Giuliani: "Sarri? Confronto col vecchio Napoli sarebbe pericoloso. Sogno Fabregas..."
Fulvio Giuliani, giornalista e direttore de La Ragione, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito, in auto col DAB Campania o sulle app gratuite (scarica qui per Iphone o qui per Android).
Cosa pensa dell’addio di Antonio Conte al Napoli?
“Credo che non ci fossero più le condizioni, innanzitutto per la sua volontà. Conte è un tecnico che conosciamo benissimo: non va mai oltre due anni. La società ha assecondato le sue richieste per due mercati consecutivi, ma immagino che non si possa continuare su quella linea per questioni di bilancio, contenimento dei costi e anche per alcune delusioni arrivate sul mercato. C’è poi una volontà di rinnovamento e ringiovanimento della rosa. Va riconosciuto che Conte rinuncerebbe a un contratto importante”.
L’ipotesi Juventus resta viva?
“Non me la sento di escluderla, visto quello che sta accadendo a Torino. Però lì entriamo nel campo delle ipotesi”.
Maurizio Sarri può essere l’uomo giusto per il dopo-Conte?
“Non parlerei di minestra riscaldata, perché i luoghi comuni mi danno fastidio. Però il problema è che il ricordo del Napoli di Sarri è così alto qualitativamente da diventare inevitabilmente un termine di paragone. Sarebbe impossibile evitarlo e io, francamente, me lo eviterei”.
Perché il ritorno di Sarri la lascia perplesso?
“Perché quel Napoli è rimasto nell’immaginario collettivo. Puoi dire che il calcio è cambiato, che Sarri è cambiato, ma il paragone tornerebbe sempre lì. Inoltre il saluto tra Sarri e il club non fu dei migliori. Tecnicamente sarebbe un percorso affascinante, soprattutto dopo due anni di Conte e di un calcio diverso, ma il ritorno mi lascia perplesso”.
Quanto sarebbe rischioso restare ancorati al Napoli dei 91 punti?
“Tantissimo. È il primo pensiero che fanno tutti. Quel Napoli non è più esistito, nemmeno quello che poi ha vinto lo scudetto. C’è fame di qualità dopo due anni di Conte, ma pensare che basti riportare Sarri per riprodurre quella magia sarebbe pericolosissimo”.
Il Napoli dovrebbe allora scegliere un allenatore diverso?
“Non c’è solo Sarri per proporre un calcio differente. Se si parla di Italiano, allora si può parlare anche di Fabio Grosso. Mi ricorda molto il Sarri dell’Empoli: un’idea di calcio e un progetto tecnico differente”.
Fabio Grosso sarebbe davvero pronto per il Napoli?
“Capisco le perplessità. Però anche Sarri arrivò dopo Benitez senza essere considerato un grande nome. Grosso lo faccio come esempio di modello calcistico e progettuale differente”.
Qual è il suo sogno per la panchina azzurra?
“Fabregas. Non ha ancora vinto, ma ha dimostrato di poter proporre un gioco di altissimo livello con giocatori buoni ma non straordinari. Allegri? “Se puoi arrivare ad Allegri, ci vai. Hai il nome, il carisma, l’esperienza, uno che mette in riga i giocatori con uno sguardo. Però sai già che giocherai in un certo modo”.
Il prossimo allenatore dovrà adattarsi anche alle strategie di mercato?
“Assolutamente sì. Il mercato dello scorso anno ha lasciato scorie pesanti. Alcuni investimenti importanti non hanno reso e questo pesa. Per questo Sarri e Allegri hanno un vantaggio: sono allenatori che, in genere, lavorano con quello che gli viene dato senza creare problemi”.