Garbo: "Kvara poteva risparmiarsi quelle parole, ma a Roma e a Napoli..."
Il giornalista Daniele Garbo è intervenuto su Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi seguire sulle app gratuite (scarica qui per Iphone o per Android), qui sul sito anche in video.
Sulle parole di Kvaratskhelia che a Le Parisien: "Io sono un po’ in conflitto di interessi, nel senso che io adoro Napoli, quindi mi riesce molto difficile non parlare bene di Napoli. Onestamente la frequento da molti anni, dai tempi di Maradona. È una città che amo da morire: mi piace tutto di Napoli, mi piace il clima, mi piace la gente, mi piace la cucina. Dopodiché però ognuno vive a suo modo queste situazioni. Io credo che in una città come Napoli, per un giocatore come Kvaratskhelia o per un giocatore come Higuaín, come i giocatori più importanti del Napoli, sia abbastanza complicato. Nel senso che immagino che quando vanno in giro vengano avvicinati, gli chiedano selfie, autografi e tutte queste cose qui. In una città come Parigi, come in una città come Londra ad esempio, tutto questo non esiste perché i giocatori non credo vengano fermati per strada. Sono città talmente grandi che non sono neanche riconosciuti addirittura. Londra soprattutto ha molte squadre di calcio, Parigi ne ha due, ma insomma il calcio si vive in maniera diversa. A Napoli, in Italia mediamente, ma a Napoli in particolare, si vive in modo molto più passionale, quindi è anche naturale che il rapporto con la tifoseria sia molto più ravvicinato, molto più intenso, se vogliamo anche molto più ingombrante. Però, ripeto, ognuno lo vive a suo modo. Ci sono giocatori che invece amano questo modo di vivere il calcio in città, i tifosi, la passione e così via. Ci sono altri invece che, per ragioni anche di carattere, evidentemente preferiscono essere più tranquilli. Non ci trovo nulla di strano in tutto questo".
Poteva anche essere più diplomatico? "Allora diciamo che per ragioni di opportunità poteva anche risparmiarsela. Però ti dico un’altra cosa: senza andare a Parigi o a Londra, anche a Milano, anche a Torino i giocatori vengono lasciati tranquilli, nessuno gli rompe le scatole più di tanto e così via. Da Roma in giù è diverso, perché anche a Roma un calciatore della Roma, Totti ad esempio, faceva fatica ad andare in giro per Roma quando giocava. Anche adesso, veramente. Mi raccontava Giannini che per lui era un incubo andare in giro per Roma e l’unico modo per farlo era mettersi un casco e andare in giro con la moto, perché non poteva andare in giro. Lo stesso Totti non poteva passeggiare per il centro di Roma perché veniva fermato da migliaia di persone in continuazione. Questa è la differenza tra la passione del centro-sud e, diciamo così, non l’indifferenza, ma l’equilibrio del nord. Milano e Torino sono città dove i giocatori non hanno grossi problemi: qualcuno li ferma, gli chiede un selfie e finisce lì. A Roma e anche a Napoli non lo puoi fare, perché vieni assalito da centinaia di persone. Questo è il problema vero secondo me".
Il Napoli con i rientri che per fortuna stanno arrivando può puntare anche a qualcosa in più della Champions League? Magari prendere il secondo posto al Milan? "Sì, perché no? Guarda, io ho sempre ritenuto che il Napoli fosse l’unica squadra che potesse contendere lo Scudetto all’Inter. Il problema è che ha avuto tanti di quegli infortuni che ovviamente è stato tutto più complicato. Però la forza di reazione della squadra è stata straordinaria, perché nei momenti di maggiore difficoltà sono sempre riusciti a rialzarsi e questo è un dato fondamentale. Ora, con il recupero graduale di tutti gli infortunati, il Napoli secondo me può tornare a pensare al secondo posto. Comunque sarebbe un risultato di prestigio, perché l’anno dopo aver vinto lo Scudetto non è automatico che tu lo rivinca in un campionato come quello italiano".
Questa mattina il Corriere dello Sport ha ricordato che De Bruyne è tornato con l’11% di massa grassa, una percentuale molto bassa. Un allenatore come Conte, quando ritrova dopo mesi un calciatore del genere, si rende conto del professionista che ha di fronte. "Assolutamente sì. Io mi ero meravigliato perché avevo letto nelle settimane scorse addirittura delle ipotesi fantasiose secondo cui lui non sarebbe più tornato a Napoli, che il rapporto fosse chiuso lì. Mi sembrava strano per un giocatore di grande personalità e di grande esperienza come De Bruyne. Secondo me per De Bruyne Napoli è un posto ideale per la sua fine carriera, perché a 35 anni possiamo parlare di fine carriera. È un posto straordinario perché lui è un giocatore del nord, quindi tendenzialmente freddo e distaccato. In una città come Napoli, che ti fa sentire il calore e la vicinanza, secondo me è il posto ideale perché può tornare a una seconda giovinezza".
Alisson Santos: è un giocatore che ha stupito anche per il prezzo. Il Napoli se lo riscatta lo pagherà circa 19 milioni tra prestito e acquisto definitivo. Questo dà valore anche all’operato di Manna? "Assolutamente sì, perché questa è stata una scoperta. Nessuno si aspettava che fosse già così pronto questo giocatore, che avesse tanta personalità. L’abbiamo visto: la voglia che ha di partecipare, chiede il pallone ai compagni. Leggevo stamattina un interessante articolo di Antonio Giordano della Gazzetta dello Sport che parlava del futuro del Napoli. Ci sono molti giocatori giovani che garantiscono un futuro molto bello al Napoli. Quindi, quando si dice se Conte rimarrà o non rimarrà, io non lo so. Nella sua carriera per tre anni di fila è rimasto solo alla Juventus. Ma se rimarrà avrà una buona base per ricostruire una squadra competitiva".
Come sta vivendo invece Sarri questa stagione alla Lazio? "Molto male. Ho visto anche le dichiarazioni di ieri, insomma in polemica con la società. Non so se rimarrà o no, ma credo che non rimarrà perché il rapporto con Lotito credo si sia sfilacciato. È difficile lavorare in una società come la Lazio con un presidente ingombrante come Lotito. Credo che Sarri si sia rammaricato soprattutto di avere avuto delle promesse che non sono state poi mantenute. La squadra purtroppo non è competitiva perché non sono stati fatti acquisti adeguati alle richieste dell’allenatore. Poi aggiungi la polemica tra il presidente e i tifosi che ha fatto sì che da qualche settimana lo stadio sia vuoto. È molto difficile gestire una situazione del genere, soprattutto nel paragone con i suoi anni a Napoli, con l’affetto e i cori dei tifosi".