Gazzetta, Giordano: "Per lo Scudetto serve più di un miracolo! Il Napoli non gioca bene..."
Antonio Giordano, giornalista de La Gazzetta dello Sport, è stato nostro ospite su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e sempre live, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in auto col DAB o qui sul sito anche in video: “Per vincere questo campionato serve qualcosa di più di un miracolo, serve proprio il miracolo intero. Sette punti sono tanti e se ci crede il Napoli può crederci anche il Milan. Tutto si deciderà nelle prossime due settimane: se l’Inter supera le difficoltà contro Roma e Como è fatta, se invece non le supera allora può succedere qualsiasi cosa. In questo momento siamo in una situazione sospesa, perché l’Inter non sembra brillantissima e il Napoli vince partite importanti ma non sempre convincenti”.
Il Napoli può continuare a vincere giocando come nelle ultime gare?
“Non credo. Contro Bologna, Lazio o Como non basta quello che si è visto a Verona, Lecce o Cagliari. Il Napoli ha bisogno di ritrovare consistenza tattica, oltre a quella tecnica. Pensare di vincere sempre 1-0 o 2-1 al 95’ è difficile, perché allora tutto può valere anche per l’Inter. Chi ha sette punti di vantaggio è in una posizione di comfort, ma allo stesso tempo sente la pressione perché sa di non essere al massimo”.
Le difficoltà dell’Inter possono riaprire davvero il campionato?
“Gli indizi ci sono. Il rendimento recente, la fatica in Champions e il fatto che questa squadra non abbia fatto una preparazione normale pesano. L’Inter è passata dal Mondiale per club al tour estivo senza fermarsi e adesso può pagare qualcosa anche mentalmente. Ieri ho visto una squadra che ha costruito poco e ha sfruttato soprattutto errori della Fiorentina. Se sta così, qualche problema c’è”.
Battere il Milan può chiudere il discorso Champions?
“Sì, assolutamente. Oggi il Napoli è già vicino, ma se batte il Milan è dentro. A quel punto dovresti crollare clamorosamente per uscire dalle prime quattro e non mi sembra da squadra di Conte. E poi, se accorci ancora sull’Inter, la pressione si sposta tutta su di loro. A cinque punti è una cosa, a quattro diventa un’altra storia”.
Che storia sarebbe una rimonta da meno 14?
“Sarebbe incredibile, ma non mi piace giocare sulle ipotesi. Le grandi imprese si raccontano quando accadono, non prima. Nella storia dello sport abbiamo visto rimonte impossibili, ma creare aspettative adesso non ha senso. Se succederà, troveremo le parole per raccontarlo”.
Ti chiedo anche del murale e delle polemiche per l’esclusione di Ferrara.
“Su queste cose si può discutere per anni senza trovare una soluzione. Sono solo undici volti per cento anni di storia, qualcuno resterà fuori. Però io sto con Ferrara: è stato il napoletano più vincente della storia del Napoli e non può essere escluso per la rivalità con la Juventus. Tra l’altro la sua cessione servì anche a salvare il club in un momento difficile. Non possiamo continuare a ragionare con logiche di rivalità eterna”.
Il problema è il criterio scelto?
“Esatto. Se metti Zoff, che è stato due anni a Napoli, allora perché non Cannavaro? Perché non Higuain, che ha il record di gol? Perché non Vinicio, che ha fatto la storia? La soluzione è semplice: lo stadio è grande, si facciano altri murales. La storia del Napoli non può stare dentro undici nomi, deve avere spazio per tutti”.