.

Forgione: “Manna? Ha dimostrato un certo fiuto, ma il vero banco di prova sarà in estate”

di Francesco Carbone

Angelo Forgione, giornalista e scrittore, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi vedere qui sul sito o ascoltare sulle app (qui per Iphone o qui per Android) ed in auto col DAB.

Quanto il Napoli deve tenersi stretto il direttore sportivo Giovanni Manna che tanto piace alla Roma?

"Beh, è chiaro che è un direttore sportivo che sta facendo una buona carriera. Del resto Napoli da anni si è configurato come un club dove anche i dirigenti prendono lo slancio verso magari situazioni che potrebbero preferire loro, che ritengono superiori ma che poi si rivelano un errore di valutazione per i protagonisti stessi. Abbiamo visto il predecessore cosa ha fatto, cosa ha pensato e dove oggi è o magari non è. Io punterei un attimo il mirino, quindi metterei a fuoco quello che oggi è il Napoli che valorizza sia calciatori, sia allenatori ma anche dirigenti. Quindi Manna sta facendo un po' quello che ha fatto Giuntoli e, qualora lui volesse proseguire l'avventura a Napoli, perché è un direttore sportivo che sta facendo buone cose, forse deve imparare un po' meglio a vendere i calciatori piuttosto che a comprare. Ha dimostrato di avere un certo fiuto, ma se resterà a Napoli avrà questo banco di prova questa estate, che sarà quello di dover andare a piazzare dei calciatori o in cessione o in prestito, che evidentemente costituiranno un surplus nella rosa. Vedremo poi l'allenatore quale sarà, ma anche lo stesso Conte dovrebbe rimanere. Non credo che sarà così contento di avere tre o quattro calciatori che poi ha bocciato."

Secondo te il futuro di Lukaku, lontano da Napoli, può ancora puntare a un top club?

"Oggi Lukaku può puntare a un Milan se vuole cambiare squadra e restare in Italia, altrimenti non vedo altre soluzioni. Dopodiché deve guardare al mercato turco, qualche campionato di livello pari o inferiore, in Portogallo, però è chiaro che si è capito che il suo amore viscerale per l’Anderlecht sarà la fase finale della sua carriera. In questo momento lo vedo un po’ in difficoltà, ma deve trovare anche attraverso i suoi procuratori delle offerte, perché mi pare abbastanza chiaro che il Napoli si attenda queste offerte e trovi la maniera migliore per chiudere questo rapporto, che è finito evidentemente male. Non credo che ci siano margini di uscita."

Da qui alla fine della stagione, come lo vedi il rapporto tra Napoli, Lukaku e Conte? 

"Dipende, ma nessuno sa cosa è successo in quell’incontro fugace due settimane fa quando Lukaku è ripartito. Lì sono stati stabiliti degli accordi, credo che sia già tutto pianificato. Può essere che il club abbia fatto capire a Lukaku che deve stare in rosa, a disposizione ma non in gruppo, allenarsi a parte. Può darsi anche che tra due o tre settimane venga reintegrato e quindi possa avere qualche possibilità. Però la vedo un po’ difficile che possa proseguire questa avventura a Napoli, credo che il suo destino sia già segnato e che l’anno prossimo non farà parte della rosa azzurra."

Oggi il consigliere comunale Luigi Carbone si è espresso su una possibile cittadinanza onoraria ad Aurelio De Laurentiis e ha detto che è un grandissimo imprenditore ma anche un personaggio divisivo per questa città.

"Io direi che più che un legame forte con questa città, che non basta perché tante persone hanno un legame forte con questa città, la cittadinanza onoraria va data a chi si segnala per meriti eccezionali, in campo culturale, artistico, sociale ma anche sportivo. Quindi chi fa qualcosa per valorizzare il buon nome della città. E mi pare che De Laurentiis l’abbia fatto: ha portato Napoli a livelli di eccellenza in Italia, l’ha portato in Europa, questa è una squadra che si è assestata tra le big del calcio italiano. Oggi non sono più tre, ma quattro, ed è ammirato, tra virgolette anche invidiato dalle altre piazze. Se la squadra del Napoli è un fattore che alimenta il buon nome della città e anche il turismo sportivo, quindi il PIL cittadino, mi pare che ci siano tutti i presupposti. Credo che si stia sbagliando l’indirizzo: non basta essere un buon imprenditore e non basta avere un legame con la città. Servono altre credenziali, cioè fare qualcosa per alimentare il lustro cittadino. De Laurentiis l’ha fatto. Poi è un personaggio anche ambiguo, sulle sue frasi non ci si può applicare una memoria selettiva. Ne ha dette di deplorevoli, ma anche altre che hanno valorizzato Napoli e i napoletani. Da due anni non parla, quindi stiamo discutendo di frasi di due anni fa. Diamo una chance a un presidente che ha capito che ha un limite e concentriamoci sulla realtà: sta facendo il bene del Napoli e di Napoli. Chi fa il consigliere comunale deve spogliarsi dei sentimenti negativi o positivi."

Angelo, sei d’accordo anche su questa riflessione sulla cittadinanza onoraria?

"Sì, sono d’accordo. Anche perché mi rifaccio a un messaggio che ci è arrivato: il consigliere ci spiegasse perché Spalletti sì e ADL no. Ci sono cittadini onorari che fanno impallidire questo atteggiamento del Consiglio Comunale. Ma lo stesso Koulibaly, per quanto gli si voglia bene, non ha fatto nulla per aumentare il lustro cittadino. Da De Magistris in poi si è persa la parsimonia: questa onorificenza va data con molta misura. Invece c’è stata un’inflazione di cittadinanze onorarie. Anche quella a Julian Assange, con tutta la solidarietà, ma non si può dare una cittadinanza onoraria per sostenere la libertà di stampa a chi per Napoli non ha fatto nulla. Bisogna riportare tutto alla realtà. E nella realtà c’è De Laurentiis che per Napoli ha contribuito. Napoli è l’unica città che ha una sola squadra: se Napoli va bene, va bene anche la città. Ridiamo valore a questo premio e attribuiamo a De Laurentiis i giusti meriti."

Quando riusciremo a vedere in Italia un calcio di livello europeo come quello che si vede in Champions?

"Bisogna partire dal basso. Il lavoro è lungo: meritocrazia, talento, meno vincoli. Nelle scuole calcio c’è molta marcescenza: si va avanti perché i genitori pagano. Chi ha talento spesso non emerge. Bisogna eliminare questi filtri e riportare al centro il talento. Anche gli allenatori devono lasciare esprimere il giocatore, senza eccessiva ossessione tattica. Gli ultimi grandi talenti in Italia sono stati Di Natale e Pirlo. Da vent’anni c’è una grande penuria."


Angelo Forgione a Napoli Talk
Altre notizie
PUBBLICITÀ