Il paradosso dell'Italia secondo Garbo: "I più forti non giocano in Serie A"
Daniele Garbo, giornalista, è stato nostro ospite su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e sempre live, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in auto col DAB o qui sul sito anche in video.
Che partita ti aspetti contro la Bosnia? Sarà una gara semplice?
"Non credo che sarà una passeggiata. L'Italia è più forte della Bosnia, ma è anche più forte della Macedonia e ci ricordiamo tutti come è finita. Per cui sarà un inferno: uno stadio piccolissimo, con la gente addosso, e ho letto addirittura di 30.000 tifosi fuori dallo stadio per mettere pressione agli azzurri. Il problema sarà soprattutto mentale, perché dal punto di vista tecnico non ci dovrebbero essere problemi: l'Italia è superiore. Però l'ambiente, il campo in cattive condizioni e la paura di sbagliare, visto che l'Italia ha tutto da perdere e poco da guadagnare, rendono questa partita molto complicata."
Quanto può incidere l’aspetto ambientale e le polemiche pre-partita?
"Non credo molto. Sono cose di poco conto. Giocatori abituati a stadi da 70.000-80.000 spettatori non si spaventano per uno stadio con 9.000 persone. La pressione è mentale, non ambientale. Quello che è accaduto con Di Marco e la risposta di Dzeko sono schermaglie da pre-partita che non lasceranno traccia."
Sei d’accordo con le scelte di formazione, in particolare l’esclusione di Pio Esposito?
"Questa è una scelta del CT, di cui si discuterà eventualmente se le cose andranno male. Se andranno bene ci sarà poco da dire. Anche a me l’idea di Pio Esposito, che è in un momento di grazia, piace rispetto a Retegui che non ha fatto una grande prestazione contro l’Irlanda del Nord. Però capisco la scelta di affidarsi a giocatori più esperti in una partita che richiede calma e gestione. Anche Bastoni centrale non mi sorprende, visto che è una soluzione già provata."
Dal punto di vista tattico, quali sono i rischi principali della partita?
"Ci sarà da temere soprattutto l’aggressività. La Bosnia la metterà sul piano fisico, cercherà di aggredire subito e magari fare qualche intervento al limite per mettere paura. Non credo però che l’Italia si farà intimorire. Resta il fatto che non abbiamo una grande nazionale: non ci sono fuoriclasse, ma solo buoni giocatori. Questo rende la sfida complicata. Poi magari finisce 4-0, ma alla vigilia non è semplice."
Chi è il giocatore che più si avvicina al livello di campione in questa Italia?
"Secondo me i giocatori che possono dare di più sono quelli che giocano fuori dall’Italia, in particolare Calafiori e Tonali. Tonali sta facendo una grande stagione al Newcastle, Calafiori gioca nell’Arsenal. Questi giocatori portano esperienza, intensità e ritmo che spesso mancano nel nostro campionato. Poi c’è Donnarumma, che è sicuramente uno dei migliori portieri del mondo e dà grande sicurezza."
Come giudichi il caso Lukaku al Napoli?
"Francamente non riesco a capire questa scelta di Lukaku, che a mio avviso serve moltissimo ad Antonio Conte. Non capisco dove voglia arrivare: ha avuto problemi fisici, è rientrato da poco e non poteva pretendere di essere subito titolare. Credo si vada verso una rottura, perché il Napoli non può tollerare una situazione del genere. Sarebbe un messaggio sbagliato per il gruppo. Serve una linea dura: o rispetti le regole o vai incontro a conseguenze come l’esclusione o la risoluzione del contratto."
Ti aspetti cambiamenti nella lotta Scudetto dopo la sosta?
"Bisogna vedere come tornano i giocatori dalle nazionali, perché incide molto. Per esempio la Roma perde Wesley per quattro settimane ed è una perdita pesante. Io credo che l’Inter resti la favorita per lo Scudetto, perché è la squadra più forte, anche se non perfetta. Le prossime partite, Inter-Roma e Napoli-Milan, ci diranno molto sulla corsa al titolo."