Forgione a Conte: "Basta parlare dell'anno del 10° posto! Ma è il suo modo di comunicare..."
Angelo Forgione, giornalista e scrittore, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in DAB o qui sul sito anche in video: "Siamo davanti a una comunicazione a distanza che però non è nuova: fanno parte di dinamiche interne che lasciano poca chiarezza all’esterno, ma sono convinto che certe cose se le siano già dette in privato. Non mi aspetto una replica pubblica da parte di Conte, né la ritengo necessaria. Resteremo in questa fase di incertezza fino al termine del campionato, quando si incontreranno e decideranno cosa fare".
Dietro queste schermaglie c’è il tema mercato? Si può trovare un punto d’intesa?
"Assolutamente sì. Conte non è all’oscuro della realtà del Napoli e delle differenze rispetto ad altri club. Ma questo non significa ridurre la competitività. Il progetto Napoli negli ultimi anni ha dimostrato di funzionare, forse più di altri. È chiaro che serviranno degli aggiustamenti: meno investimenti su profili esperti e costosi, più attenzione ai giovani di prospettiva. Ma con la Champions le risorse ci saranno e si potrà comunque costruire una squadra competitiva. Credo che un’intesa si possa trovare".
Conte continua a richiamare il decimo posto: è una dichiarazione sopra le righe?
"No, è il suo modo di comunicare. Cerca di valorizzare il percorso fatto: dal decimo posto allo Scudetto e poi di nuovo in Champions. È vero che quella stagione ha lasciato strascichi, ma il Napoli aveva anche gli strumenti per attutire la caduta. Ora però basta: dopo due anni bisogna voltare pagina e tornare a competere davvero per il titolo".
Conte accetterà un ridimensionamento sul mercato?
"Margini ci sono, ma dipende dagli obiettivi. In Italia il Napoli può lottare per lo Scudetto anche con qualche correttivo alla rosa. Il nodo è l’Europa: Conte vorrà riscattare l’ultima stagione, ma bisogna essere realistici. L’obiettivo deve essere arrivare agli ottavi o ai quarti, non oltre. Se si fissano traguardi concreti, il Napoli può crescere anche con una strategia più sostenibile".
Il calcio italiano può tornare ai livelli delle big europee?
"Al momento no. Bayern Monaco e Real Madrid sono su un altro pianeta. Questa stagione segna uno dei punti più bassi degli ultimi decenni per il calcio italiano. Il problema è culturale e tecnico: continuiamo a privilegiare la fase difensiva e non produciamo più talenti come un tempo. Senza un cambio di mentalità sarà difficile invertire la rotta".
E sul sistema calcio italiano?
"La situazione è preoccupante. Vedo sempre le stesse dinamiche, le stesse figure, poca voglia di innovare. Se continuiamo così rischiamo di andare a sbattere contro un muro. Serve un cambiamento profondo, altrimenti sarà difficile risalire".