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Forgione: "Derby manco l'ho visto, ormai valeva poco per il Napoli"

di Fabio Tarantino

Angelo Forgione, giornalista e scrittore, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi seguire sulle app gratuite (scarica qui per Iphone o per Android), qui sul sito anche in video.

Molti tifosi ieri dicevano che del derby tra Milan e Inter interessava poco al Napoli: tu come l’hai vissuta?
“Francamente vi dico come l’ho vissuta: non l’ho neanche guardata. Questo per farvi capire il mio sentimento. Non è una partita che, sostanzialmente, interessa l’attuale classifica del Napoli. È chiaro che, se tra due mesi dovesse cambiare lo scenario, sarei pronto a sperare sia nella sconfitta dell’Inter sia in quella del Milan, perché davanti ci sono due squadre. L’ineluttabile è successo: il destino ha voluto che il Milan vincesse la partita. Adesso il Milan è davanti al Napoli al secondo posto e l’Inter si è fermata. Ma non mi sembra, in questo momento, che ci siano i presupposti per pensare a uno scudetto diverso. Oggi è solo l’Inter che può eventualmente tracollare: questa è la realtà dei fatti. Senza girarci troppo attorno, non vedo molto sangue da metterci.”

Dimarco ha ricordato alcuni episodi arbitrali dell’anno scorso, parlando del rigore non dato e sostenendo che l’Inter abbia perso lo scudetto anche per quello. Che ne pensi?
“Questo tema viene continuamente amplificato. Lo ha detto anche Marotta il mese scorso, sostanzialmente certificando – dal suo punto di vista – che l’Inter abbia perso uno scudetto per errori arbitrali. Effettivamente c’era stato un rigore nella partita Inter-Roma che non fu ravvisato: quello sì, era netto. Ma non è quello che fa la differenza. Durante tutta quella stagione bisognerebbe fare un bilancio tra vantaggi e svantaggi arbitrali. Continuare a parlare dello scudetto dell’anno scorso, per me ma credo anche per gran parte dell’opinione pubblica – tranne gli interisti – diventa stucchevole. Lo scudetto del Napoli è stato meritatissimo. Sarebbe stato legittimo anche se lo avesse vinto l’Inter: è stato un testa a testa. Gli errori arbitrali si sono sommati da una parte e dall’altra, così come gli errori delle squadre. Non è che l’Inter abbia perso punti e il Napoli no: li ha persi anche il Napoli. Per questo continuare a discutere di quello scudetto, che è sacrosanto e legittimo per il Napoli, mi appassiona davvero poco.”

Si parla però di una possibile fragilità mentale dell’Inter nei big match, quasi una psicosi legata proprio allo scudetto perso. Può esserci qualcosa di vero?
“Spero di non provare mai cosa significhi perdere uno scudetto di un punto all’ultima giornata. Però credo che l’Inter debba recriminare molto altro rispetto a quella stagione. Ha perso due finali, una di Coppa Italia e una di Champions, e lo ha fatto cercando di vincere tutto senza portare a casa nulla. Questo è il vero rammarico: non aver centrato gli obiettivi che si erano prefissati. Alla fine è rimasta con un pugno di mosche in mano. Da tifoso dei colori azzurri spero sempre che si possa aprire uno spiraglio, ma lo vedo remoto. Non credo che quest’anno l’Inter possa farsi sfuggire questo scudetto: sarebbe davvero da folli. Ha avuto un andamento regolare, anche se negli scontri diretti ha zoppicato, con Milan e Napoli. Non mi sembra, comunque, un’Inter schiacciasassi. Tanto è vero che è uscita dalla Champions già ai playoff.”

Il Napoli ha dieci partite alla fine: può davvero vincerle tutte?
“Certo che può. Perché no? Però deve cominciare a chiudere la porta. È una squadra che subisce almeno un gol a partita, e spesso in maniera discutibile: come abbiamo visto contro il Torino. Questa fragilità difensiva fa riflettere, perché se sei fragile dietro difficilmente infili dieci vittorie consecutive. Bisogna partire dal sigillare la difesa: era l’arma del Napoli l’anno scorso. Se vuoi fare questo rush finale e arrivare in sprint al traguardo devi chiudere la porta, non c’è altra soluzione. Poi serve anche di più in fase offensiva. Il Napoli si sta aggrappando ad Alisson Santos, che ha fatto un’altra prova straordinaria. È un ragazzo che continua a sorprendere.”

Si parla addirittura di un interesse della nazionale brasiliana e degli occhi di Carlo Ancelotti su Alisson Santos. È possibile?
“Sì, è rimasto sorpreso anche Ancelotti. Lui stesso ripete che allo Sporting Alisson veniva utilizzato soprattutto come spaccapartite nel secondo tempo e non aveva mai i galloni da titolare. Oggi, invece, il Napoli se lo ritrova in campo dall’inizio e dimostra di essere uno che, pronti via, può essere decisivo. È un ragazzo da tenere d’occhio. Certo, il Brasile non è quello di qualche decennio fa: resta una nazionale forte, ma attraversa uno dei momenti meno brillanti della sua storia. Tuttavia il bacino di talenti resta enorme. Detto questo, se Alisson Santos continuerà a fare bene con il Napoli, una convocazione in nazionale potrebbe anche arrivare.”

Parliamo del futuro di Alex Meret: si dice che Antonio Conte preferisca Milinković-Savić. È giusto trattare così un portiere che ha vinto due scudetti a Napoli?
“No, non è un portiere di seconda fascia. Il problema è che hai deciso di tenere due portieri di livello simile: lo ha rimarcato anche Conte a inizio stagione. Evidentemente ci sono anche questioni contrattuali. Poi, dopo un anno, devi fare delle valutazioni. Se Meret dovesse risultare scontento perché non è più titolare, potrebbe essere lui stesso a chiedere la cessione e il Napoli lo accontenterebbe. Ma questo non significa che sia un portiere di secondo livello, anzi. Ha dimostrato di essere importante. Ha ricevuto molte critiche, ma è sempre rimasto in silenzio e ha fatto il suo dovere. Tutti i portieri sbagliano. Non si capisce perché, ogni volta che sbaglia Meret, venga etichettato come scarso. In Italia, tra l’altro, di portieri di grandissimo livello non ce ne sono tanti. Basta vedere quante convocazioni ha avuto in nazionale: viene da chiedersi se i commissari tecnici siano pazzi o se siamo noi, spesso, a esagerare con le critiche.”

Quanto può valere oggi Meret sul mercato?
“Ha un contratto corto, un solo anno prima della scadenza. Il Napoli dovrebbe già pensare a rinnovarlo. Però io credo che un portiere come lui possa valere tra i 15 e i 20 milioni. Con una buona trattativa quei 15 milioni li puoi recuperare. Serve essere bravi a negoziare.”

Guardando alla prossima partita con il Lecce, può essere l’occasione per qualche esperimento?
“Politano oggi può essere considerato quasi un quinto di centrocampo più che un esterno alto puro. Per questo credo si possano fare degli esperimenti: magari arretrare Politano e dare spazio a qualche giovane. Il Lecce non è una squadra che ti costringe a stare sempre sulla difensiva, quindi qualche prova si può fare. Naturalmente l’obiettivo resta vincere: non è un’amichevole. Ma è anche il momento di iniziare a ragionare sulla prossima stagione, su una rosa da rimodellare e su una nuova impostazione rispetto a ciò che è successo quest’anno.”


Angelo Forgione a Napoli Talk
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