.

Forgione: "I Fab Four non funzionano, è sotto gli occhi di tutti! Alisson merita di giocare"

di Pierpaolo Matrone

Angelo Forgione, giornalista e scrittore, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi vedere qui sul sito o ascoltare sulle app (qui per Iphone o qui per Android) ed in auto col DAB: "Sono sei partite che servono anche per cominciare a costruire il Napoli dell’anno prossimo, ma tutto dipende da Conte. L’altro giorno parlavo della mossa di De Laurentiis, che evidentemente ha sortito il suo effetto: si parlava di un possibile incontro anticipato e adesso sembra davvero una possibilità concreta. Se Conte continua a richiamare il decimo posto e i danni che quella stagione si porta dietro, allora è giusto che De Laurentiis voglia sapere per tempo come muoversi. La priorità resta Conte, perché è giusto che rimanga e credo che lo voglia anche il presidente, ma se la cosa non dovesse proseguire è corretto saperlo subito, senza arrivare all’ultimo come accadde con Garcia".

Sul campo, invece, si va verso un Napoli diverso rispetto a Parma. È la scelta giusta?
"Sì, evidentemente Conte si è convinto che il Napoli diventa più pericoloso in quella maniera lì, e non insistendo con un canovaccio che ha dimostrato di togliere incisività, profondità, ampiezza e produzione offensiva. Non era stupido Conte, ci ha provato e riprovato, ma adesso ha la dimostrazione pratica sotto gli occhi. Se qualcuno dovesse mugugnare, ci sono le prove che quel modulo non funziona fino in fondo. Qualcuno va sacrificato, ma questo non significa essere bocciato: vuol dire magari subentrare e cambiare la partita. Però oggi il Napoli ha bisogno di pericolosità fin dall’inizio, e quella ce l’ha con gli esterni puri, con Alisson in campo, non ingolfando il centrocampo come si è visto in autunno e in primavera".

La Lazio può essere comunque un avversario insidioso?
"Assolutamente sì. Sarebbe un errore pensare a una partita facile. La Lazio resta una squadra di tutto rispetto e i numeri dicono che è molto pericolosa soprattutto nei finali di gara. Anche il Napoli, però, in questo tipo di classifica non è messo male, quindi magari ci aspetta un finale acceso. Io mi auguro soprattutto che il Napoli resti concentrato fino al fischio finale e porti a casa tre punti che avvicinerebbero in modo decisivo la Champions. A quel punto si tratterebbe davvero di scollinare e mettere in sicurezza il traguardo economico più importante".

Ti aspetti finalmente una vittoria larga?
"Sì, io sono uno di quelli che continua ad aspettarsela. Una partita vinta a mani basse, con serenità, il Napoli quest’anno non l’ha mai fatta davvero. Ha vinto alcune gare con due gol di scarto, ma quasi sempre dentro partite comunque sofferte. Non c’è mai stata la sensazione di dominio pieno, di tranquillità trasmessa anche ai tifosi. Se il Napoli chiudesse la stagione senza una vittoria del genere, sarebbe un’ulteriore macchia in un’annata particolare. E lì bisognerebbe capire bene perché certe cose non hanno funzionato, a cominciare dalla fase offensiva".

Infatti i numeri offensivi restano sotto osservazione…
"Sì, e lo stiamo capendo da tante situazioni. Parma lo conferma: non puoi giocare un primo tempo senza tirare in porta e pretendere di restare in scia all’Inter. Questo vuol dire che qualcosa non funziona davanti, e non da oggi ma dall’inizio della stagione. Il Napoli, per il potenziale che ha, può e deve segnare di più".

Un’ultima su Maurizio Sarri: che effetto ti fa ritrovarlo da avversario?
"Il cuore non mi si apre, sinceramente. Mi fa piacere che ci sia stata quella parentesi a Napoli, perché significa che il progetto Napoli riesce spesso a esaltare allenatori, dirigenti e calciatori che magari altrove non riescono a ripetersi allo stesso livello. Sarri a Napoli ha espresso il suo calcio migliore, anche rispetto a esperienze in cui poi ha pure vinto qualcosa. Questo va riconosciuto. Ma il resto appartiene al passato".

Il Napoli può davvero tornare a puntare su una linea più sostenibile, fatta di giovani e prospettiva?
"Sì, ed è proprio su questo che verterà il confronto tra Conte e De Laurentiis. Il Napoli deve tornare a fare operazioni alla Alisson Santos, alla Giovane, più che alla Lukaku. Però non significa rinunciare alla competitività. Il Napoli ha disponibilità di spesa e può investire, ma in un’altra direzione. Conte deve capirlo e credo che lo capirà. Anche perché questo sarebbe il terzo anno, non il primo: può tranquillamente lavorare con giocatori di prospettiva, purché siano di qualità. Io penso che un punto d’incontro si possa trovare".


Angelo Forgione a Napoli Talk
Altre notizie
PUBBLICITÀ