Sportitalia, Credendino su Politano: "Una sua caratteristica gli ha svoltato la carriera"
Vincenzo Credendino, giornalista di Sportitalia, è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi vedere qui sul sito o ascoltare sulle app (qui per Iphone o qui per Android) ed in auto col DAB.
Politano sembra vivere una seconda vita da quinto a destra: quanto è cambiato il suo ruolo?
"È sicuramente uno di quei profili che hanno caratterizzato la storia recente del Napoli. In qualche occasione si è preso meno con qualche allenatore, con Gattuso invece il rapporto resta costante, va aggiunta quella che è stata un'ulteriore sua caratteristica che gli ha permesso di prolungare in qualche modo, ma soprattutto anche svoltare ulteriormente la sua carriera, quell'abilità di diventare non solo un esterno d'attacco, quale si è sempre prestato, ma anche un tornante a tutta fascia oggi merce molto rara, che si va a coniugare con capacità di lettura difensiva oltre a quella che è la fase offensiva, e non è un caso quindi che calciatori come lui, facciamo anche l'esempio di Perisic, continuino la loro carriera anche grazie a questa capacità di adattamento a quelli che sono i concetti del calcio che cambiano."
Ti aspetti cambi in difesa per la prossima partita dell’Italia?
"Credo che si affiderà Gattuso a quelli che sono gli uomini che gli danno più certezza, non mi aspetto tanti cambi, almeno che non ci siano defezioni dal punto di vista fisico, anche perché con la Bosnia entra in gioco un fattore ambientale importante, qui parliamo di un contesto dove servono i cosiddetti attributi, dove i calciatori devono dimostrare di sapersi calare in certi contesti e tenere presente quello che è importante, cioè uscire a fare la propria partita senza lasciarsi trascinare da fattori esterni, nella consapevolezza che ci sono ottime individualità nella Bosnia ma anche nella consapevolezza di chi è l'Italia, e ultimando quello che è un processo che con l'Irlanda del Nord ha mostrato forse il difetto principale da correggere, cioè una squadra che all'inizio sembra soffrire una certa ansia e fatica a imporre il proprio ritmo, sbloccando le partite sempre nel secondo tempo."
L’Italia soffre più un problema mentale o tattico?
"Dal punto di vista tattico non vedo grandi alternative, mi spiego meglio, ci sono interpretazioni diverse del ruolo ma non vedo nelle convocazioni calciatori che possano offrire una concreta alternativa per cambiare sistema, hai solo Politano come esterno puro, quindi mi aspetto variazioni ma sempre all’interno dello stesso canovaccio, magari lavorando sulla doppia punta, ma senza stravolgimenti tattici."
La Bosnia può mettere in difficoltà l’Italia?
"Non mi è sembrato che l’Italia abbia tante soluzioni dal punto di vista tattico, è una squadra che nel possesso fatica a trovare sbocchi anche contro avversari non irresistibili, quindi necessita di ampliare le soluzioni offensive, per quanto riguarda la Bosnia magari non conosco tutto dal punto di vista tattico ma ci sono individualità interessanti, non solo Dzeko ma anche altri profili di valore che possono creare difficoltà."
Che idea ti sei fatto del caso Lukaku?
"Onestamente non so dirvi con certezza se rientrerà a Castel Volturno, possiamo immaginare scenari, è chiaro che c'è stato un tentativo di diplomazia da parte del suo entourage che però non ha prodotto gli effetti sperati, si è provato a far capire che Lukaku ha l'esigenza di curarsi tenendo conto delle necessità del Napoli e della nazionale belga, ma è una posizione debole, è più facile che si vada verso una multa che dia un segnale, poi bisognerà capire gli scenari successivi, considerando anche che Conte rientrerà e potrà dare un indirizzo alla questione."
Questo caso può influire sullo spogliatoio del Napoli?
"Complicato dirlo, però il Napoli ha dimostrato di avere un gruppo di professionisti seri, poteva sfaldarsi in più momenti della stagione e non è mai successo, le difficoltà sono state altre e non legate alla disunione dello spogliatoio, quindi direi di no, anche perché il rientro degli infortunati e di altri giocatori può aumentare le soluzioni e rafforzare il gruppo, e spesso avere più alternative permette anche di sorprendere gli avversari, quindi vedo più elementi positivi che negativi nonostante il caso Lukaku."
L’esperienza degli allenatori può fare la differenza nel finale di stagione?
"L’esperienza conta, ma non è solo quello, Allegri ha dimostrato che conta anche la capacità di conservare un’identità, una stabilità di gruppo, il Milan magari non è entusiasmante ma è difficile da battere, quindi nel finale pesano i valori dei calciatori ma anche quelli degli allenatori, forse ancora di più, perché c’è meno tempo e i dettagli fanno la differenza, e spesso sono proprio gli allenatori a incidere su questi dettagli."
Quanto è stato determinante Conte per il Napoli?
"Senza Conte non so se il Napoli avrebbe vinto lo scudetto, anzi si può anche togliere il dubbio, però allo stesso tempo resta senza risposta adeguata il tema degli infortuni, che siano responsabilità dell’allenatore o dello staff, è un aspetto su cui bisogna intervenire, ma resta il fatto che lo scudetto è stato sicuramente targato Conte."