.

Forgione: "Napoli preso per il collo sul mercato! Fiorentina? Rotazioni necessarie"

di Pierpaolo Matrone

Angelo Forgione, giornalista e scrittore, è intervenuto nel corso di "Napoli Talk" sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito o sulle app (qui per Iphone/Ipad o qui per Android): “Il Napoli è stato preso un po’ per il collo. In questa sessione di gennaio arriva con le mani legate e qualcuno ne approfitta. Sul caso Lang, il Galatasaray ha imposto un aut aut: ‘o adesso o non lo prendiamo più’. E a quel punto il Napoli ha preferito evitare di ritrovarselo in rosa in una situazione poco piacevole. È un brutto epilogo, ma i rischi del mercato di gennaio sono anche questi. In generale, gira male sotto tutti gli aspetti. Bisogna superare questo momento di cattive energie e tornare a vedere un Napoli che macina gioco e che ritrova anche capacità e forza sul mercato. Per fare davvero la voce grossa, probabilmente, bisognerà aspettare la prossima sessione, quella estiva”.

Ma per presentarsi forte in estate, passa tutto dalla Champions: quanto pesa la corsa al quarto posto?
“Pesa tantissimo. È chiaro che per tornare a fare la voce grossa devi almeno prenderti il quarto posto. Però adesso bisogna pensare al campo, perché la squadra deve uscire da questa burrasca”.

Chelsea: eliminazione amara, ma prestazione a tratti incoraggiante. Mentalmente, come ne esce il Napoli?
“Io credo che il Napoli possa far tesoro di quei 20 minuti che ha giocato l’altro giorno contro il Chelsea. Sono stati 20 minuti importanti: sei andato sotto 1-0 contro una squadra come il Chelsea e ti sei messo a giocare. Vuol dire che con la testa ci sei, che la squadra è viva e che, se fai le cose per bene, sei comunque di un certo livello. Lo ripeto: se il Napoli riesce a prendersi quei 20 minuti e farli diventare il mantra del prossimo futuro, allora può riuscire a farli in ogni partita. E in campionato quei 20 minuti ti bastano spesso per vincere, perché non tutte le squadre italiane sono il Chelsea. Anzi, pochissime possono reggere contro il Chelsea. E ti dirò di più: con una rosa al completo, il Napoli potrebbe anche reggere una partita del genere”.

Contro la Fiorentina, però, la squadra sembra scarica e le alternative sono poche. Ti aspetti rotazioni?
“Sì, credo che sia necessario ruotare. Che sia dall’inizio o con cambi più rapidi nella ripresa, serve. Anche perché il Napoli è uscito consumando tutto, forse pure qualcosa in più di quello che aveva in corpo. E in più c’è un altro tema: il calendario. Io non trovo un motivo logico per mettere Torino-Lecce alle 12.30 e Napoli-Fiorentina alle 18.30 di sabato. Potevi spostare il Napoli nello slot di domenica alle 12.30 e dargli almeno mezza giornata di recupero in più. Sarebbero state ore preziose e avresti evitato pure polemiche. È una scelta cervellotica, francamente”.

La Fiorentina può impostarla “alla Chelsea”, restare in partita e colpire nel finale quando il Napoli cala?
“Io credo di sì. È sotto gli occhi di tutti che il Napoli oggi è una squadra sulle gambe: se vuoi sfruttare un vantaggio, punti sulla resistenza. Arrivi alla mezz’ora del secondo tempo e provi a giocarti le tue carte, soprattutto nella ripresa. Detto questo: anche a ranghi completi, la Fiorentina non mi sembra una squadra che debba spaventare il Napoli. Se il Napoli dovesse fermarsi ancora, dovrebbe interrogarsi seriamente su dove vuole andare in questa stagione. Serve uno scatto di orgoglio e di mentalità. Sei il campione d’Italia: non puoi permetterti di inciampare ancora. Se vuoi vincere, devi provarci con ‘puzzo buono’ e provare a indirizzarla già nel primo tempo. Poi lo sappiamo: in questa fase ogni previsione finisce nel marasma di una situazione caotica”.

E sulla formazione? Conte cambierà qualcosa o andrà avanti con gli stessi?
“Guarda, io mi prendo una frase di Conte: ha detto che saranno gli stessi che giocheranno con la Fiorentina. Quindi, a meno che non intendesse un piccolo rimpasto, credo che partiranno gli stessi dell’altra sera col Chelsea. Non mi aspetto grandi variazioni, magari una sola, soprattutto se qualcuno è veramente in affanno. Ma non credo a rivoluzioni”.

Un’ultima stoccata: con Juan Jesus che gioca sempre e ha 36 anni, il rischio infortuni è dietro l’angolo…
“E infatti poi non diciamo ‘sfortuna’ se si fa male. Se hai un giocatore di 36 anni che gioca ogni tre giorni da due mesi, non è sfortuna: è una conseguenza. E questo va detto con chiarezza”.

In sintesi, qual è la chiave per ripartire subito?
“Trasformare quei 20 minuti col Chelsea in un’abitudine e in un messaggio interno: si può fare. Ma servono punti, subito. E serve un Napoli che ritrovi orgoglio e lucidità, perché in campionato questa squadra, anche così, può ancora farsi valere”.


Angelo Forgione a Napoli Talk
Altre notizie
PUBBLICITÀ