Forgione: “Adesso che i big rientrano, per Conte inizia il momento più difficile”
Angelo Forgione, giornalista e scrittore, è intervenuto nel corso di 'Difendo la Città' su Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi seguire sulle app gratuite (scarica qui per Iphone o per Android), qui sul sito anche in video.
Angelo, partiamo dalla domanda sulle parole di Kvaratskhelia. Cosa ne pensi? “Vabbè, chiaramente ha suscitato un po’ di clamore il fatto che Kvara abbia detto che a Parigi può mangiare tranquillamente al ristorante senza essere disturbato per una foto. Personalmente mi è sembrato un po’ ingeneroso, forse se lo poteva risparmiare, però capisco anche il ragazzo. Probabilmente da parte sua non è mai scoccata la scintilla vera con Napoli. Solo essere stato accostato a Maradona gli ha dato quella punta di orgoglio. Però per il resto mi sembra quasi che questo amore fosse unilaterale più che ricambiato”.
Cosa ne pensi dell’accostamento con Maradona? “L’accostamento era esagerato, dobbiamo dirlo. A Napoli siamo anche molto facili ad affezionarci. Hai calciatori che fanno cose buone, cose importanti, ma poi c’è una categoria a parte nella quale bisogna inserire un solo calciatore. Gli altri non bisogna accostarli mai. Kvara è un ragazzo schivo, taciturno, chiuso in sé stesso, e non ha una grande vita mondana. Sono quei calciatori che a Napoli magari non stanno tanto bene, preferiscono evitare passeggiate o folla, mentre altri amano il contatto con i tifosi. Non possiamo né condannare gli uni né gli altri. Napoli è una città particolare: certe scene esagerate non dico di condannarle, ma sarebbe bene avere più rispetto per la privacy dei calciatori”.
Però il calore di Napoli non è paragonabile ad altre città, giusto? “No, no, assolutamente. Chi viene a Napoli deve sapere che è una città sudamericana, la città sudamericana d’Italia per antonomasia. Gli idoli diventano idoli perché ricevono tutto l’affetto possibile, non solo allo stadio ma anche in città. Questa è Napoli, nel bene e nel male, non c’è altra analisi”.
Cosa pensi di Beukema? “Io sono felice di vedere Beukema che insieme alla compagna in auto canta il ritornello di Sal Da Vinci e addirittura fa il gesto del pugno con quella parola in napoletano, Accussì. È simpatico, e queste cose legano il tifoso al calciatore. Certo, alle volte i calciatori non possono neanche andare a bere qualcosa o mangiare in un ristorante senza privacy. Napoli è difficile, ma è anche questa”.
Come cambia la percezione tra Napoli e Parigi? “Qui bisogna considerare il contesto. Parigi è una metropoli: se giochi al PSG sei uno dei tanti, parte integrante di una realtà calcistica enorme. A Napoli, invece, ti senti davvero calciatore, parte di una società importante, anche se la squadra non è al massimo livello europeo. Napoli ti dà una visibilità e un’affezione che difficilmente trovi altrove”.
E su Kvaratskhelia, ci sono differenze tattiche rispetto all’Italia? “Secondo me è un po’ in confusione. Ha parlato della fase difensiva che gli fa fare Luis Enrique, che in Italia non aveva mai fatto, anche se l’Italia è la patria della fase difensiva. Basta ricordare la famosa immagine di Sassuolo-Napoli sul calcio d’angolo sbagliato, con tutti i dieci uomini di movimento che rinculano: c’era anche Kvara. Non è vero che poi Spalletti non gli chiedesse certe cose, semplicemente erano situazioni diverse”.
E sul lavoro di Conte e il rientro dei big? “Ci sono due filoni di pensiero: chi dice che Conte ha fatto spendere 200 milioni e sta raccogliendo poco, e chi, più realistico, dice che con tutti gli infortuni che ha avuto ha fatto persino un miracolo mantenendo due punti a partita di media. Adesso che i big rientrano, inizia il momento più difficile: Conte dovrà fare le scelte tra Vergara, De Bruyne, Alisson e altri. È propedeutico anche per la prossima stagione: i giovani che hanno giocato, come Vergara o Alisson Santos, si troveranno a confronto con i titolari e sarà fondamentale valutare tutti”.
Ultima cosa, il mare di Napoli e le spiagge: cosa va migliorato? “Napoli ha bisogno di spiagge più accessibili. Le attuali sono dei fazzoletti di sabbia. Ho proposto insieme a Flavia Sorrentino, vicepresidente del Consiglio Comunale, di allargare Mappatella Beach e spostare la scogliera che ostruisce il panorama. Ci sarebbe da fare tanto: Napoli ha un potenziale maggiore di Barcellona, ma nel secolo scorso molte spiagge sono state cancellate. Bisogna lavorare su sensibilizzazione e progetti concreti”.
Qualche suggerimento pratico? “La zona tra il Circolo Canottieri e il Circolo Italia, con discesa a Santa Lucia e scaloni fino al mare, potrebbe ospitare nuove spiagge. Anche vicino al lungomare e alla Villa Comunale si potrebbero creare spazi fruibili. Servono concertazione e progetti: soldi e opportunità ci sono, Napoli può diventare una città di mare davvero vivibile, simile a Rio o Barcellona”.