CdS, Gallo: "Polemica infortuni la innesca Conte! Visto con che faccia è andato in tv?"
Massimiliano Gallo, giornalista del Corriere dello Sport, è intervenuto nel corso di "Pausa Caffè" sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito o sulle app (qui per Iphone/Ipad o qui per Android): "Polemiche per gli infortuni? Questa polemica che oggi è nei fatti, perché il problema infortuni è davanti agli occhi di tutti, la innesca Conte, come quasi sempre avviene. Quando un allenatore va in tv rabbuiato, con quella faccia lì, e dice "io non sono il medico, chiedete ai medici perché io non so nulla dei calciatori", la polemica la crea lui. Secondo me non è neanche questione di ricamare: lui crea il caso, quindi il caso c’è. C’è per gli infortuni, che sono tanti e soprattutto muscolari, e c’è perché Conte risponde in maniera stizzita. Poi aggiungiamo che la comunicazione del Napoli su questo fronte è vaga, probabilmente per motivi di privacy, non lo so, ma è una comunicazione vaga, ricorda quasi quella dei Paesi sovietici quando c’era ancora il comunismo. Ci sono calciatori come Lukaku che giocano una finale di Supercoppa e poi spariscono. Il comunicato di oggi è strettamente clinico, medico, ma incompleto: non c’è una spiegazione. Nel 2026, se tu scegli di non comunicare, alla fine subisci la comunicazione. E poi questa cosa ti si ritorce contro".
Il dato sugli infortuni è impressionante: 153 partite saltate complessivamente dai calciatori del Napoli. Quanto incide questo sull’economia di una stagione?
"Incide in maniera pesante. Se poi pensiamo alla reazione di Spinazzola vista in tv sabato, anche i giocatori sono sconcertati. A un certo punto subentra anche la paura, il timore, perché non sai cosa può accaderti. Sulle cause io non so rispondere e non credo affatto che un allenatore faccia allenare i propri calciatori per farli infortunare, però qualcosa che non va c’è. Non si può parlare solo di sfortuna. Oltre alla sfortuna ci sono una serie di stranezze: lo stesso Neres ha seguito lo stesso percorso di Lukaku, entra col Parma, poi esce prima della fine e sparisce, non si sa più nulla. È una nube di mistero continuo".
Domani c’è la Champions: una partita fondamentale. Il Napoli rischia seriamente l’eliminazione.
"Sì, domani è una partita determinante. Un’eventuale sconfitta significherebbe praticamente essere fuori, ma anche col pareggio il Napoli sarebbe in grandissima difficoltà. E il Napoli finora ha perso col PSV, ha perso col Benfica, che è un lontano parente della squadra del passato, e al netto della sconfitta col City sta vivendo una Champions molto travagliata. È una stagione di grande tensione, in cui manca anche una direzione comunicativa. Il Napoli sembra confuso anche perché parla poco e parla male".
Il Napoli fa della comunicazione minima una strategia, ma non rischia di essere autolesionista?
"È una strategia che ci accompagna da tempo. Il Napoli fa parlare i fatti, spesso ha ragione, però ci sono momenti in cui basta poco: dire che Neres ha avuto una ricaduta, che starà fuori dieci o quindici giorni. Napoli è una piazza particolare, ma non è solo Napoli: ho visto fischiare Florentino Pérez al Bernabéu. A un certo punto tutto è concesso".
Sul mercato: se va via Lucca e potrebbe andare via anche Lang, qual è la strategia del Napoli?
"Secondo me Lang non è contento a Napoli e Conte non è molto soddisfatto di lui. Non ha fatto male, ma non ha reso quanto ci si aspettava. L’uscita di Lang dovrebbe portare a un altro esterno. Conte vuole cambiare le cosiddette riserve offensive, che sono una delle differenze principali dell’Inter di quest’anno. L’Inter non ha più Taremi e Arnautovic, ma ha Esposito e Bonni, ed è molto più forte".
Sterling al posto di Lang migliorerebbe il Napoli?
"In teoria sì, ma non credo che Sterling venga a Napoli. Costa troppo. Inoltre è un giocatore che ha bisogno di un periodo di adattamento. En-Nesyri invece è un attaccante di mestiere, ha giocato in tanti campionati, si fa sentire in area. Per carità, anche Lucca è un buon giocatore, ma Napoli è una piazza particolare, devi essere solido. Probabilmente Lucca paga anche il fatto di essere stato pagato tanto. Le aspettative erano altissime e l’atteggiamento non è stato quello giusto per integrarsi nell’ambiente".
Possiamo dire che il Napoli ha sbagliato qualcosa sul mercato estivo?
"Sì, il campo dice che qualche errore è stato commesso. E se dopo pochi mesi vai di nuovo sul mercato per Lang e Lucca significa che c’è stata anche un’autocritica interna. Il Napoli è un club che quando vuole sa coprire bene le proprie strategie, come dimostrano operazioni come McTominay o En-Nesyri, però il mercato non è una scienza esatta e quest’estate qualche errore è stato fatto. E oggi il Napoli ne sta pagando le conseguenze".