Garbo: "Allegri-Italiano agli antipodi! La scelta del Napoli mi stupisce"
Daniele Garbo, giornalista, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in DAB o qui sul sito anche in video: "La comunicazione oggi è completamente diversa rispetto al passato. Una volta si aspettavano i giornali del giorno dopo o il telegiornale sportivo, oggi invece ogni passaggio viene raccontato in tempo reale e questo dà l’impressione che ci sia grande confusione. Francamente credo che solo De Laurentiis sappia davvero cosa voglia fare. Stamattina, leggendo che Italiano aveva risolto col Bologna, ho pensato subito che fosse il passaggio preliminare per firmare col Napoli, poi però sono riemerse le voci su Allegri e quindi faccio fatica a capire cosa stia realmente succedendo”.
Che differenza ci sarebbe tra Allegri e Italiano?
“Parliamo di due allenatori agli antipodi. Italiano cerca il risultato attraverso il gioco, attraverso un calcio offensivo e aggressivo. Allegri invece è molto più pragmatico, bada soprattutto al risultato e meno all’estetica. Per questo mi stupisce che il Napoli possa essere indeciso proprio tra loro due. Sarebbe stato più logico un ballottaggio tra Italiano e De Zerbi, tanto per fare un esempio. De Laurentiis però ci ha abituato ai colpi di scena, quindi ormai non mi sorprendo più di nulla”.
Ti aspettavi la separazione tra Conte e il Napoli?
“Sì, non mi ha stupito. Conte nella sua carriera è rimasto tre anni soltanto alla Juventus, poi dopo il primo o il secondo anno è sempre andato via ovunque sia stato. Mi ha stupito invece la conferenza stampa finale, che ho trovato sinceramente imbarazzante. Soprattutto non si è capito bene con chi ce l’avesse. Quando parla di ambiente velenoso o di gente che rema contro, cosa intende? La stampa deve forse fare il tifo e basta? I giornalisti fanno il loro mestiere. Ho avuto la sensazione che lui abbia cercato un alibi per giustificare l’addio”.
Secondo te cosa è successo realmente?
“La mia impressione è che sia accaduto ciò che spesso succede nelle squadre allenate da Conte: al secondo anno i giocatori iniziano a non sopportare più certi ritmi e certi metodi. Lui probabilmente lo ha capito e ha preferito farsi da parte. Va detto però che con De Laurentiis c’è un rapporto di stima e amicizia importante e credo che si siano lasciati bene da quel punto di vista”.
Il Napoli esce ridimensionato da questa separazione?
“Per forza di cose qualcosa cambia. Conte è un allenatore che incide tantissimo sulle sue squadre, ha vinto uno scudetto ed è arrivato secondo l’anno successivo, che non mi sembra poco. Chi arriverà dopo dovrà reggere aspettative molto alte. Poi bisognerà capire che strategia avrà De Laurentiis sul mercato, se davvero vorrà abbassare il monte ingaggi e magari sacrificare qualche big”.
Che campionato è stato quello appena concluso?
“Un campionato sorprendente nel finale. Roma e Como meritano la Champions perché ci hanno creduto fino alla fine. Il Como forse è stata la squadra che ha espresso il miglior calcio a tratti, mentre la Roma ha avuto il merito di non mollare mai. Milan e Juventus invece hanno fallito clamorosamente. Mi ha colpito soprattutto il fatto che squadre senza obiettivi abbiano giocato fino all’ultimo con serietà. In passato certe partite erano molto più scontate. Da questo punto di vista il calcio italiano è migliorato”.
Come giudichi invece Milan e Juventus?
“La Juventus ha pagato soprattutto errori societari e di mercato. Spalletti è salito su un treno in corsa e non è riuscito a sistemare una squadra costruita male. Credo però che l’anno prossimo, con giocatori scelti direttamente da lui, tornerà competitiva. Il Milan invece vive una confusione enorme. Hanno mandato via tutti tranne Ibrahimovic, che da dirigente finora non ha dimostrato nulla. Hanno bisogno di ricostruire praticamente tutto”.