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Filardi: "Conte, resta! Solo alla terza stagione può mostrare il miglior Napoli"

di Pierpaolo Matrone

Massimo Filardi, ex azzurro, è intervenuto nel corso di "Cronache Azzurre" sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito o sulle app (qui per Iphone/Ipad o qui per Android): “Quando il Napoli gioca sotto ritmo fa fatica, perché lascia gli avversari nella loro zona di comfort. È una partita che mi ha ricordato quella di Copenaghen: vai in vantaggio, poi abbassi i giri, fai un possesso palla sterile, lento, fine a se stesso. Così anche una squadra come il Verona prende coraggio e resta in partita. Io mi auguro che sia un problema mentale più che fisico: se è mentale Conte ci lavorerà, se è fisico ora c’è la settimana tipo e le energie torneranno”.

Ti aspetti un Napoli diverso nelle prossime settimane?
“Sì, sono fiducioso. Con la settimana tipo puoi finalmente allenarti davvero. Nei mesi scorsi, giocando sempre ogni tre giorni, era impossibile lavorare sui dettagli. Io spero di rivedere presto il Napoli della Supercoppa: intensità alta, pressione continua, una squadra che non si accontenta dell’1-0 ma continua a spingere”.

La squadra ha perso brillantezza da gennaio in poi. Ora cosa può fare la differenza?
“Il vantaggio enorme è proprio avere tempo. I calciatori stanno giocando sempre gli stessi da mesi, è normale perdere smalto. Adesso chi rientra avrà 20-30 minuti, come Gilmour, che si vede essere molto più fresco. Sono fiducioso su Anguissa, su Lukaku che ho visto meglio. Tra un mese potranno dare molto di più”.

Lukaku può essere la chiave per liberare Højlund?
“Assolutamente sì. Højlund è straordinario ma troppo solo. Fa troppe guerre da solo. Con un attaccante vicino, come Lukaku quando avrà più minutaggio, può rendere molto meglio. Non deve fare sempre a sportellate con il centrale di turno. Serve qualcuno che dialoghi con lui”.

Højlund spesso isolato contro i centrali avversari: perché il Napoli insiste su questo copione?
“Perché in questo momento mancano alternative strutturate. A Verona, per esempio, Alisson era larghissimo: non puoi parlare di 3-4-2-1 se l’esterno resta così largo. Højlund si ritrova la palla addosso ed è costretto a fare battaglia. Conte però è bravissimo a trovare soluzioni: io credo che si andrà verso un attaccante più vicino a lui”.

Chi può dialogare meglio con Højlund?
“In questo momento forse Giovane. È uno che ha il passaggio filtrante e può parlare calcio con Højlund. Ci saranno evoluzioni: le soluzioni ci sono, l’importante è recuperare gli infortunati nelle prossime settimane”.

Gutierrez spesso spostato a destra: lo vedi meglio a sinistra?
“Sì, la sinistra è il suo ruolo naturale. Però Conte ha invertito i piedi per cercare il cross a rientrare, che per un difensore è la palla peggiore. Gutierrez ha un piede educato, riesce a dare traiettorie difficili da leggere. Non è un’idea sbagliata”.

La classifica oggi sorride di più: Napoli più sereno?
“Io non starei troppo sereno. Tra errori arbitrali ed errori individuali le difficoltà sono sempre dietro l’angolo, come si è visto anche a Verona. Il Napoli deve pensare solo a se stesso. Se fa il suo percorso, non deve guardare Juve, Roma, Atalanta o Como”.

La Champions è alla portata?
“Sì, ma serve mentalità. Non solo per la Champions, ma anche per impostare già la prossima stagione. Non puoi pensare che ogni anno ti capitino 7-8 infortuni lunghi: è una cosa eccezionale. Bisogna lavorare anche su perché a volte il Napoli abbassa la tensione”.

Secondo te Conte resterà a Napoli?
“Io sono abituato a giudicare un allenatore alla terza stagione, non alla prima o alla seconda. Tutti hanno bisogno di un percorso. A Conte quest’anno è successo di tutto, ma farà tesoro di questa stagione. Sa già dove mettere mano: preparazione, gestione, rotazioni. Mi dispiacerebbe non vederlo alla terza stagione, quando potrebbe esprimere davvero il suo miglior Napoli”.

Questa stagione può renderlo più forte?
“Sì, lui stesso lo ha detto: sta gestendo situazioni che non aveva mai affrontato, anche a livello umano. Se riuscisse a chiudere terzo, sarebbe un grande risultato. Con una stagione ‘normale’ dal punto di vista degli infortuni, cambia tutto. Io mi auguro che resti e che possa dimostrare il suo valore anche in Europa”.


Massimo Filardi a Cronache Azzurre
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