normale, con il numero di partite che hanno fatto. È umano. Non saranno uno o due giocatori a risolvere tutto: questa è la realtà”.

Guardando alla corsa Champions, chi si è mossa meglio sul mercato?
“Non credo che ci saranno grossi sconvolgimenti rispetto a quello che abbiamo visto finora. Se vuoi cambiare davvero una squadra, devi farlo il 1° gennaio, così hai almeno dieci partite per sistemare le cose. Adesso abbiamo già perso un quarto di campionato. La Roma è quella che ha fatto qualcosina in più, ma per il resto non vedo rivoluzioni. Il vero mercato, per il Napoli, è recuperare gli infortunati. Alcuni non li ricordiamo nemmeno più perché sono fermi da mesi. E dobbiamo sperare che non succeda altro, perché ogni domenica c’è stato almeno un infortunio serio nell’ultimo mese o mese e mezzo”.

Ti ha colpito anche il caso dell’ultimo infortunio grave, che per fortuna sembra meno serio del previsto?
“Sì, perché dalle immagini sembrava molto peggio. Spesso i peggiori infortuni sono quelli che ti fai da solo, senza contatto. Qui sembrava una cosa drammatica, invece pare meno grave. Se sarà uno o due mesi, va già bene così. Speriamo che la Dea bendata cominci a guardare da un’altra parte”.

Chiudiamo con Vergara: che giocatore è e che prospettive ha?
“Io spero che la storia di Vergara accenda una luce nel buio del calcio italiano. È vero che non abbiamo tantissimi giovani di valore, ma quelli che ci sono vanno valorizzati. Gattuso è uno dei suoi grandi estimatori ed è stato tra quelli che lo hanno portato vicino alla prima squadra. Io lo vidi la prima volta in un’amichevole estiva al Maradona, tre o quattro anni fa, e mi colpì subito. Vergara è uno spot importante: dimostra che chi ha qualità tecnica, alla lunga, viene fuori. Non è un giocatore di corsa, non è uno di impatto fisico, è un giocatore di qualità pura. E ti dico di più: nel settore giovanile del Napoli ce ne sono tanti come lui. Dal 2009 in poi, in ogni annata, ci sono ragazzi con caratteristiche simili. Molti non hanno avuto le stesse opportunità, non perché fossero meno forti, ma per scelte sbagliate, per prestiti, per ruoli già coperti. Vergara è rimasto, ha avuto pazienza, e adesso si vede. Ma l’anno prossimo dovrà giocare con continuità, anche magari in Serie B. Per crescere davvero, serve questo percorso”.

Un messaggio finale sul momento del Napoli?
“Serve pazienza e serve fortuna. Il mercato da solo non risolve tutto: la vera speranza è recuperare gli infortunati e non perderne altri. Solo così si può pensare di restare competitivi fino alla fine”.


Gaetano Fedele a Pausa Caffè
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