Hasa show, il telecronista che l'ha raccontato: "Partita mostruosa, senza senso!"
Luis Hasa, classe 2004, centrocampista della Carrarese in B ma di proprietà del Napoli, è stato autore di una prova super in campionato contro il Bari. La telecronista di Dazn era stata affidata a Giorgio Basile, intervenuto su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e sempre live, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in auto col DAB o qui sul sito anche in video.
Che tipo di prestazione e che tipo di percorso sta facendo Luiz Hasa in questa Serie B?
"Esatto, un campionato che sicuramente ti permette di crescere anche un po' più lentamente rispetto alla Serie A e Hasa sta crescendo in maniera esponenziale, mi ha veramente impressionato, ho commentato la partita, l'ultima contro il Bari, ha giocato una partita mostruosa. Noi abbiamo il gruppo dove dobbiamo segnalare magari tutte le giocate, tutte le prestazioni particolari al gruppo social che poi andrà a pubblicare le clip, come è successo. Ha pensato alla partita e ha detto: ragazzi, Hasa ha fatto una partita che non ha senso. Tra l'altro su un campo difficilissimo come quello di Bari, anche se il Bari sta vivendo una stagione molto complicata, però mi è sembrato veramente un giocatore completo. Avete parlato voi delle due giocate principali: la sventagliata di 50 metri sulla fascia opposta che crea l'1-0 e poi il classico del 2-0, che fa un dribbling nella propria metà campo tra due uomini, si fa tutto il campo e poi, dopo aver corso così tanto, ha anche la lucidità di aspettare il momento giusto per servire Buse che in quel caso fa 2-0. Giocate importanti da parte di Luis Hasa che si è calato fortemente nella Carrarese, ha avuto tanta fiducia."
Ti sorprende la mancata convocazione in nazionale per giocatori come Hasa ?
"Sì, c'è anche il discorso che comunque è un classe 2004, quindi era anche fuori tempo limite per essere convocato per l'U21, però a volte sì, ci sono delle scelte particolari. Adesso quelle di Gattuso sono un po' emblematiche, nel senso che ha spiegato bene anche lui come a volte si preferisca più il gruppo a magari un talento singolo e non so se sono d'accordo al cento per cento, soprattutto visto il momento, però diciamo che avranno entrambi modo. Se Hasa continua così non è da escludere nei prossimi anni una convocazione in nazionale maggiore, senza dubbio questo."
Rao del Bari: che tipo di giocatore è e quanto pesa non averlo visto prima in stagione?
"Sicuramente è un peccato non averlo visto nella prima parte di stagione, non hanno creduto molto in lui, né Caserta né Vivarini, invece Colombo ha trovato tantissimo spazio. Abbiamo parlato della prestazione non brillantissima nell'ultimo turno, lui comunque veniva da quattro gol nelle ultime quattro partite, stava giocando benissimo e di fatto è il fulcro del gioco del Bari: tutte le occasioni principali nascono da Rao. Per questo motivo la Carrarese con Calabro l'aveva preparata benissimo, c'erano sempre due uomini su Rao perché ovviamente era l'arma principale del Bari e hanno cercato di limitarlo così. Se sei un 2006 e inizi a essere raddoppiato allora vuol dire che stai facendo un lavoro importante."
Quanto può aiutarlo un’esperienza con il Napoli per crescere?
"Molto, perché ovviamente allenarsi con dei giocatori di così tanta qualità ti permette sicuramente di crescere e magari lavorare anche un po' sull'aspetto fisico, perché forse è un po' troppo leggerino per il campionato di Serie A che sappiamo ormai è sempre più fisico. Con queste due componenti è uno di quei giocatori che può diventare veramente importante e penso che anche con l'esempio di Bergara bisogna avere il coraggio di far giocare questi ragazzi. Io sono abituato a commentare la Liga e lì giocano veramente tanti ragazzi giovani del settore giovanile e hanno meno paura di lanciarli, penso sia arrivato il momento anche per noi."
Perché in Italia si fa più fatica a valorizzare i giovani rispetto ad altri paesi?
"Sicuramente da una parte è anche legato a un ciclo di giocatori, poi però c'è tutto il lavoro da fare nel settore giovanile e lì è il problema principale. Io non credo che il problema sia che i bambini non giocano più in strada, non penso che in Spagna giochino tutti per strada e in Italia no. Il problema è che purtroppo a volte gli allenatori anche nel settore giovanile pensano più alla propria carriera che a quello che permette ai ragazzi di crescere, cioè si pensa un po' troppo al risultato invece di far crescere tecnicamente i ragazzi. Magari tatticamente sono preparatissimi, e su questo in Italia non è mai mancata l'organizzazione, però si sta annullando completamente la tecnica dei giocatori individuali. Quanti sono i giocatori della nazionale capaci di saltare l'uomo? Purtroppo pochi e ci sta mancando questo. Ho letto anche un’intervista del responsabile del settore giovanile del Bodo Glimt che parlava di partite senza risultato per far divertire i bambini: in quel modo si sviluppa tutto il resto. È un discorso complicato, ma potrebbe essere una prima mossa gestire meglio gli allenatori del settore giovanile."
Chi vedi favorito per lo Scudetto tra Inter, Milan e Napoli?
"Difficile, perché ormai siamo nella parte finale della stagione e mancano otto partite. Sei punti sono tanti, sarebbe assurdo vedere l'Inter sprecare sei punti di vantaggio in otto partite perché a livello di rosa la considero una delle più attrezzate, nonostante il periodo non brillantissimo. Da esterno spero di vedere il campionato aperto fino all'ultima giornata, però penso sia molto difficile: dovrebbe quasi più perderlo l'Inter che vincerlo Napoli o Milan."
Se l’Inter dovesse fermarsi contro la Roma, Napoli-Milan può diventare decisiva?
"Eh sì, senza dubbio. È una sorta di semifinale per poi cercare di creare una finale con l'Inter e inseguirla. Può essere anche un vantaggio sapere il risultato dell'Inter in anticipo e poi giocarsi tutto in quel match. Certo che chi dovesse perdere quella partita sarebbe tagliato fuori dalla corsa Scudetto, è banale dirlo ma è così. Invece vincerla e portarsi a così pochi punti dall'Inter potrebbe creare un po' di ansia per la squadra di Chivu, che è bravissimo ma non ha troppa esperienza, e qualche incertezza nella gestione del momento potrebbe emergere. Questo è forse l'unico fattore che può mettere in dubbio l'Inter."