.

Futuro Conte, Giordano: "Nuova squadra? Forse si era capito già da certe dichiarazioni"

di Fabio Tarantino

Antonio Giordano, firma de La Gazzetta dello Sport, è stato nostro ospite su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e sempre live, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in auto col DAB o qui sul sito anche in video.

 Secondo te cosa ha consumato il rapporto tra Conte e il Napoli? E il Napoli ha già pronto il nuovo allenatore?
"Secondo me non ci sono motivi particolari. Appartiene proprio alla natura di Conte, che ha bisogno di consumarsi perché dà tutto. Il suo modo di vedere il calcio, il ruolo che occupa, la gestione del gruppo… non c’è un argomento specifico. Appartiene alla storia stessa dell’allenatore. A parte l’esperienza con la Juventus, non è mai riuscito a restare più di due anni. Pensare che ci sia stato qualcosa di particolare con il Napoli che abbia provocato questo strappo mi sembra sbagliato. È tutto nella natura delle cose. Anche De Laurentiis, nella sua storia recente, non ha avuto una grande longevità nei rapporti con gli allenatori. I due aspetti si sono sovrapposti e hanno determinato un naturale allontanamento."

Conte aveva parlato della volontà di lasciare il Napoli solo quando il club fosse stato stabilmente nel gotha del calcio italiano, con stadio, centro sportivo e crescita strutturale. Sembrava voler aprire un ciclo diverso.
"Se fate caso, sono cose ricorrenti. Negli ultimi dieci anni è successo già ai tempi di Benitez e di Sarri, che avevano tutto il tempo di parlare di questi argomenti. Non ci trovo nulla di nuovo né di travolgente. Credo che Conte arrivi con intenzioni sincere, poi si rende conto che ci sono delle difficoltà. Ma non è colpa di nessuno. Però va detto anche un’altra cosa: il Napoli nel gotha del calcio già esisteva. Esisteva prima di Conte. Ha vinto Coppe Italia, Supercoppe, è andato sistematicamente in Champions League. Altrimenti faremmo un torto a De Laurentiis. Non perdiamoci dietro frasi che rischiano di diventare luoghi comuni, perché sono in contraddizione con la storia stessa del Napoli. Poi succede che non ci sia la possibilità di andare avanti e se ne prende atto. Mi sembra che De Laurentiis e Conte si lasceranno senza strascichi."

Con Spalletti, invece, ci fu l’incidente della PEC.
"Sì, ma credo che lì fosse tutto voluto. Avevano intuito che c’erano due strategie opposte e inconciliabili: Spalletti voleva andare via e De Laurentiis auspicava che accadesse, ma voleva mettere il sigillo sulla vicenda dimostrando che il potere apparteneva a lui e al contratto. Però non facciamoci abbagliare da queste cose. Quello che ha fatto Spalletti ha un valore storico enorme. Poi che si siano beccati interessa relativamente."

Cosa pensi ci sia nel futuro di Conte? E che tipo di allenatore arriverà sulla panchina del Napoli?
"Non so cosa ci sarà nel futuro di Conte, però credo che la Nazionale sia più di una passione. Si era capito anche da certe dichiarazioni. Rappresenta un desiderio legittimo per un uomo che quella esperienza l’ha già vissuta. Poi so bene che domani mattina possono cambiare tutti gli scenari e arrivare altre opportunità. Però oggi Conte mi sembra il candidato più autorevole per la Nazionale italiana. Per quanto riguarda il Napoli, le figure restano quelle: Sarri o Allegri."

E qual è il tuo allenatore preferito?
"Guardiola."


Antonio Giordano a Cronache Azzurre
Altre notizie
PUBBLICITÀ