Gazzetta, Malfitano: "Critiche incomprensibili! Il 2° posto è un gran risultato"
Salvatore Malfitano, giornalista de La Gazzetta dello Sport, è stato nostro ospite su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e sempre live, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in auto col DAB o qui sul sito anche in video: “Credo sarà una partita in cui il peso degli obiettivi farà la differenza. Il Napoli è ancora pienamente in corsa per la qualificazione in Champions League, che potrebbe anche diventare matematica con una serie di risultati favorevoli. Dall’altra parte c’è un Bologna che ormai non ha più grandi ambizioni di classifica e che probabilmente è arrivato alla fine di un ciclo. Paradossalmente il più motivato potrebbe essere proprio Vincenzo Italiano, che a Fuorigrotta spesso ha fatto bene”.
Si è parlato molto del rendimento di Hojlund. Dove sta il problema?
“Secondo me bisogna essere onesti. Hojlund non è mai stato un attaccante da 25 gol a stagione. Anche a Bergamo e al Manchester United è sempre rimasto dentro un certo range realizzativo. Chi l’ha preso doveva sapere questo. Poi è vero che a Napoli ha avuto maggiore continuità, ma il problema è più ampio: il Napoli quest’anno ha faticato a trovare una sua identità definitiva”.
In che senso?
“Dal punto di vista tattico i principi sono chiari, ma non sappiamo ancora quale sia davvero l’undici tipo di Conte. Se oggi chiedessimo al tecnico quale sia la sua formazione ideale con tutti a disposizione, probabilmente non avremmo una risposta univoca. Difesa a tre, difesa a quattro, due esterni alti o meno: gli infortuni hanno inciso tantissimo”.
Con il ritorno di Di Lorenzo possiamo aspettarci qualche esperimento tattico?
“Francamente no. Non credo agli esperimenti in questo momento della stagione. Il Napoli deve chiudere bene il campionato e blindare il secondo posto. Sarebbe importante sia per il prestigio sia per l’immagine internazionale del club”.
C’è chi storce il naso davanti a questo secondo posto…
“Io sinceramente non capisco queste critiche. Non dico che vada festeggiato come uno scudetto, ma sarebbe comunque un grande risultato. Poi è normale resti un po’ di frustrazione pensando a dove sarebbe potuto arrivare questo Napoli senza tutti gli infortuni avuti durante l’anno”.
Quanto conta chiudere secondi e non quarti?
“Conta tantissimo. Conte dice che secondo o quarto posto cambiano poco perché entrambi portano in Champions, ma io non sono d’accordo. Arrivare dietro all’Inter è un conto, chiudere dietro altre squadre sarebbe diverso. Il Napoli deve fare almeno sette punti nelle ultime tre partite”.
Sul futuro di Conte e di Manna cosa filtra?
“Per ora siamo ancora nel campo delle voci. Sicuramente ci sarà un confronto tra De Laurentiis e Conte per definire il progetto futuro. Conte rappresenta una garanzia: ti assicura stabilità e competitività. Cambiare allenatore oggi sarebbe un rischio importante”.
E se Conte andasse via?
“In quel caso io finalmente vorrei vedere Vincenzo Italiano sulla panchina del Napoli”.
Ti convince il lavoro fatto dal tecnico del Bologna?
“Assolutamente sì. Ha dimostrato di saper gestire squadre non costruite per affrontare più competizioni. Con la Fiorentina ha raggiunto finali europee, col Bologna ha fatto un percorso importante in Europa League e ha vinto la Coppa Italia. Sono risultati di grande valore”.
Un’ultima battuta sui giovani azzurri Rao e Hasa?
“Sono due profili molto promettenti, soprattutto Hasa, che Conte ha sempre apprezzato molto. Però bisognerà capire chi sarà l’allenatore del Napoli il prossimo anno, perché la gestione dei giovani cambia molto in base alla guida tecnica. Mi auguro però che il Napoli inizi davvero a investire con maggiore convinzione sul proprio settore giovanile”.