Futuro Conte, Imparato: "Se vuoi che resti, devi tenere anche il suo staff"
Gaetano Imparato, giornalista, è intervenuto nel corso di 'Cronache Azzurre', trasmissione sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito, in auto col DAB Campania o sulle app gratuite (qui per Iphone o qui per Android).
Quanto pesa l’assenza di un possibile Vergara in vista dei playoff della Nazionale? E anche nel Napoli, ovviamente? "In Nazionale hanno il loro assetto, hanno recuperato un po’ di calciatori, se li sono inventati: più Esposito, lo stesso Scamacca che al di là di ieri ha fatto cose buone anche in Champions League, Retegui. Quindi in Nazionale penso che il freno non sia grande, anche perché tra l’altro sarebbe partito dalla panchina. Il problema, se vogliamo, è il fatto che si ritarda questo suo inserimento graduale, produttivo, ottimo, positivo nel Napoli, perché lo mette un po’ fuori dai giochi in un momento in cui adesso, insomma, il giovane Santos sta brillando. Però questo non implica niente, perché l’allenatore Conte conosce la bravura di Vergara: è un patrimonio che va tutelato, è un gioiello che va sgrezzato sempre di più. È uno di quelli che veramente, per le sue caratteristiche, rappresenta – senza nulla togliere ai vari Gaetano degli altri anni – uno che, se viene lavorato bene migliorando la fase difensiva e la sua capacità di essere offensivo sulla fascia, veloce, imprevedibile, può diventare, non dico subito un top player, ma il destino è quello. Questo infortunio rallenta un po’, a patto però che non lo faccia scivolare definitivamente di nuovo ai margini degli undici titolari".
Con alcuni rientri in condizioni precarie, come Lobotka, che potrebbe permettere a Elmas magari di alzarsi nella zona di Vergara, come credi Conte andrà ad ovviare alla sua assenza? Oppure punterà su Giovane, che è quello forse più di ruolo? "Io penso che sarà molto importante capire come partirà il centrocampo, perché su certe cose Conte la pensa così: quando sa di avere un centrocampo granitico nella fase difensiva, capace di gestire la situazione, allora può permettersi certe scelte. Non so se farà giocare McTominay dall’inizio, mi pare si fosse detto che aveva una mezza idea di farlo partire dalla panchina. Se hai un centrocampo forte – metti Gilmour e Gutiérrez, per esempio – allora puoi fare anche Santos, Giovane e Hojlund davanti. Se invece questo non è possibile, sappiamo che Elmas è il soldatino che lui preferisce e penso che lo avanzerà a sinistra per dare una mano anche in fase difensiva".
Quanto pesa la partita col Lecce nel contesto della classifica? "Io penso una cosa fondamentale: conoscendo Conte, questo non lo dimentica nessuno. Il Lecce ha fatto perdere scudetti… l’ho detto anche in altri interventi: a Roma e in altre partite particolari sono successe cose di questo genere. Non bisogna assolutamente adagiarsi, perché questa è la situazione classica in cui la classifica ti può far perdere un po’ di lucidità. Invece no: bisogna andare in campo con la determinazione che serve e permettere a quelli che stanno rientrando di tornare al top. Non dimentichiamo che ci sono ancora partite toste: quella col Milan, quella con il Cagliari. Quindi una specie di rodaggio, ma soprattutto attenzione alla classifica, perché può succedere di tutto".
Un altro ballottaggio è quello tra Gutiérrez e Spinazzola sulla sinistra. "Devo correggere: Gutiérrez è un grandissimo calciatore, punto. Al di là di quando sta bene. Se ci si punta negli anni può essere il degno sostituto di Spinazzola. In fase offensiva forse è meno produttivo, perché non ha il suo dribbling e il suo cross in corsa, ma in fase difensiva può essere impeccabile e ha qualcosa in più anche di Olivera. Se hai una mediana forte puoi permetterti anche tre giocatori offensivi davanti. Se non hai quell’equilibrio diventa difficile".
C’è chi dice: sì alla conferma di Conte, ma cambiando tutto lo staff atletico. Sei d’accordo? "Io sono d’accordo con il rinnovo di Conte, non fino al 2028 ma fino al 2030. Mandare a casa lo staff di preparazione mi pare impossibile, perché se vuoi Conte devi tenere anche il suo staff. Però quello che farei è un tavolo a tre con De Laurentiis per capire cosa è successo con la preparazione. I preparatori stanno diventando sempre più importanti come gli allenatori. Bisogna capire cosa è successo con i carichi di lavoro, con gli infortuni, con la prevenzione".
Sul mercato Conte ha perso centralità? "Non è questione di centralità. A gennaio è stato fatto quello che si poteva fare. Io però dico una cosa: senza fare grandi rivoluzioni, questa squadra con due o tre innesti mirati può migliorare molto. Bisogna soprattutto intervenire a centrocampo con due giocatori simili ad Anguissa o McTominay. Non puoi fare un campionato intero con solo tre interdittori a centrocampo, perché poi sei costretto ad adattare Politano, inventarti Gutiérrez e usare Mazzocchi in emergenza. Questo non va bene".