.

Futuro Conte, Ravezzani: "Il Napoli deve ripartire da lui, ma che Conte vuole tenere?"

di Antonio Noto

Fabio Ravezzani, direttore di Tele Lombardia, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in DAB o qui sul sito anche in video

Quella frase di Manganiello a Dumfries "Avete altri dieci minuti per andare a vincere la partita", tu come la interpreti?
"Ma no, io ho visto interpretazioni opposte. Ho visto gente che dice qui sta promettendo di far fare gol e altri che dicono sì, lo sta pure prendendo in giro, vuol dire solo nei piedi. Io credo che in quella situazione, quando tu hai davanti a te un giocatore che è molto su di giri, innervosito eccetera, una frase che ci può anche stare. Stai tranquillo, per ancora dieci minuti, se volete vincere la partita. Non ci vedo una malizia, né pro né contro. Invece ho visto che a Milano gli interisti l'hanno vista come una cosa contro l'Inter e dall'altra parte invece quasi come una promessa. In realtà se anche fosse stata una promessa poi su quel possibile calcio di rigore Manganiello prendeva una decisione contraria all'Inter. Quindi mi pare che tutto sommato non sia una cosa scandalosa".

Secondo te dove sono questi nove punti di distanza tra Napoli ed Inter quest'anno?
"Ma sai, sono nelle partite contro le medio piccole, in cui onestamente io ho visto solo due squadre avere sempre un netto sopravvento rispetto all'avversario medio piccole. Una è l'Inter, che le ha vinte praticamente tutte. L'altra è la Juve, che non ne ha vinte molte. Però sono due squadre in cui, vedendo come giocano, il modo di affrontare l'avversario, vedi che lo mettono sotto, proprio che hanno una forza trainante. Parlo della Juventus di Spalletti. Le altre, a cominciare dal Milan, passando anche per il Napoli, per arrivare alla Roma, hanno sempre avuto partite più equilibrate. Quindi i nove punti in più stanno in questo, cioè io raramente avevo visto come quest'anno una squadra, l'Inter, avere così un netto predominio contro tre quarti del resto del campionato. Poi, per fortuna, hanno perso gli scontri diretti e il campionato è stato un po' più interessante. Però la forza dell'Inter, secondo me, è quella che giustifica i nove punti in più".

Se l'Inter ha nove punti in più del Napoli, il Milan senza competizioni ha un punto in più degli azzurri, cos'è che il Milan però partiva da un ottavo posto. "Partiva da un ottavo posto, aveva venduto due giocatori importanti, Reijnders e Theo Hernandez. Aveva preso al posto dei giocatori un po' scommessa. Ha avuto la capacità di prendere Rabiot, ma non ha avuto la forza, che ha avuto il Napoli, di prendere Højlund, quando c'era la possibilità di farlo. Poi ha fatto anche delle cose strane il Milan, ha preso delle decisioni sul mercato che hanno lasciato tutti un po' perplessi. L'operazione Nkunku, l'operazione Yashari. Ci sta che si sbagli qualcosa, il Napoli ne sa qualcosa, prendiamo Lucca. Però sbagliare così tanto, secondo me il Milan, pur non avendo le coppe, non era così attrezzato per andare molto più lontano di dove è arrivato adesso".

Come vedi questa lotta Champions?
"Il Napoli è ancora più forte, non c'è dubbio, con il ritorno anche di molti titolari, con il fatto che non ha la Champions. Il Napoli da gennaio, uscito dalla Coppa Italia, uscito dalla Champions, può giocare una partita alla settimana. Quindi in realtà sta facendo metà del campionato come il Milan, mentre invece abbiamo visto che comunque la Juventus, l'Inter, la Coppa Italia, ancora qualcosa hanno tra i piedi. Quindi secondo me il Napoli finirà in crescendo".

Pensi che l'Inter abbia fatto una scelta sulla Champions?
"Ma sì, questa è la tesi di molti interisti. Io non ci credo molto perché se tu vuoi proprio escludere una competizione cominci a toglierti dai piedi la Coppa Italia allora. Stento a credere che tutto l'ambiente abbia detto dai usciamo che è meglio, mi sembrerebbe molto strano".

Il Napoli per essere più forte cosa deve fare?
"Deve ripartire dalla riconferma di Antonio Conte. Certamente abbiamo capito che sono pochi gli allenatori che fanno la differenza, per fare la differenza devi prendere Conte, Allegri, Spalletti. Il tema non è tanto tenere Conte, è che Conte vuoi tenere. Se Conte comincia con i suoi soliti distinguo, sì, no, forse, allora diventa complicato. Io invece spero che Conte impari che la faccia ce la devi mettere sempre, anche quando le cose vanno male. Non devi avere paura di perdere, perché se non hai paura di perdere nel medio e lungo termine vincerai. Napoli è una piazza che può anche accettare un anno che non va bene. Vuole però vedere una squadra che ci prova, un allenatore che ci crede, un ambiente unito. Questo secondo me è più importante ancora che vincere un campionato".

Gattuso è l'uomo giusto per l'Italia?
"Guarda, io sono dell'idea che il CT conti molto poco. Mancini vince un europeo e sembra il miglior allenatore del mondo, poi non si qualifica ai mondiali. Lippi vince il mondiale, poi esce ai gironi. Quindi Gattuso lì hanno voluto mettere più che un tattico uno molto carico, un motivatore. Poi alla fine basta una palla che va sul palo o un rigore sbagliato e cambia tutto".


Altre notizie
PUBBLICITÀ