Gazzetta, D'Angelo: "Neres? Poco pimpante già prima del cambio. Caviglia delicata..."
Vincenzo D'Angelo, giornalista de La Gazzetta dello Sport, è intervenuto nel corso de Il Bar di Tuttonapoli, trasmissione sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito, in auto col DAB Campania o sulle app gratuite (scarica qui per Iphone o qui per Android).
"È chiaro che, come hanno detto anche i giocatori e Stellini, queste sono partite che se non riesci a sbloccare diventano sempre più complicate col passare dei minuti. Subentrano nervosismo e voglia di strafare, e spesso manca lucidità. C’è poi un dato evidente: il Napoli quando gioca ogni tre giorni fatica. I “mediapunti” delle partite infrasettimanali sono molto più bassi rispetto a quando la squadra può preparare una gara in tre o sette giorni. Sono classifiche quasi opposte. Qui bisogna migliorare. Le assenze non sono un alibi, ma sicuramente pesano. Detto questo, dal Napoli visto da Riyadh in poi — contro Cremonese, Lazio e Inter — ho visto una squadra di grande personalità, qualità, idee e fame. Poi però nelle ultime due gare in casa, contro Verona e Parma, sono arrivati solo due punti su sei. Per una squadra che vuole lottare per lo scudetto, quattro punti persi così in casa sono troppi.
Lang ha contribuito al rilancio del Napoli post-Polonia: nel primo 3-4-3 o 3-4-2-1 c’erano Lang e Neres dietro a Højlund. Ha dato freschezza e imprevedibilità. Detto questo, dai suoi numeri e dalle prestazioni ci si aspetta molto di più. Alla presentazione disse: “Sono un giocatore che fa alzare il pubblico”. Ecco, in questi primi cinque mesi a Napoli nessun tifoso si è davvero alzato per Lang. Nelle ultime due partite — Verona e Parma — è stato oggettivamente sotto gli occhi di tutti: contro squadre chiuse, i suoi guizzi dovrebbero fare la differenza. Ieri di Lang ricordo solo un cross su calcio d’angolo, nessuna vera azione personale. Con Conte non regali nulla a nessuno: lo abbiamo visto anche con titolarissimi come Politano, rimasto fuori cinque partite di fila, o con Buongiorno finito ai margini. Devi dare sempre qualcosa in più del 100%. Lang è incostante per natura, lo era anche al PSV. A Napoli questo non te lo puoi permettere.
Su Lucca, purtroppo, gli indizi sono tanti. Quella giocata finale è stata la scelta peggiore e il pubblico non gliel’ha perdonata. Capisco la frustrazione: aveva mercato, ha voluto Napoli, Conte lo ha voluto. Però quando si infortuna Lukaku e tu nelle prime 2–3 partite non dai segnali di fame e cattiveria… a Sassuolo sbaglia un gol davanti alla porta, e la partita dopo Conte è quasi sconvolto in panchina per una scelta sbagliata sotto porta. Poi arriva un altro giocatore, buttato in campo a Firenze dopo mezzo allenamento, e fa una partita straordinaria. Evidentemente certi salti non tutti sono pronti a farli.
Neres? Ufficialmente è stato tolto per un fastidio, e noi ci atteniamo a quello. Però oggettivamente non mi è sembrato un Neres pimpante già prima del cambio: giocava quasi col freno a mano. La caviglia è delicata, soprattutto per un giocatore che fa strappi, cambi di direzione e dribbling. Però dalla sua reazione — sembrava sorpreso di uscire — e da quella di Di Lorenzo, che si gira verso la panchina, qualche dubbio resta. Se fosse stato un problema serio, Neres non sarebbe tornato in campo a fare le ripetute. Probabilmente ha bisogno di ritrovare brillantezza dopo giorni non al massimo dell’allenamento. Forse c’è anche un po’ di paura, ed è comprensibile".