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Il telecronista di Pisa-Napoli: "Ho visto facce tese all'inizio, vi racconto..."

di Davide Baratto

Il giornalista Dazn Riccardo Mancini è intervenuto su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in DAB o qui sul sito anche in video.

Hai commentato Pisa-Napoli per DAZN. La qualificazione in Champions è arrivata forse un po' più tardi del previsto: come hai visto questa squadra nelle ultime giornate?

"Il calo è stato fisiologico. Ero a Parma a commentare Parma-Napoli e ho visto una squadra che alla fine di quella partita lo si leggeva nei volti dei ragazzi di Conte: era completamente scarica, sia per quello che era successo in quella partita, sia per quello che poi sarebbe potuto succedere e in effetti è successo qualche ora più tardi a Como. Quella è stata la partita in cui il Napoli ha forse abbandonato definitivamente il sogno scudetto: una minima speranza, seppur minima, c'era in quel momento e, come in tutte le cose della vita, si perde un po' di motivazione. È normale. Forse la qualificazione in Champions poteva arrivare prima, detto questo i mille alibi e le mille giustificazioni secondo me restano, perché è stata una stagione notevolmente condizionata dagli infortuni: se ci fossero stati meno infortunati penso che questa squadra avrebbe potuto competere almeno fino a queste giornate per lo scudetto, perché è stata costruita bene. Al netto di tutto, questa qualificazione alla Champions è stata meritata. Ieri non c'è stata partita, i ritmi erano abbastanza blandi, il Napoli ha comandato dal primo all'ultimo secondo e l'ha portata a casa con grande merito."

Ci puoi raccontare le tue sensazioni nei primi minuti di Pisa-Napoli? I giocatori sembravano molto tesi nel tunnel. E com'era il campo? Dalla TV si vedeva un'erba abbastanza alta e non irrigata bene.

"Parto dalla seconda domanda: sì, anche io ho avuto la sensazione — condivisa con Antonio Di Gennaro che era vicino a me — che il campo non fosse proprio eccellente. Non era bagnato, c'era un'erba molto alta. Questo però non ha messo troppo in difficoltà il Napoli. Sulle facce: sì, erano un po' tese, l'ho percepito anch'io. Ma credo che sia abbastanza normale e psicologico nel momento in cui perdi in casa col Bologna in quel modo, perdi in casa con la Lazio in quel modo, sei a 180 minuti dalla fine e giochi fuori casa: qualche domanda in testa ti viene. Una volta entrati in campo però i valori tecnici erano molto differenti, si è visto da subito. Al Napoli è servito uno sforzo minimo per passare in vantaggio, per raddoppiare, per vincere la partita in maniera molto serena. Non ho mai visto un Napoli in difficoltà. Le qualità del Pisa sono limitate rispetto a quelle del Napoli, con tutto il rispetto per il Pisa. Il Napoli era troppo più forte e le motivazioni stavolta hanno fatto la differenza. Ho visto una squadra concentrata, consapevole delle proprie qualità, decisa a portare a casa la qualificazione. Non l'ho vista mai in difficoltà, nonostante la testa inevitabilmente non potesse essere completamente libera."

Veniamo alle dichiarazioni di Conte nel post partita. Molti le leggono come un segnale di addio, altri come una mossa strategica. Lui ha detto che De Laurentiis sa già quello che ha chiesto. Come le hai interpretate?

"Ieri Conte l'ho visto un po' giù di morale, nel modo di porsi, e questo va un po' a cozzare con quelli che potrebbero essere degli sviluppi di continuazione insieme. Nel momento in cui Conte dice che De Laurentiis sa quello che ha chiesto e quali sono le sue intenzioni, e lego queste dichiarazioni all'espressione che aveva ieri, ci vedo qualcosa che non va. Perché se Conte fosse contento di quello che ha presentato a De Laurentiis e avesse avuto una risposta positiva, secondo me ieri non l'avremmo visto con quell'atteggiamento. Posso sbagliarmi, però cerco di interpretare anche i segnali del volto di Antonio Conte e non mi sembravano positivi. Credo che se si sono parlati un mese fa, Conte avrà fatto le sue richieste e De Laurentiis avrà dato le sue risposte: si saranno guardati negli occhi e avranno deciso da che parte andare. Provando a interpretare quello che ha detto, mi sembra che le percentuali di prosecuzione insieme siano molto basse. Lui sarà sempre grato a De Laurentiis per avergli dato l'opportunità di allenare il Napoli, ha fatto molto bene sia quest'anno che l'anno scorso, però al momento mi sembra che le strade possano separarsi."

È una sconfitta di Conte non riuscire a completare questa trilogia con il Napoli, o è il Napoli che si sente inadatto a soddisfarlo per il terzo anno?

"Credo che Conte, arrivato a questo punto della sua carriera, voglia mettere delle basi solide da qualche parte. Sappiamo che lui tende, dopo un po', a cambiare anche per ritrovare motivazioni e stimoli, però credo che sia arrivato a un momento in cui ha la volontà forte di voler mettere radici solide, e a Napoli in questi due anni secondo me ci ha riuscito. Guardando l'espressione di Conte ci leggo il dispiacere di non poter andare avanti. Credo che da entrambe le parti ci sia della tristezza nel caso in cui le strade dovessero separarsi, perché la sensazione che mi dà Conte è che voglia davvero costruire qualcosa di grosso e di solido anche per il futuro, restare un po' di tempo in una piazza importante come Napoli. È chiaro però che bisogna fare anche dei ragionamenti: la costruzione della prossima rosa, come sarà, bisogna contenere i costi. Se le richieste di Conte non vengono soddisfatte, è fisiologico che le strade vadano in direzioni diverse. Detto questo, se dovesse andare via Antonio Conte, il Napoli avrebbe comunque in mano qualcosa di concretamente forte per continuare a costruire un progetto. Conte ti lascia qualcosa: lo lascia ai giocatori, alla società, all'ambiente, ai tifosi."

Nel caso in cui Conte dovesse andare via, Maurizio Sarri sembra essere in pole position. Ti convince come ipotesi?

"Devo premettere una cosa: a me Maurizio Sarri piace tantissimo. Per come fa giocare la sua squadra, per quello che sa chiedere e per le risposte che ottiene, è un allenatore di grande esperienza con tutte le caratteristiche per poter sedere su quella panchina. Però non sono molto d'accordo con le minestre riscaldate, più che altro perché il Napoli dovendo andare in una certa direzione — tenere questa base solida, rinforzare la squadra svecchiandola un po' soprattutto in difesa, lavorare su alcuni giovani da inserire in rosa — non so se Sarri possa essere veramente l'allenatore giusto. Sicuramente il rapporto con la piazza è rimasto forte e questa può essere una qualità da sfruttare, però non sono così convinto che sia l'allenatore adatto per lavorare su giovani che devono inevitabilmente arrivare a Napoli per dare freschezza alla rosa. Detto questo, resto un grande sostenitore di Maurizio Sarri: è uno degli allenatori migliori che abbiamo avuto in Italia in questi anni, senza dubbio."


Riccardo Mancini a Napoli Talk
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