Gazzetta, Binda: "Non sono convinto che Conte resti, vuole fare altre esperienze"
Nicola Binda, giornalista de La Gazzetta dello Sport, è intervenuto nel corso di "Pausa Caffè" sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito o sulle app (qui per Iphone/Ipad o qui per Android): “È un ragazzo di talento, lo si era visto subito. Ricordo la prima giornata a Venezia, entrò e fece molto bene. Poi non ho capito perché sia stato utilizzato poco per un periodo, ma da quando ha trovato continuità si sta confermando. Sta incidendo in una categoria difficile come la Serie B e sta dando una mano importante al Bari, pur essendo molto giovane”.
Che tipo di giocatore è per chi non lo conosce bene?
“È un esterno offensivo che parte da sinistra, vede la porta e sa inventare. Non è ancora strutturato fisicamente come un top, deve mettere qualche chilo, ma senza perdere agilità. Ha qualità importanti: sa saltare l’uomo, sa segnare e ha personalità, tutte caratteristiche fondamentali per un attaccante moderno”.
Il percorso dei giovani in Italia resta complicato?
“In Serie B e in Serie C i giovani giocano di più anche per i contributi legati al minutaggio, quindi le società li valorizzano. In Serie A invece si pensa molto al player trading e spesso si preferiscono stranieri da rivendere. Non è vero che in Italia non ci sono talenti, ma hanno meno spazio e questo si paga”.
Che percorso dovrebbe fare Rao il prossimo anno?
“Dipende da cosa vuole fare il Napoli con i suoi giovani. Negli ultimi anni ne ha cresciuti diversi, ma spesso li tiene in rosa per completare gli allenamenti e poi giocano poco. Rao deve continuare a fare esperienza, magari un’altra Serie B di alto livello o una Serie A in una squadra di bassa classifica. Il salto diretto al Napoli sarebbe grande. Lo stesso discorso vale per Ambrosino, Vergara e altri: i ragazzi devono giocare, perché allenarsi con i grandi serve, ma le partite servono di più”.
Conte è l’allenatore giusto per valorizzarli? E resterà a Napoli?
“Non sono convinto che continuerà. I cicli di Conte sono sempre molto intensi e portano risultati, e infatti il terzo posto con tutti gli infortuni è un grande risultato. Però ho la sensazione che possa voler fare un’altra esperienza. Non credo alla Juventus, perché ha già fatto altre scelte, ma penso che le strade possano separarsi. Poi dipenderà dal progetto: se il Napoli gli presenterà un piano importante può restare, ma oggi lo vedo più lontano che vicino”.
Hai intervistato Insigne: ti è sembrato pentito della scelta di andare a Toronto?
“Un po’ sì. I soldi sono importanti, ma non sono tutto. Secondo me se fosse rimasto in Europa avrebbe avuto più soddisfazioni. Non è che guadagnasse poco prima, era già ricco e affermato. In Canada ha guadagnato di più, ma professionalmente non ha avuto lo stesso ritorno. Il Napoli gli è rimasto nel cuore e il rimpianto di non aver vinto lo scudetto da protagonista ce l’ha. Quando mi ha parlato del San Paolo e della fascia da capitano si capiva che quelle emozioni non hanno prezzo”.