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Il match-analyst Balbinetti: "Napoli tatticamente dipendente da McTominay"

di Antonio Noto

Luca Balbinetti, match-analyst, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in DAB o qui sul sito anche in video: "

Com’è cambiato il Napoli senza il “Fab Four” e con un assetto diverso, soprattutto nei risultati e nell’approccio contro la Cremonese?

"Sì, la differenza ovviamente è notevole. Io in questo comunque mi sento di fare i complimenti ad Antonio Conte, perché anche la scorsa stagione ha dovuto fare a meno per infortuni, ma anche per la cessione a gennaio di Kvaratskhelia, quindi ha cambiato tante volte il Napoli. Anche in questa stagione è stato resiliente, è riuscito comunque a trovare sempre la quadra, è riuscito sempre a trovare lo spunto tattico giusto per esaltare anche dei giocatori che in quel momento erano in forte forma. Ad esempio c’è stato Hoylund, Neres che hanno dominato un po’ il periodo invernale e lui è riuscito a metterli sempre nelle condizioni migliori, cercando anche di sacrificare magari in qualche modo qualche giocatore. Qui mi allaccio a ciò che dicevi, perché secondo me tutto ruota intorno a McTominay, alla sua grandissima capacità di riuscire ad avere più funzioni. Parliamo sempre dei calciatori moderni, delle funzioni: non conta più il ruolo ma conta quello che viene chiesto a un calciatore. Ecco, McTominay sta facendo molto bene tante funzioni, è un incursore eccezionale, riesce ad inserirsi senza palla in maniera incredibile, ma è anche un incontrista, è anche un costruttore, perché come hai detto bene tu in questo momento Antonio Conte lo sta usando anche da costruttore molto basso. Anche all’inizio della stagione McTominay tante volte ha iniziato l’azione con l’assenza di Lobotka e anche di Gilmour, quindi tutto il Napoli secondo me è tatticamente dipendente da un giocatore che per me è straordinario proprio nella sua capacità di adattarsi a qualsiasi funzione e non solo ruolo."

Quanto è stato importante il contributo di Rrahmani e il miglioramento nella costruzione dal basso?

"Sì, mi sento di essere assolutamente d’accordo. Io credo che comunque, al di là di alcune difficoltà in alcune partite, la costruzione del Napoli sia stata, nonostante nella maggior parte dei casi dei braccetti che non hanno nella gestione dal basso tecnicamente il loro punto di forza, comunque efficace. Il Napoli con la grande capacità tattica di spezzare in qualche modo la squadra in due, riuscire sempre a far arrivare il pallone dal basso al giocatore chiave in quel momento, ripeto: in alcuni momenti della stagione è stato McTominay, in altri Neres, in altri Højlund, in questo momento ovviamente Kevin De Bruyne. Io credo che il Napoli abbia comunque sempre gestito molto bene la costruzione, con le idee chiare, cioè facendo nella maggior parte dei casi arrivare il pressing degli avversari per poi andare a scavalcarlo, che rientra anche molto bene nel calcio diretto inteso da Conte. Quindi la costruzione, anche con queste difficoltà come hai sottolineato tu, per esempio contro la Lazio e contro il Parma, rimane un tassello importantissimo del Napoli di Conte. Credo che avere l’alternativa tecnica a un giocatore come Lobotka all’interno di una partita sia anche lo specchio di un centrocampo che qualitativamente probabilmente non ha uguali ed è all’altezza delle grandissime squadre d’Europa, ovviamente quando è completo."

Cosa aggiunge Alisson Santos al Napoli e quali alternative offre dal punto di vista tattico?

