Il match-analyst Gornati: "Col ritorno dei Fab Four, quello in più è De Bruyne"
Jacopo Gornati, match analyst della nazionale del Burkina Faso, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito, in auto col DAB Campania o sulle app gratuite (scarica qui per Iphone o qui per Android).
Qual è posizione giusta per il ruolo attuale di De Bruyne?
"Mezz'ala in questo 3-4-2-1 di Antonio Conte e secondo me è un po' il vestito migliore per quanto riguarda il giocatore belga perché comunque gli dà la possibilità di essere più vicino a Hojlund, più vicino alla porta, quindi con la possibilità anche di essere un po' più decisivo nelle zone molto avanzate del campo".
Per quanto riguarda gli altri centrocampisti, Conte tornerà a giocare con i quattro oppure no?
"Dal punto di vista prettamente tattico avere un giocatore come Alisson che è in grado di saltarti l'uomo, in grado di allungare le difese avversarie con i suoi attacchi della profondità e anche in grado di cambiare passo, quindi di dare una velocità diversa alla manovra del Napoli, dovrebbe essere sicuramente uno dei punti cardine di questo nuovo schieramento del Napoli. È chiaro che faccio fatica a immaginare un Antonio Conte che possa rinunciare a uno dei quattro centrocampisti, anche perché Anguissa è quello che ti dà fisicità ed è quello che ti consente anche di coprire le sortite offensive di McTominay nel caso venga utilizzato come secondo mediano o aggiungere fisicità nel caso in cui il secondo mediano sia Lobotka che è molto più di regia. D'altro canto avere un McTominay più alto fa sì che tu debba per forza avere un baluardo sulla linea mediana del campo che ti dia un po' di equilibrio, quindi faccio fatica a vederli tutti e quattro insieme ma nello stesso momento faccio fatica a pensare a un Antonio Conte che rinunci. Secondo me in questo momento il di più è proprio De Bruyne perché è un giocatore che dovrebbe andare a sostituire Alisson Santos e Alisson Santos si è dimostrato decisivo in questo periodo".
Quanto incide il fatto che il Napoli giochi una sola partita a settimana?
"Nelle rotazioni sarà un po' più complicato farli rientrare perché il Napoli ha solo una partita a settimana, mentre invece magari all'inizio dell'anno c'era più possibilità di ruotare i giocatori. Adesso penso che Antonio Conte nel momento in cui avrà la possibilità di schierare l'undici che ha in mente poi andrà con quell'undici fino alla fine della stagione".
Molti tifosi dicono che il Napoli non gioca bene rispetto a quello di Sarri o Spalletti. Cos'è per te giocare bene?
"Per me giocare bene vuol dire rischiare il più possibile e creare il più possibile, poi come uno lo faccia è indifferente. Si può dominare una partita anche senza avere il possesso del pallone, se tu decidi di non avere il pallone e nello stesso tempo non subisci nessuna occasione da gol per me hai dominato la partita dal punto di vista difensivo. In questo momento vedo un Napoli che va un po' sotto ritmo rispetto a quello a cui potrebbe andare e questo fa sì che il Napoli non sia particolarmente bello da vedere né senza palla perché contro Lecce ha rischiato più volte sulle palle inattive né tantomeno col pallone perché crea molto poco rispetto al potenziale offensivo".
Il Napoli visto nel secondo tempo contro il Lecce è diverso?
"Il Napoli visto nel secondo tempo è un Napoli molto diverso, è un Napoli che secondo me gioca bene. Anche il Napoli dell'anno scorso non è mai stato straordinario da vedere però era molto efficace, subiva poco e costruiva sempre le basi per vincere la partita. Quest'anno secondo me anche a causa degli infortuni il Napoli ha fatto più fatica a trovare un equilibrio tra il non subire e il creare occasioni da gol. Mi è sempre sembrato un Napoli più in gestione della partita piuttosto che aggredirla".
Con i rientri e il mercato invernale, Conte potrà tornare a un calcio più offensivo?
"Io penso che prima di tutto Antonio Conte debba avere bene in mente quale possa essere il piano tattico da mettere in pratica nella prossima stagione e da quello partire per fare il mercato insieme alla società perché mi sembra che la società quest'estate non sia andata in contro a quelle che erano le sue richieste. Nel momento in cui Antonio Conte riuscirà a trovare la sua ossatura io penso che possa fare un campionato sicuramente importante. La cosa da vedere sarà come verranno gestiti i doppi impegni e quindi avere una profondità di rosa molto più importante".
Conte è davvero un allenatore arretrato dal punto di vista tattico?
"No assolutamente, anzi Conte è uno dei pochi della vecchia guardia che sta provando a rimettersi in gioco. Sta provando ad adeguare le sue idee alle caratteristiche dei giocatori e a un calcio che va sempre più veloce e richiede una fluidità nelle posizioni che prima non c'era. Conte sta provando a rimanere al passo rimanendo fedele ai suoi principi".
Qual è oggi la giocata principale del Napoli di Conte?
"Quest'anno la giocata principale è la verticalizzazione su Hojlund. Se al Napoli togli la verticalizzazione su Hojlund, il Napoli fa molta più fatica a sviluppare le proprie azioni perché quella giocata attiva tutti i meccanismi offensivi".