.

Iannone: "Basta con la guerra al VAR! Le polemiche sul 2-0 del Napoli...."

di Arturo Minervini

Antonio Iannone, ex arbitro, è intervenuto nel corso del Bar di Tuttonapoli  sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito, in auto col DAB Campania o sulle app gratuite (qui per Iphone o qui per Android): "

Negli ultimi anni il lavoro dell’arbitro è cambiato molto, soprattutto con l’introduzione della tecnologia e del VAR. Doveva ridurre le polemiche, invece sembrano aumentate. Qual è il suo punto di vista?

"Bisogna restare sui fatti e sui numeri. La tecnologia e il VAR hanno portato senza dubbio un grande miglioramento, sia in termini di efficienza che di trasparenza. Oggi, pur in presenza di errori che fanno parte del percorso di crescita, si riesce a comprendere meglio cosa accade in campo e spesso si è riusciti a ristabilire la verità sul terreno di gioco. Non è sempre successo, ma il quadro complessivo è migliorato Il vero problema, però, è la serenità degli arbitri, che oggi è piuttosto bassa. Pressioni e polemiche continue incidono molto sull’aspetto psicologico di chi va in campo".

Quanto pesa l’instabilità all’interno dell’Associazione Italiana Arbitri?

"Negli ultimi quattro anni, dal 2021 a oggi, il designatore Rocchi ha lavorato con tre diversi presidenti AIA: Trentalange, l’interregno Pacifici e l’attuale presidente. È una situazione anomala. Se torniamo indietro, dal 2010 al 2021, c’era un solo presidente, Marcello Nicchi. La continuità di guida è fondamentale perché garantisce serenità a tutti: organi tecnici, commissioni e arbitri. Senza stabilità, cresce la confusione e diventa più difficile gestire anche le pressioni provenienti dal mondo del calcio e dai club".

C’è la sensazione che i giovani arbitri di oggi siano meno affidabili rispetto a quelli del passato. È solo un problema mentale o anche tecnico?

"A livello tecnico c’è ancora tanto da lavorare. Rocchi, come capo della CAN A e B, può selezionare solo tra gli arbitri che arrivano da determinati percorsi. Le commissioni di A, B, C e D per anni hanno lavorato a compartimenti stagni, senza una vera condivisione delle scelte con l’organo tecnico superiore. Questo significa che quando un arbitro arriva in Serie A o B, Rocchi deve lavorare con materiale che non ha contribuito a formare direttamente. Questo rallenta il processo di crescita e crea differenze di valutazione tra una commissione e l’altra".

Veniamo a Lazio-Napoli. Che giudizio dà sulla direzione di gara di Massa e sugli episodi più discussi?

"Sul calcio di punizione da cui nasce il gol del Napoli, bisogna evitare di disumanizzare il calcio. L’arbitro, dalla sua posizione, ha valutato quella giocata come fallosa. Non si tratta di un’azione immediata che porta al gol, ma di una sequenza lunga: fallo, punizione, traversone, colpo di testa. Stressare eccessivamente questi concetti significa fare un cattivo uso del VAR".

E sui due cartellini rossi nel finale?

"Decisione corretta. Massa voleva spegnere subito la tensione con i cartellini gialli, ma la situazione è degenerata anche a livello verbale. A quel punto il colore del cartellino cambia inevitabilmente. È una gestione giusta per evitare che la partita degeneri ulteriormente".

Un commento sul gol annullato a Scamacca?

"Da appassionato di calcio, fa male non vedere convalidata quella rete. Così come non condivido le polemiche sul gol di Scalvini, che a mio avviso è regolare: il portiere perde il tempo di gioco e il colpo di testa è corretto".

Conclusione 

"Il VAR deve essere utilizzato sempre di più, ma solo per episodi chiari ed evidenti. Altrimenti si rischia di trasformare il campo in una mobiola permanente, che è un’altra cosa rispetto all’aiuto tecnologico pensato per migliorare il gioco".


Antonio Iannone al Bar di Tutto Napoli
Altre notizie
PUBBLICITÀ