"Hai detto benissimo. Guarda, io sono innamorato, lo dico subito: secondo me, se non sbaglio, il Napoli per 12 milioni lo porta a casa, è una grande opportunità. Sono giocatori che fanno la differenza in questa Serie A e che vanno anche in direzione europea. Sono giocatori che si adattano al calcio italiano in questo momento, perché il calcio italiano è ancora molto ancorato a questo duello a tutto campo. Questo modo di difendere è vero che lo puoi attirare al pressing e poi scavalcare, ma non c’è nulla di meglio tatticamente: l’arma segreta rimane comunque il dribbling, lo spunto, il vincere il duello. La capacità del Napoli è quella di isolare il duello: lo ha fatto nella prima parte di stagione con Neres molto bene, Antonio Conte lo ha fatto anche con Hoylund, adesso lo sta facendo con Alisson Santos che è un giocatore che ha personalità. Anche nella partita contro l’Atalanta a Bergamo è stato evidente: è un giocatore che anche senza andare a tabellino ha personalità, prende la palla e punta sempre l’uomo, cerca sempre di creare superiorità numerica. Poi è ovvio che quando tenti tanto sbagli anche tanto, però fa parte di una mentalità vincente. È un giocatore molto interessante e vi dico anche un’altra cosa: le connessioni individuali tra due giocatori sono fondamentali. Quanto conta avere un giocatore capace di creare superiorità numerica quando in campo c’è De Bruyne: quella connessione può essere un grande passo in avanti per il Napoli e io me lo terrei stretto."

Quanto è importante la crescita di Gutierrez e la sua intesa con Alisson Santos?

"Credo sia assolutamente così. Io Gutierrez lo conoscevo bene e mi ero anche esposto quest’estate perché è un calciatore che al Girona ho seguito con grande piacere proprio per queste caratteristiche. È un giocatore che può diventare una mezzala, ha la qualità per esserlo quando è dentro il campo. Questo connubio, nel non richiedere a Gutierrez solo di essere un quinto standard ma di interpretare tempo e spazio, lui lo fa benissimo perché viene da un calcio che glielo ha insegnato, ma ce l’ha anche dentro. Tecnicamente è superiore, quindi isolare Alisson Santos è importante e Gutierrez lo permette proprio perché sa occupare le zone centrali ed è pericoloso lì. Non è solo attirare un avversario: quando riceve ha un sinistro e una velocità di pensiero da centrocampista."

Quanto incide il lavoro di Conte nel mantenere alta la produzione offensiva nonostante gli infortuni?

"Guarda, questi dati non li conoscevo ma, come dicevo all’inizio, secondo me Antonio Conte è davvero un mostro. È mostruoso nel saper riconoscere il momento dei suoi calciatori, nel mettere al centro un calciatore piuttosto che un altro nello sviluppo della squadra. Io credo che questa media gol lui l’abbia costruita con le sue scelte, costruendo momenti anche individuali. L’anno scorso, ad esempio, c’è stato un periodo in cui McTominay non segnava e segnava Anghissa: questo spiega come ragiona Conte. Riconosce un valore aggiunto in un calciatore e lo mette nelle condizioni migliori per fare la differenza. Questo spiega come riesca ad adattarsi agli infortuni e alle difficoltà, capitalizzando i momenti. Nel periodo invernale Neres e Hoylund hanno fatto gran parte dei gol del Napoli, ora sta ritrovando De Bruyne e lo rimette nelle condizioni migliori. Per me c’è tanto dello zampino di Conte."

Questo possibile scandalo arbitrale può essere un nuovo shock per il calcio italiano?

"Sì, purtroppo stiamo attraversando un periodo buio, ma credo che in realtà lo abbiamo sempre attraversato senza rendercene conto. In questo momento siamo indietro nello sviluppo dei giovani e nella valorizzazione del gioco. Questo scandalo arbitrale ci deve aiutare, perché il calcio rimane uno sport di contatto e questa cosa non va dimenticata. Purtroppo gli arbitri cadono facilmente nelle provocazioni e questo non aiuta. Mi auguro che questa rivoluzione arbitrale possa riportare al centro ciò che conta: un arbitro è bravo quando fischia di meno, non quando fischia tutto. Dal punto di vista tecnico, dobbiamo ripartire dalla qualità: Alisson Santos, De Bruyne, McTominay. Ci salviamo con la qualità. E aggiungo che Alisson Santos forse è stato tenuto anche troppo in panchina, perché questi giocatori, anche se più disordinati tatticamente, sono fondamentali. Dobbiamo imparare ad accogliere il disordine, perché è ciò che crea talento e differenza, anche rispetto all’Europa."


Luca Balbinetti a Domenica Azzurra
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