Filardi: "Conte sta commettendo un errore per troppa riconoscenza"
Massimo Filardi, ex azzurro, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi vedere qui sul sito o ascoltare sulle app (qui per Iphone o qui per Android) ed in auto col DAB.
Non è proprio comodissimo in questo momento il Napoli?
"Non tanto per la classifica, la zona Champions è sempre a otto punti. Certo, Milan e Juventus si sono rifatte sotto, però chiaramente adesso la gara contro la Cremonese è di quelle da non sbagliare. Anche perché poi la successiva si va a Como e il Como, se si riprende un attimino, dista otto punti, ma potrebbe approfittare anche del confronto diretto se accorcia le distanze nel prossimo turno."
Quanto meno si va meno sereni e tranquilli a giocare quella partita?
"No, noi spesso, quasi sempre, parliamo di tattica, ma nel calcio secondo me la cosa fondamentale è l’aspetto mentale. È tutta una questione di testa, non c’è niente da fare. Questa è una squadra che ha fondato i suoi successi lo scorso anno proprio su questo aspetto, sulla gara, sulla cazzimma, sull’attenzione. Mi sembra che l’anno scorso il Napoli non abbia mai subito un gol da calcio piazzato, se non vado errato. Se non uno a fine stagione col Genoa, proprio per eccezione. Questo ti fa capire come era messo mentalmente: concentrato, non passava uno spillo. È chiaro che è una squadra che ha fondato tutto su questo. Nel momento in cui viene a mancare un po’ di motivazione, c’è uno scarico che spegne un po’ la patina, il Napoli può perdere con tutti. Il lavoro di Conte questa settimana sarà solo sulla mente, sul cervello e sulle motivazioni. Se il Napoli ritrova un po’ di anima e di cazzimma, non ci possiamo preoccupare della partita contro la Cremonese. Può anche conquistare il secondo posto, ma deve ritrovare le motivazioni."
Ti aspetteresti più spiegazioni tattiche da Conte?
"Il discorso tattico ci sta tutto. Però ci sono allenatori che cercano il successo tramite il gioco. Con Sarri devi parlare di tattica e tecnica. Conte nella sua storia ha lavorato sempre su principi diversi, molto sull’aspetto mentale. Ha costruito squadre fisiche e anche questo Napoli lo è, poco tecnico. A lui interessa poco lo sviluppo tecnico, ma le motivazioni dei calciatori."
Non è riduttivo spiegare tutto solo con la testa?
"L’errore che oggi sta facendo è che si sta affidando, per riconoscenza, a calciatori che gli hanno dato molto ma che ora non riescono a dare. Mi sorprende come un Napoli così non faccia giocare un calciatore con le caratteristiche di Alisson. La squadra diventa prevedibile. Però capisco anche la riconoscenza di Conte."
Serve più spazio ai nuovi?
"Questa squadra ha bisogno di calciatori con energia, uno contro uno, che scompigliano la difesa. Altrimenti diventa prevedibile. Nei momenti difficili sono stati proprio questi a dare una mano. Questo è il momento di affidarsi a chi sta meglio."
Il problema degli infortunati pesa?
"Quando torni da un infortunio lungo, le prime partite le fai bene, poi regredisci. Questa è la fase di De Bruyne. In questo momento deve giocare chi sta meglio, non i nomi."
Quindi scelte diverse già contro la Cremonese?
"Sì, perché sono partite decisive. Non puoi aspettare. Conte andrà su altri calciatori e farà valutazioni diverse, sono sicuro."
Che partita ti aspetti contro la Cremonese?
"La Cremonese gioca per la vita, è abituata a difendersi. Serve brillantezza e lucidità. Conte deve affidarsi a chi sta meglio fisicamente. È l’unica maniera per vincere."
Uno sguardo al futuro: cosa serve al Napoli?
"Servono più soluzioni offensive. Calciatori nell’uno contro uno, più qualità nei cross, più tiro da fuori. Conte lo sa. L’importante è centrare l’obiettivo quest’anno, poi si lavorerà."
Conte resterà?
"Me lo auguro. Il vero lavoro si vedrà il prossimo anno. Dopo uno scudetto la stagione successiva è sempre complicata. Mi piacerebbe vederlo ancora, con un calcio più offensivo."
Che mercato ti aspetti?
"Quattro uscite e quattro entrate. Serve ringiovanire e abbassare il monte ingaggi, mantenendo qualità."
E De Bruyne?
"Io lo terrei. Ma lo vedrei da mezz’ala, nel vivo del gioco, non largo. Così può fare la differenza."