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Prime Video, Ragusa: "Che macchia! Ma ora si può ripensare allo Scudetto"

di Pierpaolo Matrone

Samuele Ragusa, giornalista di Prime Video, è intervenuto nel corso di "Pausa Caffè" sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito o sulle app (qui per Iphone/Ipad o qui per Android): "Parto dalle cose positive: un Maradona incredibile per ambiente, calore e affezione. Il popolo ha sentito che c’era bisogno del dodicesimo uomo, come recitava anche la coreografia, e lo ha dimostrato. Sembravano tredici gli uomini in campo per quanto si è fatto sentire lo stadio. Resta però il rimpianto più grande della stagione, perché il Napoli non ha perso la qualificazione ieri: l’ha persa prima, con lo 0-0 contro l’Eintracht e con il pareggio di Copenaghen. Quei due punti dovevano arrivare. Uscire da una league phase che prevedeva il passaggio di 24 squadre è una macchia non piccola. Paradossalmente ieri il Napoli ha fatto forse la miglior partita di questa Champions: la reazione dopo il gol, che poteva tagliare le gambe, non si vedeva da tempo in Europa. Ha tenuto il campo contro un Chelsea che ha stelle capaci di cambiare la partita. Poi la tenuta fisica e la rosa corta si sono fatte sentire: al sessantesimo è iniziata un’altra partita, il Chelsea l’ha ripresa in mano e il Napoli ha provato con le unghie e con i denti a restarci dentro senza riuscirci, anche per due giocate da fuoriclasse di Joao Pedro. Decisivo l’ingresso di Cole Palmer, che avevamo indicato già alla vigilia come principale riferimento offensivo".

Dalla tribuna si è notata la differenza anche nelle panchine: nel Napoli si scaldava solo Gutiérrez. Questo ha inciso sull’andamento del secondo tempo?
"Incide eccome. Il Chelsea ha inserito giocatori come Garnacho, Cole Palmer e Chalobah, che in questo momento a Napoli sarebbero titolari. Gli infortuni sono un tema reale e la rosa corta non è solo un alibi ma un dato di fatto: pesa sul rendimento altalenante e sulla scarsa concretezza negli ultimi 20-25 minuti. I titolari hanno fatto un’ottima gara, poi subentrano stanchezza e riserve. Lukaku forse poteva dare qualcosa in più, ma è un giocatore che ha bisogno di tempo per ritrovare la forma: il fatto che stia giocando gli ultimi 20 minuti è già una buona notizia. Bisogna ripartire da queste piccole certezze per dare fiducia a squadra, allenatore e tifosi in vista di un finale di stagione ancora tutto da vivere, tranne la Champions che purtroppo è andata".

Sul mercato si parla anche di Sulemana dell’Atalanta: è il profilo giusto per il Napoli di Conte?
"Servono innanzitutto rinforzi numerici, perché le uscite sono state tante e forse anche azzardate: cedere Lucca e Lang in un momento così delicato pesa, perché anche ieri Lang avrebbe potuto dare una mano e alleggerire i titolari. In questo momento qualsiasi nome è un nome buono, basta che arrivi. Sulemana è un ottimo giocatore per il ruolo che andrebbe a coprire: permetterebbe a Elmas di muoversi con più libertà, con un inseritore di grande sprint e qualità. Sarebbe in linea anche con il profilo di Vergara, che sta diventando un piccolo idolo dei tifosi: due giocatori di gamba e di strappi, più di velocità che di pura tecnica, anche se ieri Vergara ha mostrato qualità importanti. Sarebbe un innesto utile perché libererebbe Elmas, che oggi gioca praticamente ovunque".

Guardando al campionato: scudetto discorso chiuso o con una partita a settimana si può sperare?
"Paradossalmente ieri il Napoli si è fatto anche un favore: con la vittoria del Chelsea l’Inter è uscita dalle prime otto e dovrà passare dai play-off, quindi avrà due partite in più in Champions. È un bicchiere mezzo pieno perché quelle gare peseranno sulle gambe e sulla testa, soprattutto se ci sarà una trasferta come Bodø: non è dietro l’angolo, tra viaggio, clima e difficoltà ambientali. Anche un eventuale Benfica non sarebbe semplice, e Lisbona è sempre una battaglia. In ogni caso queste due partite in più dell’Inter possono incidere nello sprint finale. Il Napoli deve ritrovarsi per provare a ripartire e rialzarsi: la stagione è ancora lunga e va vissuta fino in fondo".


Samuele Ragusa a Pausa Caffè
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