Futuro Conte, Schira: "Ecco quando decideranno! Senza Champions sarebbe separazione"
Nicolò Schira, giornalista ed esperto di mercato, è intervenuto nel corso di "Napoli Talk" sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito o sulle app (qui per Iphone/Ipad o qui per Android): “Futuro Conte? Credo che le parti si siederanno a maggio, come da storia di Conte: è successo alla Juve, al Chelsea, all’Inter e immagino anche al Napoli. Si capirà se ci sono i presupposti per proseguire insieme, visto che c’è un contratto in essere, oppure se le scorie di questa stagione – problemi e infortuni – porteranno a valutazioni diverse. Quando hai 35 infortuni non puoi parlare solo di sfortuna: è evidente che qualcosa non ha funzionato e va analizzato”.
Quindi, al netto del contratto, tutto dipende dal bilancio di fine stagione?
“Sì, e soprattutto dal campo adesso. Il Napoli deve pensare a fare punti: è terzo, ma dietro stanno pedalando e perdere un giocatore a settimana impone grande attenzione. E aggiungo: senza Champions non ci sono i presupposti per ripartire insieme. Con la Champions, invece, a fine maggio si ragiona e si decide”.
Hai detto più volte che il Napoli al completo era da titolo. Lo confermi?
“Non ho cambiato idea: per me Inter e Napoli, con rosa al completo, erano superiori alle altre. L’Inter ha fatto il vuoto, il Napoli avrebbe potuto reggere quel livello e vivere un testa a testa. Ma se perdi per mesi Anguissa, perdi Lobotka a lungo, perdi Rrahmani, Lukaku di fatto non l’hai mai avuto davvero, De Bruyne si ferma dopo un mese o poco più… diventa tutto molto più difficile”.
E sugli episodi arbitrali di Bergamo?
“Il gol del 2-0 annullato resta ancora abbastanza inspiegabile. Però ormai è andata: devi ripartire, vincere a Verona – che è alla portata – e sperare che Roma e Juventus si fermino a vicenda, così guadagni punti su tutte e puntelli la posizione”.
Conte ha estimatori ovunque: ci sono stati contatti o sondaggi?
“Estimatori sì, è un allenatore di prima fascia. Ma tra stima e trattativa c’è differenza: oggi non siamo a livello di contatti concreti. In Italia, salvo colpi di scena, vedo il puzzle delle panchine abbastanza definito: la Juve, dai segnali che mi arrivano, è orientata al rinnovo di Spalletti; l’Inter mi risulta che rinnoverà Chivu; se la Roma va in Champions, a Gasperini devono fare una statua e non penso se lo lascino scappare”.
Più estero, quindi?
“Possibile. In Premier, per esempio, il Manchester United in passato aveva sondato Conte: non vincono il campionato da una vita e lui è uno specialista. Però ribadisco: oggi sono ragionamenti, non trattative”.
Capitolo McTominay: a che punto siamo?
“Il Napoli vuole blindarlo. È un giocatore fantastico, sta benissimo a Napoli e dalla Premier possono tornare alla carica, è normale. Ma il Napoli se lo terrà stretto: gli rinnoveranno e gli adegueranno lo stipendio, assolutamente meritato. Scade nel 2028: si dovrebbe andare verso il 2030 con opzione per il 2031. De Laurentiis su clausole e opzioni è un maestro: vuole avere sempre l’ultima parola”.
E Anguissa?
“Qui nelle ultime settimane è tutto più fermo, ma non per mancanza di volontà: è perché Anguissa è concentrato sul rientro. Ha avuto uno stop lungo, anche più del previsto, e la priorità è tornare in campo. Quando tornerà ad essere ‘la piovra’ che conosciamo, allora – tra tarda primavera e inizio estate – ci si siederà: l’idea del Napoli è blindarlo con un contratto più lungo e un adeguamento, anche per non ritrovarsi a un anno dalla scadenza e sotto pressione se arriva un top club”.