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Futuro Conte, Caiazza: "Manna parla col contratto in mano, ma è ancora da capire"

di Pierpaolo Matrone

Salvatore Caiazza, giornalista de Il Roma, è intervenuto nel corso di 'Cronache Azzurre', trasmissione sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito, in auto col DAB Campania o sulle app gratuite (scarica qui per Iphone o qui per Android): "Secondo me Manna parla con il contratto in mano, perché Conte ha ancora un anno di accordo con il Napoli. Poi, come succede sempre, a fine stagione si farà un bilancio e si capirà se ci sono le condizioni per continuare. L’anno scorso sembrava finita, poi con i programmi, con il mercato e con l’arrivo di De Bruyne il presidente convinse Conte a restare. Stavolta bisognerà valutare tante cose, anche perché il Napoli ha speso molto, ha vinto la Supercoppa ma è uscito presto dalla Champions e qualche riflessione va fatta. Senza dimenticare gli infortuni, che hanno pesato tantissimo”.

Il mercato potrà incidere sulla decisione?
“Sicuramente sì, perché non sarà un’estate come la scorsa. Non ci saranno plusvalenze importanti e il Napoli dovrà anche riscattare diversi giocatori, quindi servirà capire quale sarà il progetto. Non penso a un mercato povero, ma nemmeno ricco come l’anno scorso. E alla base di tutto c’è la qualificazione in Champions, che resta fondamentale”.

Contro il Cagliari si parla di De Bruyne e McTominay alle spalle di Hojlund. Ti convince?
“Tutto è possibile, ma io non rinuncerei alla fantasia di Alisson. È un ragazzo che sta facendo bene e ti dà imprevedibilità. Con McTominay guadagni fisicità, ma perdi qualcosa nell’uno contro uno. De Bruyne può giocare ovunque, lo abbiamo visto anche contro il Lecce, bastano pochi tocchi per cambiare la partita. Io partirei con De Bruyne, Alisson e Hojlund, con McTominay in mezzo al campo insieme a Gilmour, e poi eventualmente inserire Anguissa a gara in corso. Oggi la differenza rispetto a qualche settimana fa è che Conte può scegliere, prima non aveva alternative”.

Guardando la classifica, credi ancora allo scudetto?
“Io guardo al secondo posto. Questa è una città che cambia umore in fretta, ma bisogna essere realisti: l’Inter ha nove punti in più e con il ritorno dei suoi titolari resta la favorita. Il Napoli deve provare a vincerle tutte e vedere cosa succede. Alla ripresa ci sarà Napoli-Milan e quella può essere una partita chiave. Conte di solito arriva primo o secondo e credo che voglia confermare questa tradizione. Se poi l’Inter dovesse rallentare, il Napoli dovrà farsi trovare pronto, ma oggi mi sembra una rimonta molto difficile”.

Ti aspettavi più spazio per Beukema in stagione?
“Forse sì, ma bisogna capire che veniva da un sistema diverso. A Bologna giocava a quattro, qui deve fare il braccetto e non è la stessa cosa. Inoltre a Napoli la pressione è diversa. Di Lorenzo è un giocatore unico, fa tutto, e sostituirlo non è semplice. Il Napoli ha fatto un investimento importante, ma al primo anno non è facile adattarsi a certi livelli”.

Come giudichi la situazione arbitrale in Italia?
“Il problema non sono solo gli arbitri, ma il sistema. Anche quelli bravi fanno fatica perché manca uniformità. In Europa gli arbitri italiani dirigono meglio, in Italia invece si crea sempre polemica. Il VAR viene interpretato in modo diverso ogni settimana e questo genera confusione. Servirebbe più chiarezza e una linea unica, perché così si fa fatica a capire cosa è giusto e cosa non lo è”.


Salvatore Caiazza a Cronache Azzurre
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