Forgione: "Non tifo Italia perché non c'è equilibrio tra Nord e Sud! Ma quale patriottismo..."
Angelo Forgione, giornalista e scrittore, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito, in auto col DAB Campania o sulle app gratuite (scarica qui per Iphone o qui per Android): “Lukaku ha un ingaggio importante e non è più giovanissimo, inoltre ha un alter ego che si sta facendo valere. Però adesso conta che dia il suo contributo in questo momento delicato. Ha fatto bene a rientrare subito a Napoli invece di prendersi qualche giorno di vacanza, vuol dire che vuole mettersi a disposizione e aiutare la squadra. È un atteggiamento da leader, anche senza fascia”.
La condizione però non è ancora al top, nonostante il rientro da tempo.
“Era previsto. Lo staff temeva ricadute e si sta andando molto cauti, anche perché parliamo di un calciatore con una struttura fisica particolare. Ha bisogno di tempo per ritrovare la forma e non si vogliono forzare i tempi. Io credo che tra qualche settimana lo vedremo in condizioni migliori e potrà dare una mano importante da qui alla fine”.
In questa pausa su cosa sta lavorando De Laurentiis secondo te?
“Spero che il club stia preparando nel modo giusto le celebrazioni del centenario. Io ho una visione diversa della storia, perché per me la nascita risale al 1922 e non al 1926, ma questo è l’anno ufficiale e mi aspetto iniziative che uniscano sport, cultura e identità. De Laurentiis conosce bene la storia di Napoli e del Napoli, non è una persona superficiale, quindi sono convinto che il club stia lavorando anche su questo”.
Oltre alle celebrazioni, il momento è importante anche per le strutture.
“Sì, questo è uno snodo fondamentale. De Laurentiis sta cercando di creare asset importanti per il futuro, a partire dal centro sportivo, che è la priorità. Poi verrà anche lo stadio, ma quella è una questione più complessa. L’idea è costruire una base solida per il futuro, anche pensando al passaggio di consegne ai figli. Il Bari è servito anche a far fare esperienza a Luigi De Laurentiis, non è stato un acquisto casuale”.
Passiamo alla Nazionale: tu che rapporto hai con l’Italia?
“Non mi scaldo molto per la Nazionale, ma non per antipatia. È una questione più ampia. La Nazionale dovrebbe rappresentare un Paese equo e unito, e oggi non sempre è così. Quando ci sarà più equilibrio tra Nord e Sud, allora mi sentirò più coinvolto. Non giudico chi tifa Italia, ma non accetto lezioni di patriottismo legate solo al calcio. Il patriottismo si dimostra in tante cose, non solo con la Nazionale”.
Tra i convocati ci sono anche diversi giocatori del Napoli: chi può trovare spazio?
“Credo che Politano sia quello con più possibilità. Il modo di giocare di Gattuso si sposa bene con le sue caratteristiche e lo conosce già dai tempi di Napoli. Il problema vero è arrivare al Mondiale, perché questa Nazionale non sta vivendo un grande momento. Speriamo che possa essere l’inizio di una rinascita per tutto il movimento”.
Infine Spinazzola, che ha offerte ma il Napoli propone solo un rinnovo annuale.
“Sono scelte delicate. È normale che un calciatore preferisca più anni di contratto, soprattutto a questa età. La Juventus resta la Juventus, ma oggi il Napoli offre più garanzie. Se però il club non alzerà l’offerta, bisognerà accettare anche un eventuale addio. Il Napoli deve ringiovanire la rosa, perché oggi è tra le più anziane d’Europa e così non si può andare avanti”.