Radio Serie A, Pappadà: "Per valori Napoli e Inter si equivalgono, Milan più dietro"
Raffaele Pappadà, radiocronista di Radio/Tv Serie A, è intervenuto nel corso di 'Napoli Talk', trasmissione sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito, in auto col DAB Campania o sulle app gratuite (scarica qui per Iphone o qui per Android): “Di pancia ti direi che mi è piaciuto di più il Napoli dello scudetto, perché vincere un campionato è qualcosa di straordinario. Però quello di quest’anno va contestualizzato: tra infortuni, assenze e impegni europei ci sono stati troppi fattori che hanno complicato la stagione. Nonostante tutto il Napoli sta tenendo un ritmo da grande squadra e questo, se verrà confermato nelle ultime giornate, dovrebbe portare alla qualificazione in Champions, che per una rosa del genere resta l’obiettivo minimo”.
Inter e Milan sono più forti del Napoli?
“Il Milan no, secondo me il Napoli è più forte della squadra rossonera. Ha una rosa più completa, con più alternative e tanta qualità in attacco. Con l’Inter invece siamo lì: le due squadre sono più o meno equivalenti, ognuna ha qualcosa in più in alcuni reparti”.
Le difficoltà di questa stagione potrebbero convincere Conte a restare e riprovarci con la rosa al completo?
“È difficile dirlo. Ne discutiamo spesso anche a Radio Serie A e non è facile capire cosa succederà. Da una parte penso che Conte potrebbe anche decidere di fermarsi per un anno, dall’altra negli ultimi tempi mi ha già sorpreso più volte. Anche la sua permanenza a Napoli dopo alcune tensioni con De Laurentiis è stata un colpo di scena, quindi oggi sono davvero nel dubbio”.
Che sensazioni ti trasmette Conte in questo momento?
“Lo vedo molto coinvolto. Basta guardare il linguaggio del corpo, l’esultanza dopo il gol di Højlund contro il Verona: è il segnale di un allenatore completamente dentro la stagione. Quel gol è stato pesantissimo, perché con il calendario che ha il Napoli perdere punti avrebbe complicato tutto. Anzi, tolti i gol della finale di Supercoppa, quello di Lukaku rischia di essere il più pesante dell’intera stagione”.
Nel Salento Conte è ancora una figura divisiva?
“Sì, è una figura molto divisiva. Chi lo ama lo fa in modo totale, chi lo critica lo fa con altrettanta forza. Il rapporto con Lecce è complicato anche per alcuni episodi del passato, come l’esultanza con la Juventus dopo un gol segnato da ex. Però c’è anche una parte di tifoseria salentina molto orgogliosa di lui, perché resta uno degli allenatori più importanti al mondo”.
Conte ha detto di aspettare che i giocatori gli dicano di essere pronti. Il Mondiale può condizionare qualcuno?
“Succede più spesso di quanto si pensi, anche a livello inconscio. Il Mondiale è la massima aspirazione per un calciatore: da bambino sogni di vincere trofei con i club, ma la Coppa del Mondo è qualcosa di unico. È possibile che qualcuno gestisca il recupero con più cautela pensando a quell’appuntamento”.
De Bruyne potrebbe già tornare tra i convocati contro il Torino.
“Sarebbe una bellissima notizia. Il Napoli sta recuperando giocatori importantissimi come De Bruyne e Anguissa, e questo può incidere molto nel finale di stagione. Sono stati grandi assenti dell’annata e il loro rientro può dare ulteriore qualità e fiducia alla squadra”.
Che Torino ti aspetti al Maradona?
“È una squadra difficile da decifrare. Lo era già con Baroni e lo è anche adesso dopo il cambio in panchina. Con D’Aversa ha vinto subito e questo ha riportato serenità, perché la classifica iniziava a diventare complicata. Il paradosso è che quest’anno il Torino ha anche più talento offensivo rispetto al passato, con giocatori capaci di saltare l’uomo. Però resta una squadra che vive in un limbo, e in questa stagione è anche al di sotto delle proprie potenzialità”.